Urbino Taccola, il dolore della retrocessione e la voglia di ricominciare
Dopo oltre vent’anni tra Eccellenza e Promozione, i biancorossi ripartono dalla Prima Categoria nel segno della continuità e di un centenario da onorare
Certe retrocessioni fanno rumore. Non soltanto per la categoria che si perde, ma per quello che rappresentano nella storia di una società e di una comunità. L’Urbino Taccola saluta l’Eccellenza e la Promozione dopo oltre vent’anni consecutivi e si prepara a ripartire dalla Prima Categoria, un campionato che a Uliveto mancava addirittura dalla stagione 2003-2004.
Un dato che racconta bene quanto il club biancorosso sia stato, per oltre due decenni, una presenza stabile e riconoscibile del calcio dilettantistico toscano. Per questo il rammarico esiste ed è inevitabile. Anche perché il destino ha voluto che questa retrocessione arrivasse proprio alla vigilia di un anniversario speciale: il prossimo anno l’Urbino Taccola festeggerà infatti il secolo di vita, essendo nata nel 1927.
Festeggiare i cento anni in Prima Categoria non era certamente nei programmi di società, tifosi e paese. Ma il calcio, soprattutto quello dilettantistico, insegna che la storia di un club non si misura soltanto dalle vittorie o dalle categorie conquistate. Si misura soprattutto dalla capacità di rialzarsi.
Ed è proprio da qui che l’Urbino Taccola sembra voler ripartire.
Nelle ultime ore la società ha annunciato il nuovo assetto societario e tecnico-sportivo in vista della prossima stagione. Alla guida del club è stato confermato Sabri Kelmendi, chiamato a dare continuità al progetto biancorosso, mentre Mauro Borroni assume il ruolo di vicepresidente, figura storica e da sempre punto di riferimento per l’ambiente di Uliveto.
Accanto al vertice societario ci sarà un consiglio direttivo supportato da soci e collaboratori uniti dall’obiettivo comune di riportare entusiasmo e stabilità.
Importanti novità arrivano anche sul fronte tecnico e organizzativo. Graziano Pardini assumerà infatti la carica di direttore generale, lasciando il ruolo di direttore sportivo della prima squadra a Luca Chiavistelli (nella foto in alto tratta dal profilo facebook, ndr), che dopo l’esperienza da team manager è pronto a iniziare una nuova avventura operativa.
Parole chiare, quelle di Chiavistelli, che fotografano perfettamente il momento dell’Urbino Taccola: la delusione per una stagione difficile, ma anche la volontà di trasformare gli errori in esperienza.
"Sono stati due anni intensi: il primo ricco di emozioni e soddisfazioni; il secondo, segnato dalla retrocessione, è stato più difficile e particolare. Ma ogni esperienza, anche quella negativa, ti insegna qualcosa e ti spinge a migliorare".
Un messaggio che sa di ripartenza e che punta soprattutto a ricostruire serenità attorno alla squadra e al paese.
Tra le conferme figura anche Fulvio Ceccarini, che continuerà a guidare il settore giovanile nel ruolo di direttore sportivo della Juniores, segnale importante della volontà di continuare a investire sui giovani e sul legame con il territorio.
A chiudere simbolicamente una stagione complicata è stato anche il saluto di Gabriele Giannini, che lascia la guida tecnica dell’Urbino Taccola dopo un’annata difficile ma vissuta con grande partecipazione.
Nel suo messaggio il tecnico ha voluto mettere al centro soprattutto il gruppo umano:
"I ragazzi della prima squadra e della Juniores hanno dimostrato fino all’ultimo attaccamento, sacrificio e una voglia incredibile di non mollare mai. È questo che porterò con me più di tutto". Parole sincere, che raccontano bene lo spirito con cui la squadra ha affrontato una stagione complicata sotto tanti aspetti. Giannini ha poi ringraziato società, staff e dirigenti — in particolare Graziano Pardini, Luca Chiavistelli e Romina Orsini — augurando all’Urbino Taccola di ritrovare presto le categorie che più si addicono alla sua storia.
La Prima Categoria rappresenterà inevitabilmente una realtà nuova dopo tanti anni trascorsi tra Promozione ed Eccellenza. Ma può anche diventare l’occasione per ricostruire basi solide, ritrovare entusiasmo e riavvicinare ancora di più il paese alla squadra.
Perché cento anni di storia non si cancellano con una retrocessione.
L’Urbino Taccola entra nel suo centenario ferita, ma ancora viva, orgogliosa e con la volontà di ripartire. E spesso, nel calcio dilettantistico, è proprio da stagioni amare come questa che nascono le ripartenze più autentiche.

