Delitto tra i laboratori: il Cnr di Pisa diventa teatro di un giallo sull’intelligenza artificiale
Agata Caciagli, per Punto Radio, ha intervistato Fabrizio Falchi, autore del romanzo “Polvere di gesso”, un giallo ambientato nei corridoi del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa che intreccia precarietà accademica, musica anni Novanta e nuove tecnologie
di Agata Caciagli
Martedì 24 febbraio, nel corso di un’intervista, Fabrizio Falchi – ricercatore al Cnr di Pisa – ha raccontato la genesi e i temi del suo primo romanzo, Polvere di gesso (qui il link per l'acquisto https://amzn.eu/d/0evm3EMa), pubblicato lo scorso settembre dall’editore Homo Scrivens. Un’opera che coniuga l’indagine tipica del giallo con un’ambientazione inusuale: quella dei centri di ricerca scientifica.
RIASCOLTA L'INTERVISTA INTEGRALE
Falchi (nella foto a sinistra), che si occupa di informatica e intelligenza artificiale, ha spiegato di essere da sempre un lettore appassionato di romanzi gialli. A spingerlo verso la stesura sarebbe stata anche la crescente attenzione mediatica verso l’intelligenza artificiale, divenuta negli ultimi anni tema centrale nel dibattito pubblico.
Un giallo tra precarietà e ricerca
Il romanzo prende avvio dalla morte di una giovane assegnista di ricerca, Linda, trovata senza vita negli uffici del Cnr. L’ipotesi iniziale è quella del suicidio, ma l’indagine informale avviata dal collega Luigi – narratore della storia – porta gradualmente alla ricostruzione della vita privata e professionale della vittima.
Intelligenza artificiale e mondi virtuali
Nel romanzo trovano spazio tematiche legate alle nuove tecnologie: dall’intelligenza artificiale ai mondi virtuali, ambiti di ricerca che fanno da sfondo alla vicenda. L’autore ha spiegato di aver voluto inserire elementi divulgativi all’interno della trama investigativa, sfruttando il meccanismo del giallo per accompagnare il lettore in contesti poco esplorati dalla narrativa italiana.
Tra le influenze dichiarate, Falchi cita scrittori che hanno utilizzato il genere poliziesco per raccontare ambienti specifici e dinamiche sociali, come Marco Malvaldi e Fred Vargas, oltre alla tradizione classica rappresentata da Agatha Christie.
La musica come chiave narrativa
Un ruolo centrale nella costruzione dell’atmosfera è affidato alla musica. Il ritrovamento del corpo di Linda avviene mentre risuona “Jeremy” dei Pearl Jam, brano simbolo degli anni Novanta che richiama tematiche legate al disagio giovanile. Da quell’episodio prende forma una vera e propria colonna sonora che attraversa il libro.
Il titolo stesso, Polvere di gesso, richiama il brano “Polvere di gesso” di Gianmaria Testa. Secondo l’autore, la scelta risponde a una duplice esigenza: da un lato, offrire un elemento chiave per la soluzione dell’enigma; dall’altro, evocare lo stato d’animo del protagonista, segnato da un senso di solitudine e incompiutezza.
Falchi ha infine lasciato intendere la volontà di tornare presto alla narrativa, che dopo l’esordio non appare più solo un esperimento, ma un percorso che l’autore intende continuare a esplorare accanto alla sua attività di ricercatore.


