Dumarey, corteo a Pisa per i lavoratori licenziati: sindacati e istituzioni chiedono il rilancio del confronto

Cronaca
PISA e Provincia
Venerdì, 31 Luglio 2026

Presidio e manifestazione dal Comune alla Prefettura per sostenere i 35 lavoratori somministrati che hanno perso il posto dal 31 luglio e gli altri dipendenti a rischio entro la fine dell'anno. Una delegazione sindacale è stata ricevuta dalla prefetta Maria Luisa D'Alessandro. Le reazioni della politica

Si è svolto nella mattinata di venerdì 31 luglio il presidio promosso a Pisa a sostegno dei lavoratori della Dumarey, culminato con un corteo da piazza XX Settembre fino alla Prefettura. L'iniziativa, seguita in diretta da Punto Radio con la conduzione di Carlo Palotti, ha visto la partecipazione di lavoratori, rappresentanti sindacali, amministratori e consiglieri regionali, uniti nel chiedere il mantenimento dei livelli occupazionali e la riapertura del confronto con l'azienda. Una delegazione composta da dieci rappresentanti di Cgil e Cisl è stata ricevuta dalla prefetta Maria Luisa D'Alessandro.

Al centro della mobilitazione la situazione dei 35 lavoratori in staff leasing, il cui rapporto di lavoro è terminato dal 31 luglio dopo il mancato accordo con l'azienda, mentre resta aperta la preoccupazione per gli oltre 90 dipendenti che, secondo quanto denunciato dai sindacati, potrebbero perdere il posto entro la fine del 2026.

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Nel corso della manifestazione il segretario generale della Fiom Cgil Pisa, Angelo Capone, ha ribadito che la vertenza entra ora in una nuova fase, sottolineando la necessità di proseguire la mobilitazione per difendere l'occupazione e chiedere investimenti sul sito produttivo. Capone ha inoltre evidenziato come la manifestazione abbia avuto anche l'obiettivo di coinvolgere la cittadinanza e richiamare l'attenzione sul peso strategico dello stabilimento per il comparto automotive toscano.

Sulla stessa linea anche la Fim Cisl. Il segretario pluriprovinciale Yari Auli Casucci ha definito il presidio un segnale rivolto all'azienda, accusata di aver disatteso gli impegni assunti nei confronti delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali. Casucci ha inoltre evidenziato le difficoltà che attendono molti dei lavoratori coinvolti, in particolare quelli più vicini all'età pensionabile, per i quali una ricollocazione potrebbe risultare particolarmente complessa.

Alla manifestazione hanno preso parte anche numerosi rappresentanti delle istituzioni. Il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, ha definito la scelta dell'azienda una violazione degli impegni sottoscritti nei mesi scorsi, ricordando gli investimenti pubblici destinati al sito produttivo e annunciando verifiche sulla possibilità di recuperare le risorse eventualmente concesse. Anche il consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Massimiliano Ghimenti ha richiamato l'attenzione sul rispetto degli accordi e sull'utilizzo dei finanziamenti pubblici da parte delle imprese beneficiarie.

Presente anche l'assessora del Comune di Pisa Frida Scarpa, che ha ribadito la vicinanza dell'amministrazione ai lavoratori e ha espresso l'auspicio che il confronto possa riaprirsi nei prossimi mesi, sottolineando il ruolo delle istituzioni nel favorire il dialogo tra le parti.

Durante la diretta è intervenuta anche una delle lavoratrici licenziate, Sara, impiegata nello stabilimento da nove anni, che ha raccontato il senso di delusione per una decisione maturata dopo anni di attività svolta all'interno dell'azienda. La lavoratrice ha spiegato di voler affrontare il futuro cercando una nuova occupazione, pur evidenziando le maggiori difficoltà per i colleghi più vicini alla pensione.

La manifestazione si è conclusa con un nuovo intervento di Angelo Capone, che ha invitato i lavoratori a considerare la giornata non come la conclusione della vertenza, ma come l'inizio di una nuova fase di mobilitazione, ribadendo l'impegno delle organizzazioni sindacali a proseguire la richiesta di garanzie occupazionali e di un confronto con l'azienda.

 

Ha scritto la Cisl Pisa.

Si è svolto venerdì 31 luglio il corteo a sostegno della vertenza Dumarey, partito dal Palazzo Comunale di Pisa e conclusosi davanti alla Prefettura. La mobilitazione, a cui hanno partecipato molte personalità politiche e le istituzioni, è stata organizzata per ribadire la contrarietà ai 35 licenziamenti annunciati da Dumarey nel reparto Leasing e per chiedere il rispetto degli impegni assunti nei confronti dei lavoratori.

“Siamo oggi di fronte ad una situazione inaccettabile: il licenziamento di 35 lavoratori di Steff Leasing - afferma Yari Auli Casucci, segretario della Fim CISL Pisa - Questa mobilitazione testimonia la nostra ferma condanna nei confronti del mancato rispetto, da parte della proprietà, degli accordi sottoscritti con le Organizzazioni Sindacali, con la Regione Toscana e con il Governo. Ciò che accade oggi, lungi dallo scoraggiarci, ci unisce ancora di più nella battaglia che continueremo a portare avanti con determinazione nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Chi è arrivato a Pisa con l’intento di dividerci ha ottenuto l’effetto opposto. Lo ringraziamo, perché questo grave affronto rafforza la nostra coesione e ci dà una spinta ancora maggiore per andare avanti, più uniti, più forti e più determinati che mai.”

"Non solo chiediamo di revocare la decisione di allontanare 35 persone dal proprio posto di lavoro, ma vogliamo garanzie anche per i restanti 53 e per l'intero sito, afferma Alessio Nasoni, segretario regionale FELSA CISL Perché dietro a questi numeri ci sono persone in carne ed ossa, famiglie, lavoratrici e lavoratori". 

"La presenza dei lavoratori e lavoratrici in piazza a Pisa è un segnale di solidarietà ed indica chiaramente che non arretreremo di un centimetro e continueremo a portare avanti la nostra battaglia a sostegno di chi oggi è veramente in difficoltà e sta combattendo per il mantenimento del posto di lavoro, sempre più a rischio. La CISL c'è e ci sarà sempre a sostegno dei lavoratori e delle lavoratrici della Dumarey colpite da questi assurdi tagli", commenta Giorgia Bumma segretaria UST CISL Pisa.

 

 


LE REAZIONI DELLA POLITICA

Ha scritto La città delle Persone.

Paolo Martinelli, capogruppo de La città delle Persone, ha partecipato alla manifestazione sindacale a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori Dumarey, dopo il rifiuto dell’azienda di accogliere la proposta avanzata dal Ministero per sospendere i licenziamenti e aprire un confronto sul piano industriale.

“Siamo al fianco dei 35 lavoratori, delle loro famiglie e delle organizzazioni sindacali. È inaccettabile che, dopo anni di risorse pubbliche e dopo un accordo sottoscritto in Regione, l’azienda scelga la strada dello scontro invece di quella della responsabilità”, dichiara Martinelli.

“Il Consiglio comunale di Pisa ha approvato all’unanimità una mozione chiara: sospendere i licenziamenti, convocare un tavolo istituzionale, pretendere un piano industriale credibile e garanzie occupazionali per gli stabilimenti di San Piero a Grado e Fauglia”. Per Martinelli “non sono in gioco solo 35 posti di lavoro, ma il futuro industriale del territorio, competenze costruite in decenni e la vita di tante famiglie. Tutto questo è inaccettabile."

 

Ha scritto Franco Marchetti ex sindacalista e vice sindaco di San Giuliano Terme.

Ci sono cose che sono vecchie anzi antiche e sempre uguali, a pagare sono sempre i soliti, i lavoratori, i più deboli, il metodo è sempre il solito, prima si licenzia e poi si discute.

Questo è quello che mi pare succeda anche alla Dumarey. 

Alcune considerazioni. Quando un imprenditore fa lavorare nelle sue aziende un lavoratore ma non ne è responsabile perché dipende da un'altra società , quindi lo prende in affitto, rinuncia al suo ruolo primario di imprenditore perché rinuncia alla responsabilità del ruolo primario del bene vero della azienda, cioè la responsabilità diretta dei lavoratori, che sia cosi lo si vede dalla durata dei contratti di affitto. Il datore di lavoro non ha interesse a spendere nella formazione di queste persone, perché sa già che sono soggetti alla non riconferma, se fosse vero il contrario, cioè se quei 35 lavoratori che oggi licenzia senza speranza non lo avrebbe fatto e sarebbe stato disponibile a soluzioni diverse anche per la salvaguardia del suo stesso investimento.

Quindi quei lavoratori e tutti i lavoratori assunti con questo metodo sono doppiamente deboli, perché non hanno la certezza della prosecuzione del contratto, perché sono tra coloro che fanno i lavori più semplici e con minore professionalità, col risultato che avendo un contratto lungo, non imparano nulla e quando saranno licenziati non potranno vantare un curriculum adeguato come professionalità, sono certo di questo per esperienze dirette. Questa è anche la ragione perché in Italia il lavoro è diventato sempre più povero. 
Quindi c’è una questione che entra in conflitto, non da ora, la libertà di impresa e del datore di lavoro e non vi è la stessa libertà ed il diritto del lavoro, l’ennesimo conflitto che oggi, salvo i sindacati nessuno più rappresenta i lavoratori e le loro tutele.

Il secondo elemento che fa discutere sullo squilibrio dei poteri è derivato da un fatto che molti sorvolano, quei lavoratori erano li e tutelati anche da un accordo siglato con le istituzioni, in questo caso la Regione Toscana, ora se una azienda, in questo caso una multinazionale, si può permettere di dire che se ne frega di quell’accordo e fa come gli pare si mette in discussione la stessa sovranità delle istituzioni, le medesime debbono avere la possibilità di obbligare tali aziende al rispetto se non lo fanno si interviene nei suoi beni primari. Si dice, ma cosi facendo le aziende vanno via dall’Italia, tante aziende sono già andate via dall’Italia, pur avendo fatto il buono e cattivo tempo nel nostro territorio, FIAT insegna.

Chiamando col nome e cognome la battaglia dei lavoratori della Dumarey, quella è una battaglia di resistenza in uno scontro impari per le forze in campo ma è una battaglia che è giusto fare, e la società civile, o quello che ne rimane è giusto che si impegni per non lasciare soli quei lavoratori e le forze sindacali che li rappresentano, lottano anche per noi, per fare in mondo a non andare oltre il fondo in cui siamo già precipitati.

Solidarietà e vicinanza ai lavoratori.

 

 

 

 


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redazione.cascinanotizie