Terremoto nel Pisano, l'esperto INGV: "Evento significativo"
Il sismologo Carlo Meletti analizza la scossa di magnitudo 4.3 avvertita in gran parte della Toscana: "Una decina di terremoti di questa intensità si registrano mediamente ogni anno in Italia". Nessuna particolare preoccupazione per la Torre di Pisa
La scossa di terremoto di magnitudo 4.3 che ha colpito la mattina di martedì 4 agosto l'area a ovest di Pisa è stata un evento "decisamente forte" e non frequente nel panorama sismico italiano. A spiegarlo è Carlo Meletti, geologo e sismologo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), intervistato da Michele Del Ben nel corso di Mezzogiorno in Punto su Punto Radio.
Secondo Meletti, il sisma è stato percepito in un'area molto ampia proprio per la combinazione tra intensità ed epicentro vicino alla città.
"È stato un terremoto abbastanza forte, di magnitudo 4.3, avvenuto in prossimità di Pisa. Anch'io mi trovavo in città in quel momento e l'ho avvertito chiaramente, pur essendo in piedi e in movimento", ha spiegato il sismologo. "Abbiamo ricevuto segnalazioni dalla Spezia, dalla Versilia, da gran parte della Toscana fino all'area di Firenze. È stato quindi un evento percepito su un territorio molto esteso".
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Meletti ha ricordato come terremoti di questa entità siano relativamente rari nel nostro Paese. "Di magnitudo 4.3 se ne registrano mediamente una decina all'anno in tutta Italia, quindi si tratta di un terremoto significativo".
Nel corso dell'intervista è stato affrontato anche il tema della Torre di Pisa, monumento simbolo della città. Alla domanda se avesse verificato le condizioni del campanile dopo la scossa, il sismologo ha risposto con una battuta: "La Torre è lì da quasi mille anni, è nata anche un po' storta, ma finora non ha mai avuto problemi. Se fosse successo qualcosa ce ne saremmo accorti".
Entrando nell'aspetto tecnico, Meletti ha spiegato che edifici come la Torre non reagiscono automaticamente a qualsiasi terremoto. "Le strutture molto alte e snelle sono sensibili solo a determinate frequenze delle onde sismiche. Non è detto che siano più vulnerabili di un edificio ordinario: dipende dalle caratteristiche della vibrazione prodotta dal terremoto".
Tra gli elementi che hanno colpito maggiormente la popolazione c'è stato anche il forte boato avvertito contemporaneamente alla scossa. "È un fenomeno normale - ha precisato l'esperto - provocato dalle onde sismiche che raggiungono la superficie terrestre e fanno vibrare il terreno, un po' come la pelle di un tamburo".
Per quanto riguarda la profondità dell'evento, localizzato a circa 8 chilometri, Meletti ha spiegato che si tratta di un valore perfettamente in linea con la sismicità dell'area. "Tra gli 8 e i 12 chilometri è la profondità tipica dei terremoti che interessano questa parte dell'Appennino".
Pur sottolineando che in sismologia non è possibile escludere con certezza nuovi eventi, Meletti ha evidenziato che, sulla base dei dati disponibili al momento dell'intervista, l'evoluzione appariva compatibile con la conclusione dello sciame iniziale.
"L'impressione è che il fenomeno abbia avuto il suo sviluppo principale e si sia rapidamente attenuato. Naturalmente i terremoti possono sempre riservare sorprese, per questo il monitoraggio dell'INGV prosegue costantemente", ha concluso il sismologo.


