Serie B, l’Italia dimezzata: dieci regioni senza squadre. Toscana leader con quattro club

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PISA e Provincia
Mercoledì, 10 Giugno 2026

Pisa, Empoli, Carrarese e Arezzo fanno della regione la capitale del campionato cadetto 2026-27. Ma metà del Paese resta esclusa e pesa l’incognita Juve Stabia

Il conto alla rovescia per la Serie B 2026-27 è già iniziato, e c’è un dato che salta all’occhio ancor prima del calcio d’agosto: venti regioni italiane, solo dieci avranno almeno una squadra nel torneo. L'altra metà del Bel Paese resterà a guardare, con assenze che spaziano dal Piemonte alla Sardegna. Un’anomalia che racconta crisi economiche, stadi vuoti e radici calcistiche sempre più fragili.

Ma andiamo con ordine. E partiamo, come impone la nostra testata, dalla Toscana. Con ben quattro club, sarà la regione più rappresentata del campionato. Un primato che però sa tanto di rimpianto per i tifosi nerazzurri: tra queste quattro c’è infatti il Pisa Sporting Club, reduce dalla sofferta retrocessione dalla Serie A. Per il club di Giuseppe Corrado, dopo l’illusione della massima serie, si riparte subito con l’obbligo di tornare protagonisti nella cadetteria, ritrovando derby sentitissimi.

Accanto ai nerazzurri, ci saranno l’Empoli (in cerca di riscatto dopo un’annata opaca), la Carrarese (rivelazione della scorsa stagione e punto di orgoglio per la Lunigiana) e l’Arezzo (di nuovo stabilmente tra i cadetti dopo anni di traversie). Quattro piazze, quattro storie, un’unica regione: la Toscana diventa il cuore pulsante della B.

Rispetto alla Serie B 2025-26, la mappa cambia in modo significativo. Escono dal panorama cadetto Abruzzo (Pescara), Lazio (Frosinone) e Puglia (Bari). Unico “nuovo” ingresso regionale – o meglio, ritorno – è quello delle Marche con l’Ascoli, che riconquista la categoria dopo un anno di purgatorio in C.

Ecco la fotografia completa del prossimo torneo, squadra per squadra:

Toscana (4): Arezzo, Carrarese, Empoli, Pisa
Veneto (3): Hellas Verona, Padova, Vicenza
Campania (3): Avellino, Benevento, Juve Stabia
Liguria (2): Sampdoria, Virtus Entella
Lombardia (2): Cremonese, Mantova
Emilia Romagna (2): Cesena, Modena
Trentino Alto Adige (1): Südtirol
Marche (1): Ascoli
Calabria (1): Catanzaro
Sicilia (1): Palermo

C’è però una nota di fondo che rischia di rimescolare le carte. Diamo per scontato – in attesa del fatidico 16 giugno, termine ultimo per le iscrizioni – che tutte e venti le società completeranno l’iter. Tra queste, la Juve Stabia è avvolta da settimane in una nebbia fitta sul fronte finanziario. Situazione nebulosa, si dice. Se dovesse saltare, la Campania scenderebbe a due squadre e la geografia cambierebbe ancora, magari con un ripescaggio che potrebbe riportare in corsa una delle escluse (Pescara? Bari?). Per ora, però, il campionato è questo.

Curiosamente, le regioni con più squadre sono tutte al Centro-Nord (Toscana, Veneto), mentre ampie fette del Paese restano deserte: Piemonte, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Molise, Basilicata, Sardegna – nessuna traccia. La Lombardia, motore economico del Paese, si ferma a due squadre (Cremonese e Mantova), mentre Milano è assente. La Capitale? Nemmeno l’ombra.
Per i tifosi del Pisa, l’estate sarà di riflessione. Retrocessione amara, ma la B di quest’anno ha un sapore diverso: meno “grandi” blasonate (niente Bari, niente Frosinone) e tante rivalità regionali. I derby con Empoli e Carrarese valgono una stagione. E con quattro squadre toscane, la serie B 2026-27 si tinge più che mai di rosso e... anzi, di nerazzurro. Purché si riparta con la testa giusta.

L’appuntamento è al 16 giugno per la conferma delle iscrizioni. Ma la geografia, salvo colpi di scena, è già scritta.
 

 

 


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luca.barboni