Legambiente Valdera: "Rifiuti Zero è una scelta concreta, non un'utopia"
L'associazione replica alle dichiarazioni di Renzo Macelloni sul ciclo dei rifiuti e torna a esprimere contrarietà all'ossicombustore di Peccioli e al ricorso a discariche e inceneritori
Legambiente Valdera interviene nel dibattito sul futuro della gestione dei rifiuti, contestando le recenti dichiarazioni del presidente di Belvedere Spa, Renzo Macelloni.
L'associazione ambientalista ribadisce la propria contrarietà all'ipotesi dell'ossicombustore e sostiene che il modello "Rifiuti Zero", basato sull'aumento della raccolta differenziata e sul riciclo, rappresenti una scelta concreta e coerente con gli indirizzi europei, criticando il ricorso a discariche e impianti di incenerimento come soluzioni strutturali.
Ha scritto Legambiente Valdera.
“L'opzione Rifiuti Zero non è una soluzione, ma uno stato dell'anima”.
In questa citazione tratta dalla stampa di ieri è contemplata tutta la summa del pensiero di Renzo Macelloni: non perdere tempo a spingere troppo l’acceleratore verso la raccolta differenziata, perché non si va da nessuna parte e si fa prima a smaltire e bruciare, continuando ad alimentare così il business delle discariche e degli inceneritori.
In effetti per il ”sistema Peccioli- Belvedere,” fondato su percentuali ridicole di raccolta differenziata: in quel comune siamo appena intorno al 40% di R.D. e grandi afflussi - e introiti - verso la discarica, sentir parlare di riciclo, riduzione dei rifiuti, recupero, abbattimento dell’usa e getta e modello Capannori per arrivare ai “rifiuti Zero” - come ha fatto ieri dalle colonne del giornale la prof. Giulia Romano dell’Università di Pisa - deve avere il senso di un’eresia!
Ed ecco che, non appena capita l’occasione del rinnovo del C.D.A di Retiambiente, Renzo Macelloni coglie la palla al balzo - come un vero piazzista – e non perde l’occasione per tornare a proporre a Retiambiente di prendere in carico il suo costoso marchingegno che produce le perline vetrose, cioè l’ ossicombustore, già respinto al mittente nell’ultima assemblea della holding pubblica di gestione dei rifiuti.
Si, perché Novatosc sarà anche una società innovativa, appetibile e all’avanguardia, con un progetto geniale e richiestissimo di un nuovo ossicombustore (tutto da sperimentare!); ma ci sembra di capire che non ci sia esattamente la fila fuori della porta di Novatosc per andare a investire nella rivoluzionaria macchina delle perline vetrose.
E, se non ci mettono i quattrini pubblici i 100 comuni di Retiambiente, quell’ ossicombustore probabilmente non vedrà mai la luce (come del resto è già avvenuto per il dissociatore molecolare).
Ed allora, giù gli anatemi!! ..”Il ciclo dei rifiuti non si chiuderà!,...le bollette saliranno e si dovranno portare tutti i rifiuti fuori Regione!… si dovrà fare il revamping di Ospedaletto e non ci saranno altre scelte!.”...
Noi crediamo invece (e per fortuna non siamo soli, ma sempre di più!) che andare verso ‘rifiuti Zero’ non sia uno stato d’animo, ma una scelta possibile, inevitabile per il Pianeta e perseguibile in tempi neanche tanto lontani (basta avere la volontà politica di farlo).
Pensiamo anche - e su questo siamo in linea con l’Europa - che le discariche e gli inceneritori siano solo l’ultima delle opzioni possibili e che il loro utilizzo, per chiudere il ciclo dei rifiuti, si debba valutare solo come l’eventuale opzione marginale, per quella frazione minima residua, dopo una raccolta differenziata ben fatta e spinta.
Siamo contrari e denunciamo anche l'ipotesi che viene fatta di avviare ad incenerimento la frazione di plastica proveniente dalla RD differenziata che non viene assorbita dal mercato. E' un imbroglio, si usa una incapacità degli imprenditori semplicemente per riaprire gli inceneritori, magari con deroghe sul loro funzionamento.


