Ex-Asilo Coccapani: appartamenti in vendita, ma ad oggi manca qualsiasi autorizzazione per realizzarli 

Politica
PISA e Provincia
Lunedì, 2 Marzo 2026

Tutte le perplessità e le critiche di Diritti in Comune sulla trasformazione dell'ex asilo in appartamenti

 

 

Questo il comunicato stampa

Negli scorsi mesi abbiamo denunciato la mega svendita da parte del Comune di Pisa dell’ex-Asilo Coccapani per 670mila euro: un immobile comunale nel cuore del quartiere San Francesco composto da 2 piani, per un totale di 1.263 mq, con annesso un giardino: un esempio di architettura razionalista, soggetto a vincolo paesaggistico, che si trova nel cuore del centro cittadino, chiuso e lasciato in abbandono dal 2014 (come denunciamo da molti anni). Ad acquistarlo è stata la società Giunat srls con sede a Pisa e che ha per oggetto la costruzione di edifici, residenziali e non. Su questa società è importante sottolineare che è attiva da meno di un anno e che ha un capitale sociale sottoscritto di appena 200 euro detenuto da un unico socio: Luca Meucci. 
  
Neanche il tempo della svendita che già si trovano da novembre tutti gli annunci per la vendita di ben 5 appartamenti, alcuni di lusso, che verranno realizzati all’interno dell’ax-Asilo Coccapani: rispettivamente da 700 mila euro, 850 mila euro, 690 mila euro, 642 mila euro, e 424 mila euro. 
  
Peccato che però ad oggi questi appartamenti non si possono in alcun modo realizzare. Infatti grazie ad una interrogazione presentata dal nostro gruppo consiliare emerge che non è mai stata presentata la richiesta di variante per destinazione residenziale e non è stata presentata neanche alcuna pratica edilizia per la ristrutturazione dell’edificio. A questo si aggiunge come si legge dalle risposte degli uffici comunali alle nostre domande che : “ogni progetto di trasformazione che preveda opere soggette ad autorizzazione paesaggistica dovrà essere sottoposto alla Soprintendenza”. 
  
In altre parole si mettono già in vendita appartamenti che ad oggi non possono essere fatti come nelle migliori, o meglio, peggiori tradizioni del nostro paese. Nei fatti assistiamo, in questo caso ma anche nel caso di RFI sulle aree di San Marco e San Giusto, a soggetti privati che anticipano gli interventi urbanistici e edilizi senza avere la certezza della loro realizzabilità, come ulteriore elemento di pressione sul Comune in assenza che vi sia  prima una adeguata pianificazione pubblica. Ed  è questo il metodo di governo dell’amministrazione Conti: aspettare che i privati decidano e adeguare gli strumenti urbanistici alle loro decisioni, abdicando completamente alla competenza pubblica nella pianificazione del territorio e della città. 
  
Questa è l’ennesima conferma che siamo davanti ad una speculazione da manuale che purtroppo avevamo denunciato più e più volte: e anche questo ulteriori atti che abbiamo recuperato ci danno ancora una volta ragione. Una vicenda scandalosa su cui continueremo con ancora maggiore determinazione a fare tutti gli approfondimenti del caso per un edificio che da sempre era stato utilizzato per servizi pubblici. 
  
Ancora una volta la Giunta Conti dimostra di considerare il patrimonio pubblico non come una risorsa, ma come un peso di cui liberarsi, alimentando così la speculazione nella nostra città quando, invece, l’obiettivo primario di ogni Comune dovrebbe essere la valorizzazione sociale del proprio patrimonio per rispondere ai bisogni della cittadinanza. 
  
Diritti in comune: Una Città in comune – Rifondazione Comunista 
  

 

redazione.cascinanotizie