Coltano, il Comitato all'attacco: "Il Comune ci lascia tra i rifiuti"

Politica
PISA e Provincia
Giovedì, 9 Luglio 2026

Nel comunicato diffuso dopo la commissione consiliare, l'associazione critica le dichiarazioni dell'assessora Elena Del Rosso e contesta la decisione di non programmare ulteriori interventi di rimozione per il 2026

Si riaccende il confronto sulla gestione dei rifiuti a Coltano.

Al centro della polemica le dichiarazioni dell'assessora all'Ambiente Elena Del Rosso nel corso della seconda commissione consiliare, che hanno suscitato la dura reazione del Comitato per la Difesa di Coltano.

In un comunicato, l'associazione contesta le valutazioni dell'amministrazione comunale sulla provenienza dei rifiuti e sulle prospettive di nuovi interventi, chiedendo maggiori controlli e misure efficaci per contrastare gli abbandoni illegali.

 

Ha scritto il Comitato per la difesa di Coltano.

“Centoventitré tonnellate di rifiuti, quasi tutti speciali e pericolosi, rifiuti edili, bombole di gas, bidoni… carcasse di auto” - scandisce nella seconda commissione consiliare l’assessora alle politiche ambientali Elena Del Rosso – 123 tonnellate tutte a Coltano, e considerando l’IVA, per rimuoverli e smaltirli abbiamo speso quasi 200 mila euro. Un intervento che costa quanto la Tari di 800 famiglie, e lo paga la comunità”.

E cosa propone? “Non c’è la volontà dei cittadini, noi non possiamo fare altro”.

Ecco servita la ricetta: la colpa è di Coltano!  Non ha dubbi l’assessora, non le balugina in mente che una quantità così enorme di rifiuti non possa che essere frutto di abbandoni provenienti da altre zone. “Per quest’anno basta spese” chiude.

La seconda commissione consiliare che discute il problema ambientale di Coltano appare lontana anni luce dai cittadini che ogni giorno sono sommersi dai rifiuti, provenienti da chissà dove.  Perché, purtroppo, ormai Coltano è diventata la discarica gratuita di un’area vasta forse anche fuori provincia; lo grida quotidianamente il Comitato e lo dicono disperati i cittadini. 

Instilla una perplessità nel discorso l’uditrice Lucchi: “siamo sicuri che siano tutti di Coltano e dei Rom i rifiuti?”. L’assessora è tetragona: tutti o in stragrande prevalenza. 

Affronta in modo più argomentato la questione la vicepresidente Pd della commissione, Dalia Ramalli. Com’è possibile che scarti di demolizioni, bombole di gas, bidoni, rifiuti speciali siano stati tutti prodotti in loco e provengano da Coltano? - dice - e cosa si può dedurre dalle telecamere? Soprattutto, come si pensa di prevenire abbandoni così consistenti?
Sul tema delle telecamere, all’origine della sua interrogazione, interviene il consigliere Luigi Sofia. “Funzionano o no le telecamere? – chiede - e se funzionano come mai non ci si è accorti, per fare un esempio recente, che in una notte Coltano è stata sommersa da 30 sacconi di scarti di cartongesso?”

Il problema – masticano amaro al Comitato per la difesa di Coltano - e la domanda più seria e più desolante è: possibile che i componenti di una amministrazione che governa da anni la città non leggano le cronache e non prendano in considerazione le decine e decine di denunce fatte da vari cittadini di un quartiere della città? Possibile che non abbiano ancora capito che a Coltano si viene a scaricare da fuori? Possibile che abbiano stracciato proteste, articoli, denunce, interrogazioni che vanno avanti da anni? Possibile che dei cittadini che hanno diritti uguali agli altri debbano vivere in mezzo a rifiuti pericolosi, e il tutto dentro un’area Parco???
Il Comitato per la difesa di Coltano ha sollevato il problema con il sindaco e con vari assessori, ha organizzato giornate di pulizia e manifestazioni, ha scritto esposti a varie autorità cittadine, compresa la Procura e naturalmente il Parco, oltre al Comune.

“Le telecamere non sono di mia competenza” - continua Del Rosso- e oggi parliamo degli interventi sul campo Rom (ma non dice quali, salvo ripetere la litania di “un progetto sbagliato”). Eppure anche le telecamere gestite dalla Polizia municipale secondo Del Rosso, hanno un bel costo per i cittadini e sarebbe opportuno che fossero efficaci; ma sembra che si possa sanzionare solo chi viene preso in flagrante.  “La pagano la Tari i Rom?” esordisce il consigliere Ciavarrella; “chieda alla Sepi” risponde l’assessora, mentre qualcuno propone di scrivere lettere ai Rom. E l’indirizzo nessuno lo sa. Servirebbe qualche pattugliamento della municipale, dice un commissario, come non fosse stranoto che gli abbandoni avvengono di notte.

Si chiude con l’impegno di riconvocarsi una sconsolante e inconcludente seduta della 2^ commissione consiliare. Perché poi, alla fine, quando si dice Coltano, si dice campo Rom e, anche quando si trovano rifiuti con il marchio di imprese edile, la colpa è dei Rom e del progetto Città Sottili, le cui origini si perdono nei decenni. 

E in conclusione, cari residenti di Coltano, il Comune quest’anno non rimuoverà altri rifiuti, apprestatevi a conviverci anche se quei rifiuti arrivano da chissà dove abbandonati da chissà chi, e inquinano il vostro splendido paese; e dato che, afferma l’assessora, “non c’è la volontà dei cittadini”, si potrebbe dire che ve la siete cercata.   

Chi ve lo ha fatto fare di vivere a Coltano?

Nella foto d'archivio rifiuti abbandonati a Coltano

 

 

 


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redazione.cascinanotizie