Insulti antisemiti e minacce di morte a una docente di UNIPI: la Polizia individua il responsabile
L'autore dei commenti d'odio, un quarantenne di Cesano Boscone, è stato perquisito e deferito dalla Polizia di Stato per minacce, diffamazione e istigazione a delinquere con l’aggravante dell'odio razziale e religioso
PISA – Un’ondata di odio brutale, antisemita e intrisa di macabre rievocazioni dell'Olocausto si è abbattuta su una nota docente
dell’Università di Pisa. La Polizia di Stato ha individuato e perquisito l'autore di questa serie di commenti discriminatori, diffamatori e di minacce di morte, inviati tramite il proprio profilo su un noto social media alla professoressa. L'operazione, condotta dalla Digos di Pisa in collaborazione con i colleghi di Milano e coordinata dalla Procura, rappresenta una risposta decisa contro l'odio online e l'antisemitismo.
I FATTI I fatti risalgono allo scorso novembre. La docente aveva pubblicato sul proprio profilo social un post dedicato all'attentato alla sinagoga ortodossa di Manchester, avvenuto poche settimane prima, ad ottobre. Un'espressione di condanna contro la violenza che, per una perversa logica, ha innescato una reazione violenta e incontrollata. La professoressa è stata letteralmente travolta da una "pioggia di commenti d’odio e antisemiti". I commenti, tutti provenienti dallo stesso profilo, avevano un tenore agghiacciante e sono stati in parte riportati nel comunicato stampa della Polizia. Alcuni degli esempi citati delineano un quadro di odio viscerale e di agghiacciante crudeltà: "Devi morire nel modo più atroce più del 7 ottobre e ancora di più dell’olocausto! Lì ti stanno aspettando nelle camere a gas per gassarti e bruciarti nei forni crematori, terrorista ebrea si merda muori nel modo più atroce!". E ancora: "Vai in stazione ratto, prendi il carro bestiame e vai ad Auschwitz, fai la selezione, fatti estrarre senza anestesia i denti d’oro, tatuare il braccio come la sudicia vacca che sei, rasarti i capelli che servono per riempire i cuscini..", fino all'esplicita istigazione alla violenza genocida: "...CACCIA, UCCIDI E SQUARTA OGNI RATTO EBREO!". Parole che non possono essere interpretate in altro modo che come minacce dirette, istigazione alla violenza e pura e semplice diffusione di odio razziale e religioso.
INDAGINE In seguito alla denuncia presentata dalla docente, sono partite immediate le indagini della Digos di Pisa, coordinate dalla Procura della Repubblica. L'analisi attenta dei profili e dei commenti social, l'incrocio di dati informatici e l'utilizzo delle tecnologie investigative hanno permesso di risalire all'identità dell'autore dell'attacco. Si tratta di un quarantenne milanese, residente a Cesano Boscone (MI). L'uomo, fino ad allora sconosciuto alla docente, si nascondeva dietro lo schermo del suo dispositivo per lanciare i suoi brutali attacchi.
PERQUISIZIONE Ottenuto il mandato, nella mattinata odierna, gli agenti della Digos di Pisa, supportati dai colleghi di Milano, hanno eseguito una perquisizione presso l'abitazione dell'uomo a Cesano Boscone. All'indagato sono stati sequestrati alcuni apparecchi informatici, ritenuti utili per l'indagine e per l'accertamento dei fatti. Di fronte all'evidenza, il quarantenne ha ammesso di aver agito dietro uno schermo senza realmente voler fare del male alla professoressa, sostenendo di non conoscerla personalmente e di non aver mai avuto alcun contatto reale con lei. Ha tuttavia confessato di aver agito spinto da sentimenti di "frustrazione e odio nei confronti del popolo ebraico in generale". L'uomo è stato deferito all'autorità giudiziaria per i reati di minacce, diffamazione e istigazione a delinquere, con l’aggravante dei fatti commessi per motivi di odio razziale e religioso e attraverso l’utilizzo di strumenti informatici. L'operazione della Polizia di Stato rappresenta un segnale forte contro l'odio online e l'antisemitismo, riaffermando l'impegno delle istituzioni nella tutela dei cittadini e nella repressione di ogni forma di violenza e discriminazione, anche quando si manifesta attraverso i canali digitali. L'Ateneo pisano e la comunità accademica si stringono attorno alla docente, esprimendo ferma condanna contro l'accaduto e solidarietà nei suoi confronti.

