Chiara Tremolanti, da Cascina a Stoccolma nel segno della ricerca scientifica

Cronaca
Scienza e Ricerca
Cascina
Giovedì, 5 Febbraio 2026

La ricercatrice cascinese Chiara Tremolanti racconta il percorso accademico e il lavoro al Karolinska Institute ai microfoni di Punto Radio Cascina Notizie

Dalla laurea a Pisa ai laboratori del Karolinska Institute di Stoccolma, uno dei centri di ricerca biomedica più prestigiosi al mondo. È il percorso di Chiara Tremolanti, 31 anni, originaria di Cascina, oggi al quarto anno di post-dottorato in Svezia, protagonista di un’intervista andata in onda giovedì 5 febbraio su Punto Radio Cascina Notizie, condotta da Luca Doni.

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Dopo la laurea in Chimica e tecnologia farmaceutiche all’Università di Pisa, Tremolanti ha intrapreso la carriera accademica con un dottorato di ricerca svolto tra l’Italia e la Francia, a Strasburgo. Al termine del PhD, la scelta di proseguire con un postdoc all’estero, tappa considerata quasi obbligata per chi intende continuare nel mondo della ricerca scientifica.

Il suo ambito di studio è la neurobiologia, con particolare attenzione alle malattie neurodegenerative. Al Karolinska Institute lavora su una linea di ricerca innovativa legata al Parkinson, focalizzata sullo sviluppo e sul miglioramento di terapie di sostituzione cellulare. Il lavoro del laboratorio riguarda l’utilizzo di cellule staminali differenziate in neuroni dopaminergici, le cellule che degenerano nella malattia, con l’obiettivo di rendere queste terapie sempre più sicure ed efficaci. Un percorso lungo e complesso, ma con risultati che la comunità scientifica considera promettenti.

Accanto all’attività in laboratorio, Tremolanti è anche ideatrice del progetto “The PhD Tribe”, una pagina Instagram nata due anni fa e cresciuta rapidamente, che si rivolge a dottorandi, giovani ricercatori e a chi sta valutando di intraprendere questo percorso. L’obiettivo, spiega, è raccontare la ricerca in modo realistico, senza idealizzazioni ma anche senza demonizzazioni, offrendo uno spazio di confronto su opportunità, difficoltà e scelte possibili.

Nel corso dell’intervista è emerso il tema delle differenze tra il sistema della ricerca in Italia e quello all’estero. Tremolanti ha sottolineato come l’esperienza internazionale rappresenti un valore aggiunto, non necessariamente come fuga, ma come occasione di crescita professionale e personale. Nei Paesi del Nord Europa, ha spiegato, a fare la differenza non è solo l’aspetto economico, ma soprattutto le condizioni di lavoro, le infrastrutture e il riconoscimento del ruolo del ricercatore.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla dimensione umana della professione scientifica. La ricercatrice ha evidenziato come il lavoro in laboratorio richieda resilienza e capacità di affrontare fallimenti frequenti, elementi che fanno parte integrante del metodo scientifico. Allo stesso tempo ha respinto l’immagine stereotipata del ricercatore isolato, rivendicando l’importanza di un equilibrio tra vita professionale e personale.

Nel dialogo si è parlato anche di nuove tecnologie e intelligenza artificiale, strumenti destinati ad avere un impatto crescente sulla ricerca, soprattutto nell’analisi dei dati e nella scrittura scientifica, se utilizzati con metodo e senso critico.

Infine, Tremolanti ha affrontato il tema della presenza femminile nella scienza. Se nei percorsi universitari e nei primi livelli della carriera accademica le donne sono oggi numerose, restano ancora forti squilibri nei ruoli di leadership. Una sfida aperta, che richiede interventi strutturali e un cambiamento culturale.

Attualmente la ricercatrice non prevede un rientro immediato in Italia. Vive tra Stoccolma e Uppsala insieme al marito, anche lui ricercatore, ma mantiene un forte legame con Cascina, facilmente raggiungibile grazie ai collegamenti aerei. Un percorso internazionale che continua, con lo sguardo rivolto alla ricerca e alle sue possibili evoluzioni future.

 

 

 


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luca.doni