Primo Piano, alla riscoperta dei fratelli Gioli: arte, territorio e memoria culturale tra Pisa e Cascina
Nel corso della trasmissione di Punto Radio, il curatore Stefano Renzoni e la storica dell’arte Lara Ciampi hanno approfondito il valore della mostra dedicata ai fratelli Gioli in corso a Palazzo Blu
Una mostra per riportare al centro dell’attenzione un capitolo spesso trascurato della pittura toscana tra Otto e Novecento. È questo l’obiettivo de “I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra Otto e Novecento”, esposizione allestita a Palazzo Blu di Pisa e visitabile fino al 6 settembre 2026.
Del progetto si è parlato mercoledì 3 giugno nel corso della trasmissione Primo Piano di Punto Radio, condotta da Luca Doni, che ha ospitato il professor Stefano Renzoni, curatore della mostra, e Lara Ciampi, storica dell’arte e autrice del saggio contenuto nel catalogo della mostra dal titolo Un Pantheon di pittori. Appunti per uno studio sulla cappella gentilizia Gioli, che raccoglie notizie inedite sulla cappella Gioli di San Frediano a Settimo.
RIASCOLTA LA PUNTATA
Nel corso dell’intervista è emerso il ruolo dei fratelli Francesco e Luigi Gioli nel panorama artistico toscano successivo alla stagione dei Macchiaioli. Secondo Renzoni, i due pittori hanno rappresentato una presenza significativa nella cultura figurativa pisana, pur non avendo mai ricevuto, fino a oggi, una vera valorizzazione espositiva in città.
La mostra, organizzata dalla Fondazione Pisa a Palazzo Blu, raccoglie circa 150 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, comprese quelle conservate dagli eredi della famiglia Gioli. Accanto ai dipinti trovano spazio anche numerosi disegni preparatori, esposti per la prima volta in modo organico, che consentono di approfondire il metodo di lavoro degli artisti.
Lara Ciampi ha ricordato inoltre la prima esposizione dedicata ai Gioli, organizzata a Cascina nel 1997, esperienza nata grazie alla collaborazione tra studiosi locali, amministrazione comunale ed eredi della famiglia. La storica dell’arte è anche autrice del saggio “Un Pantheon di pittori. Appunti per uno studio sulla cappella gentilizia Gioli”, pubblicato nel catalogo della mostra, dedicato alla cappella funeraria della famiglia a San Frediano a Settimo.
Proprio la cappella è stata al centro di una parte del dibattito radiofonico. Il monumento, che custodisce le sepolture dei fratelli Gioli e di altri membri della famiglia, versa oggi in condizioni di degrado e non risulta sottoposto a vincolo diretto della Soprintendenza, trattandosi di una proprietà privata. Renzoni e Ciampi hanno sottolineato l’importanza di avviare un percorso di tutela e recupero, anche attraverso il coinvolgimento delle istituzioni locali.
Durante la trasmissione si è parlato anche della necessità di valorizzare il patrimonio storico e artistico del territorio cascinese, spesso poco conosciuto dagli stessi residenti. Dai palazzi decorati del centro storico fino alle memorie artistiche legate alle ville della campagna pisana, i due studiosi hanno evidenziato come esista un patrimonio diffuso ancora in larga parte da studiare e rendere accessibile.
La mostra “I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra Otto e Novecento” è visitabile a Palazzo Blu, sul Lungarno Gambacorti a Pisa, con biglietto unico che comprende anche le altre collezioni permanenti del museo.
La cappella gentilizia della famiglia Gioli si trova a San Frediano a Settimo davanti al cimitero locale e si affaccia su Via di mezzo Nord.
negli anni passati è stata oggetto di interesse da parte del comune di Cascina soprattutto per la manutenzione cercando di capire a chi, della famiglia, sia stato deputato l'incarico di conservarne lo stato.
L’ultima sepoltura all’interno della cappella risale al 2002 e fu questa persona Maria Antonietta Landi (vedova Gioli) che lasciò un documento su quale scrisse nomi e cognomi degli eredi che, secondo quanto previsto dal regolamento della cappella, avrebbero dovuto occuparsene.
LARA CIAMPI
Lara Ciampi, cascinese, storica dell’arte mi sono occupata nel 1998 dell’unica mostra sui pittori Gioli, allora fortemente voluta dal sindaco del Comune di Cascina Carlo Cacciamano.
Negli anni seguenti è stata autrice di varie pubblicazioni inerenti Cascina e i suoi palazzi collaborando con Renzoni da allora.





