''Senza consenso è stupro'': centinaia in piazza a Pisa contro il DDL Bongiorno
Centinaia di persone hanno partecipato nel pomeriggio di domenica 15 febbraio alla mobilitazione cittadina contro il cosiddetto DDL Bongiorno, promosso come proposta di modifica dell’articolo 609 bis del codice penale in materia di violenza sessuale.
L’iniziativa, organizzata dalla Casa della donna di Pisa, dai Centri Antiviolenza Casa della donna e Frida Kahlo di San Miniato insieme ai collettivi transfemministi Anomalia Collettiva, Kontromovimento e Obiezione Respinta, si è inserita nella giornata di mobilitazione nazionale diffusa promossa da realtà femministe in tutta Italia.
Al centro della protesta, la proposta di riformulazione dell’articolo609 bis, approvata il 27 gennaio in Commissione Giustizia, che sostituirebbe il riferimento al “consenso libero e attuale della persona” con la formula “volontà contraria”. Tale modifica comporterebbe un arretramento nella tutela delle donne e delle soggettività più esposte alla violenza, dicono le organizzatrici, in linea con avvocate, espertə di genere e la rete nazionale dei centri antiviolenza D.iR.E che ha chiamato la mobilitazione a tappeto in tutto il territorio nazionale. “Il consenso non si presume né si deduce – hanno ribadito durante gli interventi –. Se non è espresso in modo chiaro, non è consenso”. Le promotrici sostengono che spostare l’attenzione dalla necessità di un consenso esplicito alla dimostrazione del dissenso rischierebbe di gravare ulteriormente sulle persone che subiscono violenza, alimentando fenomeni di vittimizzazione secondaria. Il corteo è partito alle ore 16 da Piazza Vittorio Emanuele, ha attraversato Corso Italia fino a Ponte di Mezzo, dove è stato esposto uno striscione con la scritta “Senza consenso è stupro”. Numerose manifestanti hanno inoltre composto la stessa frase sul ponte in un’azione simbolica molto partecipata. La mobilitazione si è conclusa in Piazza XX Settembre con una serie di interventi delle associazioni promotrici e delle altre istanze femministe come il Coordinamento donne CGIL e la Conferenza donne democratiche, che hanno affrontato il tema dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, la prevenzione della violenza maschile contro le donne e il contrasto alla cultura dello stupro. Gli slogan più ripetuti durante il corteo – “Senza consenso è stupro” e “Solo sì è sì” – hanno sintetizzato il messaggio centrale della giornata: la centralità del consenso come principio giuridico e culturale imprescindibile.
