Marta Cartabia chiude l'edizione 2026 di Me.Mo.: oltre 600 studenti a lezione di merito e mobilità sociale
La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa coordina i tirocini residenziali per i giovani talenti provenienti da contesti fragili. Il Rettore Vitiello: «Strumento concreto di uguaglianza, il 90% dei partecipanti sceglie l'università»
PISA – Una lezione magistrale sugli ottant'anni della Repubblica Italiana, tenuta dall'ex Ministra della Giustizia e professoressa di
Diritto Costituzionale Marta Cartabia, ha chiuso ufficialmente l'edizione 2026 di "Me.Mo." (Merito e Mobilità Sociale). L'evento si è svolto nella mattina di mercoledì 10 giugno presso l’Aula Magna della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, registrando la partecipazione di oltre duecento studenti in presenza e il collegamento telematico di centine di altri giovani da tutta Italia.
L'iniziativa rappresenta il fulcro del programma di orientamento e tirocinio residenziale promosso dalla Scuola Sant'Anna e finanziato dal progetto PNRR "MERITA". Si tratta della rete per il talento che unisce cinque tra le più prestigiose Scuole Universitarie Superiori Italiane: oltre alla capofila pisana, l'alleanza comprende la Scuola Normale Superiore, il Collegio Superiore dell’Università di Bologna, la Scuola Galileiana di Padova e la Scuola Superiore di Studi Avanzati della Sapienza di Roma.
L'obiettivo cardine del progetto è supportare gli studenti del quarto anno delle scuole superiori selezionati esclusivamente in base al merito scolastico e alla provenienza da contesti di fragilità economica e sociale. Nel suo intervento, Marta Cartabia ha dialogato con i ragazzi intrecciando la storia costituzionale del Paese con il racconto del proprio percorso professionale. La docente ha lanciato un messaggio di fiducia, spiegando che la strada verso la realizzazione personale non è quasi mai rettilinea e invitando i giovani a leggere gli ostacoli e i fallimenti non come blocchi insormontabili, ma come occasioni per comprendere la propria vocazione all'interno di una realtà che offre sempre possibilità impreviste.
I numeri dell'edizione 2026 certificano il successo e l'impatto nazionale del progetto. I tre tirocini residenziali svoltisi tra maggio e giugno hanno accolto ben 658 studentesse e studenti, emersi da un bacino di oltre 1800 candidature. Le scuole secondarie di secondo grado coinvolte sono state circa 300, con una fortissima impronta di coesione territoriale che ha visto oltre il 38% dei partecipanti arrivare dalle regioni del sud Italia.
Il programma si rivolge in modo specifico ai cosiddetti "first generation students", ovvero quei ragazzi con alto potenziale i cui genitori non hanno conseguito la laurea. L'obiettivo è colmare le disuguaglianze informative, offrendo strumenti per un accesso consapevole agli studi universitari e scardinando le barriere invisibili che spesso frenano le ambizioni dei giovani meno abbienti.
«Me.Mo. è uno dei progetti che meglio rappresenta il senso della rete MERITA: lavorare insieme per rendere l’accesso alla formazione universitaria più equo e consapevole», ha dichiarato Nicola Vitiello, Rettore della Scuola Superiore Sant’Anna. «La Scuola Sant’Anna ha sostenuto e coordinato il percorso che ha coinvolto tutte le Scuole della rete, con l’obiettivo di raggiungere studentesse e studenti ad alto potenziale, spesso privi di riferimenti familiari diretti nel mondo universitario. I risultati di questa edizione confermano che Me.Mo. è uno strumento concreto di mobilità sociale e di responsabilità pubblica del sistema universitario: il 90% dei partecipanti dichiara infatti di iscriversi all’università».
La cerimonia conclusiva di oggi non segnerà la fine del progetto. Grazie al piano di sostenibilità economica e ai finanziamenti strutturali della rete "MERITA", il modello di orientamento avanzato diventerà stabile anche nei prossimi anni, allargando ulteriormente la sinergia istituzionale ad altri atenei italiani per garantire il diritto allo studio e la valorizzazione del talento su scala nazionale.

