Quando anche Pisa scoprì il calcio femminile

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PISA e Provincia
Domenica, 2 Agosto 2026

La storia delle pioniere che aprirono la strada al Pisa Società Calcio Femminile

Oggi vedere una partita di calcio femminile in televisione è diventata quasi una normalità. Le grandi competizioni internazionali richiamano milioni di telespettatori, gli stadi si riempiono e le calciatrici sono finalmente riconosciute come protagoniste dello sport italiano.

Ma c'è stato un tempo in cui tutto questo sembrava impossibile.

Negli anni Sessanta e Settanta, infatti, una ragazza che decideva di giocare a calcio doveva fare i conti con diffidenza, pregiudizi e, spesso, con l'ironia di chi considerava il pallone un'esclusiva del mondo maschile. Eppure, proprio in quegli anni, anche Pisa iniziò a scrivere una pagina destinata a lasciare il segno.

 


Una città protagonista fin dall'inizio

Pochi lo ricordano, ma Pisa occupa un posto speciale nella storia del calcio femminile italiano.

Il momento più significativo arrivò nel 1968, anno destinato a entrare nella storia del movimento. Pisa ospitò infatti la finale del primo campionato italiano femminile, disputata sul terreno dell'Arena Garibaldi.

Davanti al pubblico pisano si affrontarono Genova e Roma, le due squadre più forti del panorama nazionale. A decidere l'incontro fu una rete che consegnò al Genova il primo scudetto della storia del calcio femminile italiano.

Per Pisa non fu soltanto un evento sportivo.

Fu la dimostrazione che anche la città della Torre era ormai entrata nella geografia del calcio femminile nazionale.

Le cronache dell'epoca raccontano una partita intensa, combattuta e seguita con curiosità da un pubblico che, forse per la prima volta, ebbe la possibilità di assistere a una manifestazione di quel livello. La Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport dedicarono ampio spazio all'avvenimento, segno che quel movimento stava lentamente conquistando dignità anche sui principali quotidiani sportivi italiani.

 

Negli anni successivi il movimento continuò lentamente a crescere. Anche se le notizie erano poche e spesso confinate in brevi trafiletti sui giornali, il calcio femminile iniziava a ritagliarsi piccoli spazi anche nella nostra provincia.

Alcune fotografie ritrovate recentemente sembrano testimoniare la disputa di incontri all'interno dell'Arena Garibaldi già nella prima metà degli anni Settanta. Non esistono ancora certezze assolute sulla data e sulle squadre protagoniste, ma alcuni dettagli presenti nelle immagini – dalle pubblicità lungo il terreno di gioco ai particolari dello stadio – fanno pensare che Pisa abbia ospitato partite di calcio femminile ben prima della nascita del Pisa Società Calcio Femminile.

È una ricerca ancora aperta, che potrebbe riservare ulteriori sorprese.

 


Il calcio femminile cambia volto

Nel frattempo, anche a livello nazionale, qualcosa stava cambiando.

Le prime società iniziavano a organizzarsi in maniera più strutturata e cresceva lentamente l'interesse dei mezzi di informazione. Le calciatrici continuavano a giocare quasi esclusivamente per passione, conciliando allenamenti, lavoro e studio, ma il movimento mostrava finalmente i primi segnali di sviluppo.

Anche la Toscana cominciava a diventare una delle regioni più vivaci, con società che sarebbero poi diventate punti di riferimento del calcio femminile italiano.

Pisa, però, non aveva ancora una squadra capace di rappresentare stabilmente la città.

 


Il quadrangolare che cambiò tutto

La svolta arrivò nella primavera del 1983.

Un quadrangolare organizzato a Pisa riportò il calcio femminile al centro dell'attenzione cittadina e rappresentò il punto di partenza di una nuova avventura.

Da quell'esperienza nacquero infatti due società: il G.S. Pisanova e il G.S. Mimosa.

Il Pisanova era formato soprattutto da ragazze provenienti da altre discipline sportive, in particolare atletica leggera e pallavolo. Molte di loro non avevano mai giocato a calcio, ma possedevano una preparazione atletica che consentì alla squadra di crescere rapidamente, come Monica Berretta, Alessandra Becatti e Lucia Guerrieri

Tra quelle giovani atlete figuravano nomi destinati a diventare protagonisti della storia nerazzurra. Nella foto a destra si riconoscono Berretta e Guerrieri, ma anche le sorelle Amalia e Sara Attanasio, Susanna Riparbelli, Anna Di Marco, Margherita Dini, Romana Casarosa.

Nessuno poteva immaginare che proprio quel gruppo di ragazze avrebbe dato origine, nel giro di pochi anni, al Pisa Società Calcio Femminile.

 


L'inizio di una lunga storia

Quella nata quasi per gioco nel 1983 sarebbe diventata una delle realtà più importanti del calcio femminile toscano.

Era l'inizio di una nuova avventura.

Un'avventura che, nel giro di pochi anni, avrebbe portato una squadra pisana a conquistare promozioni, affrontare le grandi del calcio femminile italiano e arrivare fino alla Serie A.

Ma quella è un'altra storia.

Ed è proprio da lì che ripartiremo.

 


Alla prossima puntata…

Nel secondo capitolo racconteremo come un gruppo di dirigenti guidati da Luciano Berretta trasformò quel sogno in una vera società sportiva. Saranno gli anni della nascita del Pisa Società Calcio Femminile, dei primi sponsor, dell'arrivo de Il Fotoamatore e della storica promozione in Serie B.

 

 

 


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luca.barboni