"Carcere Don Bosco al collasso", esposto di Diritti in Comune ad Asl e Nas

Politica
PISA e Provincia
Venerdì, 24 Luglio 2026

Il gruppo consiliare denuncia sovraffollamento, problemi strutturali e carenze igieniche nella struttura e sollecita verifiche e interventi a tutela di detenuti e personale

Diritti in Comune porta all’attenzione delle autorità sanitarie le condizioni della Casa circondariale Don Bosco di Pisa.

Il gruppo consiliare ha depositato un esposto al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest e ai Nas, chiedendo una verifica della situazione e l’adozione di interventi sulle criticità segnalate all’interno dell’istituto penitenziario.

L’iniziativa arriva dopo i sopralluoghi e le denunce delle ultime settimane sulle condizioni della struttura.

 

 

Ha scritto Diritti in comune.

A fronte della drammatica situazione all'interno della Casa Circondariale "Don Bosco" di Pisa, abbiamo depositato in data odierna un formale esposto al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest e ai NAS, richiedendo una presa in carico della situazione e l’individuazione di strategie risolutive.

La decisione arriva dopo i sopralluoghi istituzionali delle scorse settimane, a partire dalla Garante dei diritti delle persone private della libertà, e anche a seguito della lettera inviata alla stampa direttamente dalle stesse persone detenute e della denuncia del mondo del volontariato. Oggi al Don Bosco la salute pubblica e il benessere psicofisico sono messi concretamente a repentaglio dal peggioramento di criticità quali: sovraffollamento insostenibile, con 306 detenuti presenti a fronte di una capienza regolamentare di soli 199 posti, numero aggravato dai recenti trasferimenti e che rende ancor più lesive della dignità umana le questioni dei “bagni a vista” e delle carenze di servizi come le docce; degrado strutturale con la presenza di muffa, infiltrazioni d'acqua e un microclima insalubre; emergenza igienica data dall'infestazione di scarafaggi e cimici sia nei locali detentivi che negli spazi comuni.

Le testimonianze raccontano una realtà allarmante e davanti a esse per noi è un atto di responsabilità istituzionale dovuto quello di richiedere un intervento immediato attraverso un esposto.

La privazione della libertà non può e non deve mai trasformarsi in una privazione della dignità o in un rischio per la salute. Un Paese civile non può tollerare che le proprie strutture detentive diventino luoghi di degrado e sofferenza aggiuntiva, se non vera e propria tortura. Questo vale per le persone private della libertà personale— tra cui persone con vulnerabilità cliniche e psicologiche pregresse, trattandosi di un Centro Clinico — ma vale anche per gli agenti di Polizia Penitenziaria e per tutto il personale, anche sanitario, operante all’interno della Casa Circondariale.

Quella del Carcere Don Bosco è una ferita nel nostro impianto costituzionale e per tutta città di Pisa.

 

 

 


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redazione.cascinanotizie