I Gatti Mézzi tornano a Cascina: vernacolo, ironia e un pubblico che non ha mai smesso di amarli

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Cascina
Sabato, 21 Febbraio 2026

 

Dopo la reunion del 2025, il duo pisano riporta sul palco della Città del Teatro il repertorio storico e annuncia un vinile live in tiratura limitata

 

I Gatti Mézzi (Tommaso Novi e Francesco Bottai) nascono a Pisa nel 2005, distinguendosi fin da subito per un originale intreccio di jazz, swing e musica popolare, impreziosito da testi irriverenti e nostalgici rigorosamente in vernacolo pisano.

Nel 2006 pubblicano il primo album, “Anco alle puce ni viene la tosse”, seguito nel 2007 da “Amori e fortori”. A distanza regolare di due anni escono poi “Struscioni” (2009), “Berve fra le berve” (2011) e “Vestiti leggeri” (2013). Nel 2016 arriva “Perché hanno sempre quella faccia”, ad oggi ultimo lavoro di inediti.

Nel 2017, divergenze artistiche portano alla separazione del duo. Ognuno prosegue il proprio percorso, raccogliendo soddisfazioni personali, ma i fan non smettono di sperare in una reunion. Reunion che si concretizza nel 2025, con il ritorno sui palchi, seppur con date non troppo frequenti.

La prima tappa è il 24 luglio 2025 al Parco Mediceo di Pratolino (FI), nell’ambito del MusArt Festival Firenze 2025. Seguono quattro concerti estivi a Castelnuovo Val di Cecina, Castiglioncello, Gavorrano e Pisa. In inverno il tour tocca Livorno e nuovamente Firenze, fino ad approdare a Cascina, venerdì 20 febbraio, alla sala grande (intitolata a Dario Fo e Franca Rame) della Città del Teatro - Politeama.

La formazione è quella classica, ampliata per l’occasione a cinque elementi. Oltre a Tommaso Novi (pianoforte, fischio e voce) e Francesco Bottai (chitarra e voce), sul palco i due contrabbassisti Mirco Capecchi e Matteo Anelli, mentre alla batteria, al posto di Matteo Consani, a Cascina c’è il livornese (anzi, come viene presentato, “di Stagno Sud”) Daniele Paoletti.

L’inizio non è dei più travolgenti. Forse un po’ di emozione, forse un equilibrio sonoro non ancora perfetto tra strumenti e voce: il feeling con il pubblico tarda a scattare. Ma è solo questione di un paio di brani. Superato il rodaggio iniziale, tutto torna a fluire con naturalezza e la sintonia si ricompone, come se quegli anni di pausa non fossero mai esistiti.

La scaletta segue un percorso quasi cronologico nella produzione del duo. Da “Anco alle puce ni viene la tosse” arrivano “Tragedia dell’Estate”, “Bimbetto scarmanato”, “Fra le bodde e ’ biacchi”, “Vango per passione” e “Braccio di Ferro”. Da “Struscioni” ecco “Portami a pescare”, “Morandi”, “Ma loro sono avanti” e “Forza Buo passa le cèe”. Da “Berve fra le berve” vengono proposte “Balena”, “Occhiaia”, “Morirò d’incidente stradale”, “Ir bao di sego” e “Anarfamondo”, mentre da “Vestiti leggeri” trova spazio “Marina”.

Poco prima della chiusura arriva anche una sorpresa per i fan. È Francesco Bottai a svelare una “chicca”: il concerto tenuto a Pisa nel settembre scorso è stato registrato e da quella registrazione è nato un vinile, “Gatti Mézzi Live in Pisa”, stampato in tiratura limitata di 300 copie. Un’uscita destinata a fare la gioia dei collezionisti e di chi, in questi anni, non ha mai smesso di aspettare il ritorno del duo.
Il consueto “finto” saluto anticipa il bis, con i due brani simbolo: “Cacciucco Blues” e “Ir Gallaccio di Riglione”, accolti da un pubblico ormai completamente conquistato.

Un’ora e mezza scivolata via in un attimo. E la sensazione condivisa, all’uscita, è una sola: certi ritorni non sono soltanto nostalgici, ma necessari.

Grazie, Gatti, per essere tornati.

luca.barboni