Premio Barbara Capovani: consegnato il riconoscimento al merito medico nel ricordo della psichiatra

Cultura
PISA e Provincia
Giovedì, 11 Giugno 2026

La dottoressa Vivy Tikere Mbeng vince la terza edizione con una media di 29,9 a soli 23 anni. Menzione speciale per l'ufficiale della Marina Gaia Sardella

PISA – Memoria, eccellenza accademica e un forte richiamo alla sicurezza nei luoghi di cura. Sono le direttrici che hanno caratterizzato la cerimonia di conferimento del premio di laurea intitolato a Barbara Capovani, la psichiatra del Dipartimento di Salute Mentale della Asl aggredita mortalmente davanti all’ospedale Santa Chiara il 21 aprile 2023. La terza edizione del riconoscimento, istituito nel 2023 dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Pisa, si è svolta nella suggestiva Sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti, alla presenza dei familiari della dottoressa e delle massime autorità civili, militari, giudiziarie e sanitarie della regione.

Il premio per l'edizione 2026 è stato assegnato all’unanimità alla dottoressa Vivy Tikere Mbeng, laureatasi nel 2025 all’Università di Pisa con un percorso straordinario: il traguardo è stato raggiunto a soli 23 anni con ben 20 lodi e una media d'esame pari a 29,9. Un cammino di eccellenza assoluta analogo a quello compiuto dalla dottoressa Gaia Sardella, che ha registrato i medesimi eccezionali punteggi accademici. La commissione ha attribuito il premio principale alla dottoressa Mbeng in virtù del criterio della minore età previsto dal bando, conferendo alla dottoressa Sardella una menzione speciale. Quest'ultima, ufficiale medico della Marina Militare attualmente impegnata in una missione all'estero, ritirerà il premio al suo rientro in Italia.

«Dopo l’uccisione della dottoressa Barbara Capovani Pisa ha saputo reagire con dignità e unità. Ricordiamo tutti la grande fiaccolata: una risposta pubblica e collettiva che testimoniò quanto Barbara fosse entrata nel cuore della nostra comunità», ha dichiarato nel suo intervento il sindaco di Pisa, Michele Conti. «Da allora si sono moltiplicate le occasioni di sensibilizzazione sul tema della sicurezza degli operatori sanitari. Un impegno necessario perché chi si prende cura degli altri deve poter svolgere il proprio lavoro in condizioni di serenità. Purtroppo il fenomeno delle aggressioni continua a rappresentare un problema concreto, per questo non dobbiamo abbassare la guardia. Ricordare Barbara significa anche guardare alle nuove generazioni di medici, valorizzarne il merito e trasmettere loro il senso profondo di una professione che è prima di tutto servizio alla persona».

La cerimonia ha visto gli interventi di figure di primo piano del mondo istituzionale e accademico, tra cui il Rettore dell'Università di Pisa Riccardo Zucchi, il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Filippo Anelli, il Vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Mazzeo, il Procuratore della Repubblica Teresa Angela Camelio, il Vicequestore Antonio Scialdone e le direttrici sanitarie Katia Belvedere (Aoup) e Maria Letizia Casani (Asl Toscana Nord Ovest).

Particolarmente incisivo è stato il discorso di Giuseppe Figlini, Presidente dell'Ordine dei Medici della Provincia di Pisa, che ha voluto rimarcare la valenza non solo celebrativa ma profondamente sindacale e civile del premio: «Siamo qui oggi per ricordare chi ha scelto la medicina come vocazione e per riconoscere chi inizia, con la stessa serietà, lo stesso cammino. Barbara Capovani aveva scelto uno dei rami più difficili della medicina, quello che richiede di stare vicino alle persone nei momenti di maggiore fragilità. È stata uccisa da un paziente che aveva avuto in cura. Una morte che ha colpito tutta la comunità, ma il problema rimane e si aggrava. I dati sulle aggressioni agli operatori in Italia continuano a crescere, è una realtà documentata. È una contraddizione che non possiamo accettare come rischio ordinario della professione».

Figlini ha ricordato che, per dare un segnale concreto, l'Ordine si è costituito parte civile nel processo penale contro l'omicida: «Era la scelta di stare accanto a Barbara, alla sua famiglia e a tutti gli operatori. Questo premio di laurea non è un rito commemorativo, ma un atto concreto per difendere i valori della professione e valorizzare i giovani che vi si avvicinano oggi».


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massimo.corsini