Rapporto AlmaLaurea, cresce l'occupazione dei laureati dell'Università di Pisa
L'indagine conferma risultati occupazionali superiori alle medie regionale e nazionale. In aumento anche l'attrattività dell'Ateneo e il livello di soddisfazione degli studenti
Aumentano le opportunità di lavoro per i laureati dell'Università di Pisa, con tassi di occupazione e retribuzioni che superano le medie toscana e nazionale.
È quanto emerge dal XXVIII Rapporto AlmaLaurea, che evidenzia anche la crescente capacità attrattiva dell'Ateneo e un elevato grado di soddisfazione tra studentesse e studenti.
Ha scritto l'Università di Pisa.
Un Ateneo fortemente attrattivo, con il 39,6% dei laureati magistrali proveniente da fuori regione, che assicura percentuali occupazionali più alte e maggiori guadagni rispetto sia alla media toscana che a quella nazionale. È questa, in estrema sintesi, la fotografia dell’Università di Pisa che emerge dal XXVIII Rapporto sul profilo e sulla condizione occupazionale di laureati e laureati, presentato all’Università degli studi della Basilicata l’11 giugno, da AlmaLaurea, il Consorzio interuniversitario al quale aderiscono 81 atenei italiani.
L’indagine sulla condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 13.853 laureate e laureati dell’Università di Pisa intervistati a un anno e cinque anni dal conseguimento del titolo. Per quanto riguarda i laureati triennali il tasso di occupazione a un anno dalla laurea è dell’82,0% rispetto all’80,3% dello scorso anno. Cresce sensibilmente anche la percentuale di coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato, 35,3% rispetto al 30,7% della precedente indagine. La retribuzione è in media di 1.493 euro mensili netti, in linea con la media regionale e nazionale.
Per i laureati magistrali biennali e a ciclo unico, il tasso di occupazione a un anno dalla laurea sale all’84,4%, un dato migliore rispetto a quello toscano (82,8%) e italiano (80,8%). Più alta è anche la retribuzione media, che per i pisani è di 1.557 euro mensili netti, contro i 1.505 euro della Toscana e i 1.495 euro su base nazionale. A cinque anni dal conseguimento del titolo, infine, il 94,8% dei laureati magistrali biennali e a ciclo unico è occupato, in linea con il dato regionale e nazionale. Di questi gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 55,5%. Sul piano delle retribuzioni, il guadagno netto mensile per i laureati magistrali biennali e a ciclo unico è pari a 1.920 superiore ai 1.875 euro per i laureati della Toscana e ai 1.903 euro come media nazionale.
Ma dove vanno a lavorare? Il 57,0% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 41,0% nel pubblico; l’1,9% lavora nel non-profit. L’ambito dei servizi assorbe il 77,5%, mentre l’industria accoglie il 21,3% degli occupati; 0,8% la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura. Il 57,7% è occupato nella regione sede dell’ateneo, il 34,4% in un’altra regione italiana mentre il 7,7% lavora all’estero.
Oltre alla condizione occupazionale, il rapporto Alma Luarea ha analizzato il profilo dei laureati pisani, in tutto 7479 laureati nel 2025, di cui 4.140 di primo livello, 2.581 magistrali biennali e 758 a ciclo unico. Cresce l’attrattività dell’Ateneo pisano: un terzo dei laureati (30,1%) arriva da fuori della Toscana, quota che sale al 39,6% per quanto riguarda i magistrali biennali, e cresce la quota di laureati con cittadinanza estera che si attesta al 4,6% (era il 4,1% nell’indagine precedente). I laureati pisani confermano di essere più bravi dei loro colleghi, avendo un miglior voto medio di laurea (105,1 rispetto al dato nazionale che è pari a 102,8). Migliora la percentuale di studenti che riescono ad acquisire il titolo di laurea entro gli anni di corso che è pari al 45,6% (era il 43,1% nell’indagine precedente), rispetto a una percentuale nazionale che però è pari al 60,4%.
Sostanzialmente in linea con i dati toscani e italiani, i laureati dell’Ateneo pisano si dichiarano soddisfatti dell’esperienza universitaria (87,5%) e del rapporto costruito con i docenti (86,5%) e il 71,8% conferma che si reiscriverebbe a uno stesso corso dello stesso ateneo.
“Anche quest’ultima indagine – ha dichiarato la professoressa Chiara Galletti, delegata del rettore alle relazioni con le imprese – mette in evidenza come il conseguimento di un titolo universitario rappresenti un valore aggiunto che può dare un vantaggio lavorativo e retributivo consistente. L’Università di Pisa sta contribuendo ad accrescere il numero di laureati con una buona preparazione e sta intensificando le occasioni di dialogo e collaborazione col mondo del lavoro per favorire un inserimento professionale più consapevole. L’indagine AlmaLaurea conferma come i nostri studenti valutino in maniera molto positiva la loro esperienza universitaria”


