Rifiuti, a Cascina raccolta differenziata oltre l'81% e TARI in aumento dell'1,77%
Il Comune evidenzia risultati superiori alle medie provinciale, regionale e nazionale, oltre al contenimento dell'incremento tariffario e alle novità previste per il servizio. La Lega contesta il piano, chiedendo una maggiore visione politica, più trasparenza sugli aumenti della TARI e interventi concreti per migliorare il servizio. Rollo boccia il Comune
Cascina si conferma tra i comuni più virtuosi nella gestione dei rifiuti.
Lo sottolinea l'amministrazione comunale, che evidenzia una raccolta differenziata pari all'81,35% nel 2024, un incremento della TARI limitato all'1,77% per il 2026 e l'introduzione di nuovi servizi per il potenziamento dell'igiene urbana.
Dati che, secondo il Comune, testimoniano l'efficacia del sistema di gestione, ma che hanno suscitato le critiche della Lega, che contesta l'impostazione del piano approvato in consiglio comunale. Attacca anche Dario Rollo, capogruppo di Valori e Impegno Civico – Libertà è Democrazia, che boccia il Comune.
Ha scritto il Comune di Cascina.
Cascina si conferma un Comune virtuoso sulla questione “rifiuti”. Lo confermano i dati del Catasto Rifiuti ISPRA/ARRR: nel 2024 la quota di raccolta differenziata ha raggiunto l’81,35%, un valore che posiziona il territorio sensibilmente al di sopra della media della Provincia di Pisa (69,34%), della Regione Toscana (68,07%) e del dato nazionale (67,69%).
Sul piano economico, il costo complessivo del PEF (Piano Economico Finanziario) per il 2026 si attesta a 9.607.291 euro. Tuttavia, l’importo effettivo da finanziare attraverso la tariffa TARI si riduce a 8.974.651 euro, grazie alle detrazioni derivanti dal contributo MIUR per le scuole statali (39.602 euro) e soprattutto all'efficace attività di contrasto all'evasione fiscale, che ha consentito di recuperare oltre 500.000 euro. L’impatto tariffario per il 2026 registra una variazione limitata al +1,77%, un incremento contenuto che garantisce stabilità alle famiglie e alle attività produttive locali. Anche il costo di gestione pro-capite a Cascina (233,74 euro ad abitante) si conferma nettamente inferiore alla media regionale toscana, che supera i 297 euro.
“L’approvazione in Consiglio Comunale del Piano delle Attività (PAAC) e del Piano Economico Finanziario 2026-2029 segna un traguardo fondamentale per la nostra comunità – ha sottolineato il sindaco Michelangelo Betti –, confermando una gestione dell'igiene urbana efficiente, sostenibile e attenta ai bilanci delle famiglie. La conferma dei dati sulla raccolta differenziata superiore all’81% sono la dimostrazione concreta del grande senso civico dei nostri cittadini e dell'efficacia delle scelte di pianificazione ambientale portate avanti dall'amministrazione in sinergia con Retiambiente e Geofor. In un momento economico complesso, caratterizzato da spinte inflazionistiche e dal rincaro generale dei costi dei servizi a livello nazionale, siamo riusciti a contenere la variazione tariffaria TARI ben al di sotto non solo dei limiti di crescita consentiti dal metodo ARERA, ma anche all’andamento del Prodotto Interno Lordo nominale”.
Oltre alla conferma delle attività ordinarie di spazzamento meccanizzato e manuale, pulizia mercati e rimozione degli abbandoni abusivi, il Piano Annuale delle Attività Comunali (PAAC) 2026 introduce e valorizza interventi specifici per oltre 115mila euro di costi operativi incentivanti: attivazione sperimentale del servizio Ecomobile per agevolare il conferimento capillare dei rifiuti (37.468 euro); spazzamento manuale potenziato nel centro storico (67.414 euro) e manutenzione dei cestini stradali; presidio del territorio tramite ispettore ambientale (2 turni settimanali) per prevenire le discariche abusive; monitoraggio del 25% delle compostiere domestiche attive; servizi dedicati per la micro-raccolta dell’amianto e il ritiro dei rifiuti tessili su prenotazione.
“I numeri presentati testimoniano l'efficacia delle politiche ambientali adottate e la risposta responsabile della cittadinanza – ha aggiunto l’assessore all’ambiente e al bilancio Paolo Cipolli –. Mantenere la raccolta differenziata sopra l'81% e contenere l'adeguamento tariffario entro l'1,8% dimostra che è possibile coniugare qualità dei servizi, tutela ambientale e tenuta dei bilanci familiari e delle imprese. Il recupero dell’evasione per oltre mezzo milione di euro è il frutto di un importante lavoro di squadra, realizzato con la collaborazione di Sepi, Geofor, ufficio anagrafe e ufficio ambiente del Comune. Questa collaborazione ci consente di allargare la platea dei contribuenti con un beneficio significativo a vantaggio di tutti”.
Ha scritto Elena Meini, capogruppo Lega Cascina.
«Ancora una volta ci troviamo di fronte a documenti presentati come puramente tecnici, quasi inevitabili, quando invece rappresentano alcune delle scelte più politiche che un’Amministrazione possa compiere. Parlare di rifiuti significa parlare della qualità della vita dei cittadini, del decoro del territorio e soprattutto di quanto ogni famiglia è chiamata a pagare attraverso la TARI.»
Così Elena Meini, Consigliere comunale della Lega a Cascina, interviene dopo la discussione sul Piano Annuale delle Attività Comunali e sul Piano Economico Finanziario del servizio rifiuti.
«Nel Piano delle Attività troviamo una descrizione dettagliata di mezzi, percorsi, frequenze e modalità di raccolta. Un lavoro tecnico accurato, ma manca completamente la parte più importante: la visione politica. Non si spiegano gli obiettivi che l’Amministrazione intende raggiungere, non vengono indicati risultati misurabili, non si individuano le criticità da superare e non esiste un vero cronoprogramma di miglioramento del servizio.»
«Da anni i cittadini segnalano abbandoni di rifiuti, problemi nello spazzamento, aree poco curate e difficoltà che interessano soprattutto le frazioni. Era lecito aspettarsi un piano che indicasse come affrontare concretamente queste criticità. Invece ci troviamo davanti alla fotografia dell’esistente, senza un reale salto di qualità.»
Meini pone anche una questione più ampia, che supera i confini comunali.
«Non possiamo continuare a discutere del servizio rifiuti senza affrontare il quadro politico regionale. La Regione Toscana ha compiuto precise scelte attraverso il Piano regionale dei rifiuti, gli ATO, RetiAmbiente e le società interamente a capitale pubblico che governano il sistema. Sono decisioni che incidono direttamente anche sui cittadini di Cascina.»
«In queste settimane assistiamo a un dibattito sempre più acceso. ATO Toscana Centro ha approvato il raddoppio dei volumi di smaltimento del termovalorizzatore di Montale, il Piano Economico Finanziario è stato approvato tra forti tensioni e perfino forze politiche tradizionalmente vicine alla maggioranza regionale, come Casa Riformista, denunciano il rischio che la provincia di Pisa continui a essere considerata la discarica della Toscana. Anche il Movimento 5 Stelle e Zero Waste esprimono forti contrarietà su alcune scelte impiantistiche.»
«Eppure su uno dei temi più delicati, quello dell’ossicombustore, continuiamo a non conoscere quale sia la posizione dell’Amministrazione comunale di Cascina. È un silenzio che pesa e che i cittadini meritano di vedere chiarito.»
Sul Piano Economico Finanziario, Meini evidenzia un dato preciso.
«Dietro pagine di formule, coefficienti ARERA e richiami normativi emerge una realtà molto semplice: le entrate tariffarie continuano ad aumentare, passando da circa 9,6 milioni di euro nel 2026 a oltre 10,5 milioni nel 2029. Aumenta nuovamente la TARI questa è l’unica verità. La domanda è una sola: in cambio di questi aumenti, quale miglioramento concreto riceveranno i cittadini? Nel documento non troviamo indicatori facilmente comprensibili, né obiettivi misurabili che consentano di verificare se l’aumento della TARI corrisponderà a un servizio migliore.»
«Il piano prevede ogni anno oltre mezzo milione di euro derivante dal recupero dell’evasione TARI. È legittimo chiedersi se una parte di queste risorse non possa essere utilizzata per alleggerire il peso della tariffa sulle famiglie e sulle imprese che pagano regolarmente.»
«Noi contestiamo un metodo di governo, non ci si assume le responsabilità politica, non si chiede alla regione di intervenire, si vota come il partito dice senza pensare ai cittadini,ci si rifugia dietro la tecnica per evitare il confronto politico. La trasparenza non significa pubblicare documenti complessi e incomprensibili. Significa spiegare ai cittadini perché pagano di più, quali servizi miglioreranno e quali risultati si intendono raggiungere.»
«La gestione dei rifiuti non può ridursi a una sommatoria di formule e coefficienti. Serve una visione politica chiara, servono responsabilità e serve il coraggio di assumersi le proprie scelte davanti ai cittadini. Oggi, purtroppo, tutto questo continua a mancare.»
Ha scritto Dario Rollo, capogruppo di Valori e Impegno Civico – Libertà è Democrazia.
“Per anni ci hanno raccontato che il nuovo modello di gestione dei rifiuti avrebbe portato efficienza, risparmi ed economie di scala. Oggi i numeri dimostrano esattamente il contrario: dal 2021 il costo del servizio è cresciuto costantemente e, in alcuni casi, le famiglie hanno visto aumentare la TARI fino a quasi il 50%. Le promesse sono rimaste tali, mentre il conto è stato interamente scaricato sui cittadini”.
È quanto dichiara Dario Rollo, capogruppo di Valori e Impegno Civico – Libertà è Democrazia, commentando l'approvazione delle tariffe TARI 2026. “L'amministrazione cerca di minimizzare parlando di un aumento medio dell'1,8%, ma quel dato non racconta tutta la verità.
Per molte attività economiche gli aumenti superano il 2%, colpendo soprattutto ristoranti, pizzerie, pub, bar, pasticcerie, ortofrutta, pescherie e fioristi. Sono imprese che già affrontano costi sempre più elevati e che continuano a pagare di più senza vedere un miglioramento del servizio”.
Secondo Rollo, però, il vero nodo è un altro. “Il problema non è soltanto l'aumento delle tariffe. Il problema è che i cittadini pagano sempre di più, mentre il Comune non esercita un controllo efficace sul gestore. Nel 2025 si sono susseguite segnalazioni di disservizi, ritardi e criticità nella raccolta, ma non risultano penali applicate. Se un contratto di servizio non produce conseguenze quando gli obblighi non vengono rispettati, significa che qualcosa non funziona. Ancora una volta il rischio d'impresa ricade sui cittadini e non su chi gestisce il servizio”.
Il capogruppo punta poi il dito contro il contrasto all'abbandono dei rifiuti. “Ancora più grave è l'assenza di risultati sul fronte degli abbandoni. Dove sono finite le telecamere annunciate dall'amministrazione? Che fine ha fatto l'attività dell'ispettore ambientale? Quante sanzioni sono state elevate? Dai documenti non emerge nulla. Se non si colpiscono gli incivili, il costo dell'illegalità continua a ricadere sui cittadini onesti che pagano regolarmente la TARI”.
Rollo affronta anche il tema del recupero dell'evasione. “Il recupero di oltre 500 mila euro ha contribuito a contenere l'aumento delle bollette ed è certamente un elemento positivo. Ma non può diventare la foglia di fico dietro cui nascondere tutte le criticità del sistema. Inoltre si tratta di accertamenti, non di riscossioni già effettuate, e sarà necessario verificare quanti di quei crediti entreranno realmente nelle casse del Comune”.
Infine, il capogruppo chiede chiarezza sul Piano Economico Finanziario. “Nel PEF dello scorso anno erano stati rinviati circa 3 milioni di euro di costi perché il loro inserimento avrebbe fatto superare il limite massimo di aumento delle tariffe. Oggi scopriamo che quei costi sarebbero stati distribuiti fino al 2035, ma senza una chiara evidenza nel piano finanziario. Chiediamo trasparenza: dove sono finite quelle somme? E se in futuro si produrranno nuovi maggiori costi, verranno nuovamente rinviati sulle prossime generazioni di contribuenti?”.
La conclusione di Rollo è netta. “Dopo anni di gestione ReteAmbiente il bilancio è evidente: nessuna economia di scala, tariffe in costante aumento, controlli insufficienti sul gestore, nessun risultato concreto contro gli abbandoni e cittadini che continuano a pagare sempre di più. Questa amministrazione deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte e smettere di raccontare che tutto funziona. I cascinesi meritano un servizio migliore, più trasparente e soprattutto più rispettoso delle risorse che ogni anno sono chiamati a versare”


