Cascina, pensioni in crescita: sfiorati i 270 milioni nel 2026

Economia
Cascina
Venerdì, 3 Aprile 2026

Aumentano assegni e numero di pensionati: prevalgono le pensioni di vecchiaia, mentre calano invalidità e reversibilità

Negli ultimi anni il tema delle pensioni è tornato al centro del dibattito pubblico, tra sostenibilità del sistema e tenuta sociale dei territori. Ma al di là dei grandi numeri nazionali, esiste una dimensione locale spesso poco raccontata: quanto incidono realmente le pensioni nell’economia dei singoli comuni?

Da questa domanda nasce questa serie di articoli, basata sui dati ufficiali pubblicati dall’INPS, che analizza nel dettaglio la spesa previdenziale nei 37 comuni della provincia di Pisa.

Comune dopo comune, verranno esaminati:
•    il numero delle pensioni erogate
•    l’importo medio mensile
•    la distribuzione per tipologia (vecchiaia, invalidità, superstiti, assegni sociali)
•    le variazioni rispetto all’anno precedente

L’obiettivo è offrire una fotografia chiara e comparabile del territorio, partendo da Cascina e procedendo progressivamente verso tutti gli altri comuni della provincia.

Perché le pensioni non sono solo una voce di spesa pubblica, ma rappresentano una componente fondamentale dell’economia locale, soprattutto nei territori con una popolazione più anziana.

 

Sfiora i 270 milioni di euro la spesa complessiva prevista dall’Inps nel 2026 per le pensioni erogate nel Comune di Cascina. Un dato rilevante, che conferma il peso crescente della previdenza sul territorio.

Rispetto al 2025 si registra un lieve aumento nel numero complessivo delle pensioni: i certificati passano da 15.728 a 15.789, con una crescita di 61 unità pari allo 0,39%.

n salita anche l’importo medio mensile, che raggiunge i 1.311,74 euro contro i 1.286,33 dell’anno precedente: un incremento di 25,41 euro, pari all’1,98%.

Entrando nel dettaglio, la quota più consistente è rappresentata dalle pensioni di vecchiaia, che con 9.384 assegni costituiscono il 59% del totale e presentano un importo medio mensile di 1.691,16 euro.
Seguono le pensioni ai superstiti (3.157, pari al 20%), con un importo medio di 876,61 euro, e le pensioni di invalidità civile (2.353, il 15%), che si attestano su una media di 521,95 euro mensili.
Più contenuti i numeri delle pensioni di invalidità (454, il 3%), con un importo medio di 1.325,85 euro, e delle pensioni e assegni sociali (441, anch’essi pari al 3%), che registrano una media mensile di 554,51 euro.

Dal confronto con l’anno precedente emerge un quadro articolato: crescono le pensioni di vecchiaia e quelle sociali, mentre risultano in calo le pensioni di invalidità, le reversibilità e le prestazioni di invalidità civile.

Sul fronte degli importi medi, si osserva un aumento generalizzato per tutte le tipologie, con l’unica eccezione delle pensioni di invalidità, in controtendenza.

I dati completi sono riassunti nella tabella allegata.

luca.barboni