Potere al Popolo Pisa chiede le dimissioni del Questore Barilaro: è scontro sulle piazze negate
Contestata la gestione dell’ordine pubblico e il divieto a un presidio antifascista: iniziativa annunciata per il 25 aprile. Pasqualino (Lega): "Solidarietà al Questore"
Scontro politico a Pisa sulla gestione dell’ordine pubblico e delle manifestazioni.
Potere al Popolo ha chiesto le dimissioni del Questore Salvatore Barilaro, criticando il divieto imposto a un presidio antifascista e denunciando una limitazione delle libertà di espressione e di riunione.
Nel frattempo, è stata annunciata per il 25 aprile un’iniziativa simbolica con la rinomina di piazza San Silvestro in memoria di Franco Serrantini.
A stretto giro di posta, arriva anche la presa di posizione di Giovanni Pasqualino, capogruppo della Lega a Pisa, che esprime piena solidarietà al Questore.
► LEGGI ANCHE: Ordine pubblico, studenti di destra e sinistra divisi dall'intervento della Questura
Ha scritto Potere al Popolo Pisa.
Dimissioni per il questore Barilaro che nega le piazze agli antifascisti!
25 aprile alle ore 18 rinominiamo anche quest’anno Piazza San Silvestro a Franco Serrantini
Dopo i gravi fatti di questi ultimi giorni, con la messa a disposizione della sala del consiglio comunale ai fascisti di Azione Universitaria, il questore di Pisa ha negato la piazza agli studenti di Cambiare Rotta. Dopo aver assistito al panico all’interno delle opposizioni comunali, con uscite ambigue, in ritardo o di condanna alle azioni degli antifascisti che nello scorso venerdì hanno cacciato i militanti della giovanile di Fratelli d’Italia da piazza della Pera, additando come “violenta” una manifestazione antifascista.
Giovedì 2 aprile abbiamo visto il presidente locale dell’Anpi e Maria Antonietta Scognamiglio, vicepresidente del Consiglio comunale di Pisa in quota Pd, presentarsi a rapporto dai fascisti e condannando a loro volta l’antifascismo militante.
Chiaro l’opportunismo di queste forze politiche, che riesumano la parola “antifascismo” per gli eventi istituzionali del 25 aprile, come se fosse un termine storico, di fatto svuotandolo del suo reale significato.
Per questo il 25 aprile rinomineremo anche quest’anno piazza San Silvestro in piazza Franco Serrantini, per mantenere il legame storico della città con la resistenza e con il movimento antifascista nel ‘900.
Il fatto grave resta il divieto apposto dal questore nei confronti di un presidio antifascista regolarmente comunicato, che non può essere liquidato come un semplice atto amministrativo: è una scelta grave che colpisce direttamente le libertà costituzionali, mettendo in discussione il diritto di riunione (art. 17) e la libertà di espressione (art. 21).
Ostacolare un’iniziativa antifascista equivale, nei fatti, ad operare contro i valori fondanti che dovrebbero innervare ogni istituzione della Repubblica, nata dalla Resistenza antifascista.
Non si tratta di errori, ma di responsabilità precise e di un ruolo politico agito anche dal responsabile dell’ordine pubblico che ha disposto un spiegamento di forze dell’ordine che dalle prime ore della mattina hanno militarizzato il centro cittadino, fino a ben oltre la durata dell’assemblea antifascista in Piazza Garibaldi.
Un atteggiamento che di fatto, offre copertura e legittimazione all’agire delle realtà neofasciste.
Per questo riteniamo che non esistano più le condizioni per la permanenza in carica del questore e ne chiediamo le immediate dimissioni.
Sulla richiesta di dimissioni del Questore di Pisa, è intervenutoi anche Giovanni Pasqualino, capogruppo Lega Pisa.
Pisa, piena solidarietà al Questore: difendere legalità e ordine pubblico non è una colpa e’ un dovere.
In queste ore sta facendo discutere l’ennesimo attacco politico rivolto al Questore di Pisa, finito nel mirino di Potere al Popolo dopo la decisione di spostare il presidio del 2 Aprile da piazza XX Settembre a piazza Garibaldi. Una scelta maturata, come riportato dallo stesso provvedimento della Questura, per ragioni legate alla tutela dell’ordine pubblico, alla concomitanza di altri eventi e alla necessità di prevenire possibili tensioni in città.
Di fronte a questa decisione, appare francamente inaccettabile la richiesta di dimissioni avanzata nei confronti del Questore. Chi ricopre un ruolo così delicato ha il dovere di assumere decisioni anche difficili, sempre nell’interesse della sicurezza collettiva e della tutela dei cittadini.
Garantire il diritto di manifestare è sacrosanto, ma lo è altrettanto assicurare che ogni iniziativa si svolga senza rischi, senza provocazioni e senza degenerazioni che possano mettere in pericolo persone, istituzioni e forze dell’ordine. È esattamente questo il compito della Questura, che in questa vicenda ha agito con equilibrio, responsabilità e senso dello Stato.
Per questo esprimo la mia massima solidarietà al Questore di Pisa, oggetto di un attacco politico che appare più ideologico che fondato sui fatti. Trasformare una decisione organizzativa, assunta per motivi di sicurezza, in una pretestuosa polemica politica significa delegittimare le istituzioni e indebolire chi ogni giorno lavora per mantenere ordine e serenità nel territorio.
Pisa ha bisogno di istituzioni forti, rispettate e libere di operare nell’interesse generale, non di campagne di delegittimazione contro chi fa semplicemente il proprio dovere.


