"Pisa depredata", l'inchiesta del gruppo consiliare Diritti in Comune

Politica
PISA e Provincia
Martedì, 14 Aprile 2026

Diritti in Comune parla di una pisa depredata a favore della rendita finanziaria

Questo il comunicato stampa

Presentiamo oggi “Pisa Depredata”, un’inchiesta che nasce come processo collettivo di conoscenza e di azione politica proiettata verso il 2028 ed oltre, in quanto riteniamo che oggi più che mai sia in gioco il futuro della nostra città e purtroppo non solo di Pisa.

L'inchiesta: obiettivi, strumenti e metodo

L’inchiesta è parte di un processo che mira a collegare analisi e intervento, conoscenza e conflitto; una ricerca realizzata sulla base di un metodo e di strumenti di impianto scientifico, che si affianca ad iniziative pubbliche, momenti di partecipazione e riflessione, in una lettura politica-programmatica in cui la direzione è sempre quella di provare ad invertire la tendenza con la costruzione di un’altra idea di città. Ecco perché “Pisa Depredata”: siamo attualmente di fronte ad una città soffocata dagli interessi privati, in cui gli spazi di fruizione pubblica vengono sempre più cannibalizzati dalla speculazione, monetizzati in favore di pochi, e in cui le procedure della macchina amministrativa vengono piegate e semplificate per realizzare grandi operazioni speculative. Una città in cui è in atto un vero e proprio saccheggio del patrimonio pubblico, in cui i diritti, come quello alla casa e allo studio, diventano nei fatti preda di appetiti privati; eppure, una città che non è ancora perduta.

Dal punto di vista degli strumenti, il lavoro si sviluppa attraverso una combinazione di fonti e pratiche: analisi di documentazione pubblica (atti amministrativi, piani urbanistici, bilanci, delibere), ricostruzione delle operazioni immobiliari e dei soggetti coinvolti, osservazione diretta delle trasformazioni urbane e confronto collettivo con la città. Al contempo segue un modello orizzontale di partecipazione dal basso, grazie a informazioni raccolte tramite questionari sottoposti alla cittadinanza, a segnalazioni e proposte emerse dal dialogo con i quartieri, a momenti di riflessione collettiva con iniziative pubbliche. A questi elementi si è affiancata una rielaborazione teorica, necessaria per collocare i fenomeni osservati dentro processi più ampi — in particolare quelli legati alla finanziarizzazione dell’abitare e alla trasformazione del ruolo dello Stato e del mercato immobiliare. La finalità non è quella di produrre una mappatura esaustiva, ma di individuare nodi significativi, casi esemplari e linee di tendenza capaci di restituire una lettura complessiva della città. Contestualmente è stato realizzato un sito, concepito come uno strumento “vivo” in costante aggiornamento, che possa rappresentare uno strumento di produzione di conoscenza e un punto di riferimento per approfondimenti teorici e programmi concreti, attraverso l’uso di mappe interattive e contenuti grafici in grado di permettere una lettura accessibile ed efficace dei contenuti

L'oggetto della inchiesta “Pisa depredata”

Non è una ricerca neutrale ma un’analisi di impianto scientifico che punta a collegare la conoscenza al conflitto, fornendo strumenti per smontare le narrazioni dominanti della Giunta Conti. I dati e le proiezioni future smentiscono ad esempio categoricamente il cavallo di battaglia della Giunta Conti sbandierato anche in questi giorni in vista della approvazione del Piano Operativo Comunale: il ritorno ai 100.000 abitanti. La realtà descrive una città ferma a quota 90-91.000, destinata a calare ulteriormente entro il 2050. A questo si aggiunge che per chi a Pisa ci vive, o meglio, prova a viverci è ben chiaro come sia sempre piu difficile l'accesso al mercato abitativo tra aumento degli affitti, a fronte di 4000 case sfitte, e nuovi 1300 posti letto in hotel studenteschi che i grandi fondi immobiliari intendono realizzare in città, e anche come l'overtourism con il dilagare degli affitti brevi 1827) stia piano piamo mangiando ogni spazio cittadino,

Le politiche attuali, basate su grandi opere (dalla Darsena Euopa, alla Tangenziale nord-est per arrivare alla nuova base militare nel Parco di San Rossore) e "mattone", non attraggono residenti ma li espellono. Puntare tutto sulla gentrificazione, l'overtouriusm e la rendita immobiliare con mega piano di svendita del patrimonio pubblico (solo il Comune di Pisa nel bilancio preventivo 2026 ha inserito 20 milioni di euro derivanti da alienazioni) l'arrivo dei grandi Fondi immobiliari produce un aumento del costo della vita che rende Pisa inaccessibile alle famiglie e agli studenti. Il "sacco" del quartiere di Santa Maria” con l'asse che va dall'operazione dell'ex-Santa Chiara, passando per la ex-Caserma Artale fino all'ex-Apes in Via Fermi è solo un caso eclatante, ma  paradigmatico di un'inchiesta che analizzerà casi scandalosi di svendita e privatizzazione in tutta la città a partire anche da alcuni grandi recuperi avvenuti con il Pnrr, a partire dal Parco della Cittadella. Le prossime settimane con la discussione del Piano Operativo saranno un primo passaggio concreto e cruciale della nostra inchiesta contro il modello predatorio che la destra sta realizzando, fatto di consumo di suolo, la realizzazione di centinaia di posti auto cementificando le aree verdi, la prosecuzione di opere scelerate iniziare dal centro-sinistra come la Cittadella Aeroportuale e la mega area residenziale e recettiva adiacente al Porto di Marina di Pisa

“Da Pisa depredata” ad un'Altra città possibile

Abbiamo la ferma convinzione che esista una alternativa che si può costruire solo grazie ad una conoscenza e consapevolezza sempre più diffusa di questi processi.

Per questo vogliamo portare questa inchiesta dentro la città, nelle assemblee, nei quartieri, ma anche in dibattiti e confronti che facciano crescere la nostra consapevolezza sul mondo e la città in cui viviamo.

“Pisa Depredata “è anche strumento a disposizione della cittadinanza, dei sindacati, dei movimenti e delle associazioni sia per una diffusione della informazione ma sopratutto per la mobilitazione diffusa a partire dai quartieri. È necessario un radicale cambio di paradigma: la città deve tornare a essere un bene comune amministrato per chi la abita, non una merce per gli affaristi.

Diritti in Comune (una città in comune, rifondazione comunista)

redazione.cascinanotizie