Sanità, 112 e 116117: i due numeri fondamentali per la gestione corretta delle emergenze

Cronaca
PISA e Provincia
Mercoledì, 4 Febbraio 2026

L’assessora Monni visita la centrale operativa regionale: crescono le chiamate per le cure non urgenti. Traduttori disponibili in venti lingue

FIRENZE – Saper distinguere tra un’urgenza vitale e un bisogno sanitario a bassa intensità può fare la differenza nella qualità del servizio pubblico. Su questo delicato confine si gioca la sfida del 116117, il numero unico europeo per le cure non urgenti che, a poco più di un anno dal debutto in Toscana, sta diventando un punto di riferimento essenziale per i cittadini. L’assessora al diritto alla salute, Monia Monni, ha visitato nel pomeriggio la centrale operativa ospitata presso l’ospedale Palagi, sottolineando l’importanza di un utilizzo appropriato delle risorse regionali.

L’invito è chiaro: il 112 deve essere contattato esclusivamente per le emergenze urgenti, mentre il 116117 è il numero dedicato alla guardia medica, alla continuità assistenziale e ai consulti per problemi che non richiedono l'intervento immediato di un'ambulanza. Questa distinzione evita di distogliere medici e mezzi di soccorso da situazioni di reale pericolo di vita. I dati confermano che la cittadinanza sta recependo il messaggio: le chiamate al 112 per emergenze sanitarie sono diminuite dell’8 per cento in questo inverno, mentre quelle dirette al 116117 sono quasi raddoppiate, passando da 58 mila a 97 mila.

Il servizio, tuttavia, non si limita alla sostituzione del medico di famiglia durante la notte o nei festivi. Il 116117 punta a diventare uno sportello telefonico globale per esigenze sanitarie e sociali, operativo anche di giorno grazie al coinvolgimento dei medici del ruolo unico regionale. Il sistema garantisce risposte rapide, con tempi medi di attesa entro i due minuti, e gestisce anche la guardia medica pediatrica e i teleconsulti di secondo livello. «Sarà un numero ancora più importante nel momento in cui riusciremo ad attivare un numero consistente di case delle comunità» ha spiegato Monia Monni, evidenziando come la struttura sarà il perno per indirizzare correttamente i pazienti verso i percorsi di cura territoriali.

L'organizzazione, coordinata dall'Asl Toscana Centro, si avvale di quasi duecento operatori esperti. Un fiore all'occhiello della centrale è l’accessibilità garantita anche a chi non parla italiano: il servizio dispone infatti di traduttori pronti a intervenire in tempo reale in venti lingue diverse, tra cui cinese, arabo, russo, albanese e urdu. Nel solo 2025 le chiamate totali hanno superato quota 800 mila, con picchi di 18 mila contatti giornalieri durante le festività natalizie.

Come ribadito dal direttore generale dell’Asl Toscana Centro, Valerio Mari, l'attività non fornisce solo continuità assistenziale, ma una vera e propria attività strutturata di orientamento sul territorio. L'utente può ricevere informazioni su pediatri, medici di medicina generale e servizi socio-sanitari, ottenendo supporto per ogni bisogno a bassa intensità. L'obiettivo della Regione resta quello di potenziare ulteriormente questa infrastruttura, rendendo l'assistenza sempre più capillare e vicina al cittadino, riducendo al contempo la pressione sui reparti di emergenza-urgenza.

 


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massimo.corsini