Takeda Pisa, riparte la mobilitazione: stato di agitazione e sciopero a fine turno
Dopo il mancato accordo al tavolo di crisi regionale, i sindacati annunciano il blocco degli straordinari e un'ora di sciopero al termine di ogni turno a partire da sabato 8 agosto. Al centro della vertenza la situazione dei 67 lavoratori in somministrazione
Riprende la mobilitazione sindacale nello stabilimento Takeda di Pisa. Dopo le assemblee congiunte delle lavoratrici e dei lavoratori Takeda e Adecco, convocate per fare il punto sull'incontro del 6 agosto al tavolo di crisi della Regione Toscana, è stata annunciata la ripresa dello stato di agitazione.
Le organizzazioni sindacali contestano il mancato accoglimento delle proposte di mediazione avanzate dalla Regione e chiedono nuove garanzie sul futuro occupazionale dei 67 lavoratori somministrati a tempo indeterminato coinvolti dalla riorganizzazione.
Da sabato 8 agosto sono previsti il blocco delle prestazioni straordinarie, delle variazioni e dei prolungamenti dell'orario di lavoro e un'ora di sciopero alla fine di ogni turno.
Ha scritto la Cgil di Pisa.
Ripresa dello stato agitazione sindacale e sciopero.
Fra ieri sera ed oggi si sono svolte le Assemblee Sindacali congiunte delle lavoratrici e dei lavoratori di Takeda ed Adecco della sede di Pisa dove è stato illustrato l’esito dell’incontro del Tavolo di Crisi della Regione Toscana svoltosi ieri 06/08/2026.
Grande amarezza e delusione fra i lavoratori presenti nell’apprendere che Takeda ha rifiutato tutte le proposte di mediazione avanzate dalla Regione.
Risulta incomprensibile come un’azienda che ha realizzato milioni di euro di utile e che è titolare di una gara di appalto con 5 Regioni, fra cui la Toscana è quella capofila, per la fornitura di farmaci emoderivati dalle donazioni anche di cittadine e cittadini della nostra regione, non avendo una situazione di crisi agisca, solo con la logica del massimo profitto senza nessuna responsabilità sociale.
Sconcerto anche per la presentazione di un piano industriale misero di dettagli che consentano di dare prospettive di sviluppo aziendali ed occupazionali. E’ emersa forte anche la preoccupazione per la rinnovata dichiarazione di Takeda sulla concorrenza interna al gruppo che mette i vari siti produttivi in competizione fra loro, visto anche che Pisa sembra già averla persa questa competizione nei confronti di Vienna che si è aggiudicato un reparto produttivo creando da subito un esubero di 67 lavoratori somministrati a tempo indeterminato che sono anni che lavorano continuativamente a Pisa.
In tutto questo contesto è emerso che proprio in questi giorni l’azienda sta richiedendo lavoro in orario di straordinario, sta limitando la fruizione di ferie e permessi e sta effettuando nuove assunzioni di personale in somministrazione a tempo determinato. Tutto questo mentre in alcuni reparti si continua a lavorare sotto organico, con rischi anche per la sicurezza dei lavoratori che, in alcuni casi, si trovano per diverse ore ad operare da soli in zone decentrate e non frequentate dello stabilimento.
Ribadiamo che è inaccettabile che questo modello organizzativo proposto si scarichi sui lavoratori più deboli e ricattabili sacrificando la vita di 67 famiglie senza dare prospettive credibili di sviluppo per il sito di Pisa.
Ci associamo a quanto dichiarato da Valerio Fabiani, responsabile del Tavolo di Crisi regionale su mandato del Presidente della Toscana Eugenio Giani, e chiediamo all’azienda uno sforzo in più di riflessione al fine di riattivare un percorso che prevedeva una condivisione e corresponsabilità di tutti i soggetti presenti al tavolo a partire dall’istituzione Regionale, visto sopratutto che per volontà della Regione stessa, ad oggi, i tavolo rimane attivo.
Per tutte queste ragioni si dichiara la ripresa dello stato di agitazione sindacale con il blocco delle prestazioni di carattere straordinario e delle variazioni e prolungamenti dell’orario di lavoro e la proclamazione di 1 ORA DI SCIOPERO A FINE DI OGNI TURNO DI LAVORO
a partire da SABATO 8 AGOSTO 2026
LE REAZIONI DELLA POLITICA
Ha scritto Giovanni Pasqualino, capogruppo Lega Pisa.
Apprendo con grande attenzione quanto emerso dal comunicato delle organizzazioni sindacali al termine delle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori di Takeda e Adecco. La ripresa dello stato di agitazione rappresenta un ulteriore segnale di forte preoccupazione che non può essere sottovalutato.
Rivolgo un appello all’azienda affinché prosegua il confronto con il Comune di Pisa, la Regione Toscana e con tutti i soggetti istituzionali coinvolti. È fondamentale che il dialogo rimanga aperto e che Takeda interloquisca con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nella convinzione che solo attraverso un confronto serio e costruttivo sia possibile individuare una soluzione capace di tutelare i livelli occupazionali in questione.
In questa fase è indispensabile mettere da parte ogni contrapposizione e lavorare con senso di responsabilità, avendo come unico obiettivo la salvaguardia dei posti di lavoro e la serenità delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.
La tutela dell’occupazione deve rappresentare una priorità assoluta. Le istituzioni hanno il dovere di fare squadra e le aziende hanno una responsabilità sociale nei confronti del territorio in cui operano. Continuerò a seguire questa vicenda con il massimo impegno, lavorando affinché prevalga il dialogo e si costruisca un percorso che dia certezze ai lavoratori e alle lavoratrici interessati e alle loro famiglie.
Ha scritto La Città delle Persone.
"Il fallimento del Tavolo di Crisi regionale del 6 agosto conferma purtroppo le peggiori preoccupazioni." - affermano i consiglieri Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Carlo Modica - "Di fronte alle proposte di mediazione avanzate dalla Regione Toscana e sostenute unitariamente dalle Organizzazioni Sindacali per tutelare i 67 lavoratori a rischio, l’azienda ha risposto con un inaccettabile muro di gomma, rifiutando persino una verifica preliminare con il Ministero del Lavoro per l'attivazione di ammortizzatori sociali e percorsi di ricollocazione e formazione.
Come gruppo La Città delle Persone, avevamo già denunciato in Consiglio Comunale come questa vicenda non nasca da una reale crisi aziendale, ma sia l'ennesimo caso di delocalizzazione guidata solo dalla ricerca di maggiori profitti. Un'operazione spregiudicata che calpesta il patrimonio di competenze del polo farmaceutico di Ospedaletto e che ha colpito come un fulmine a ciel sereno decine di famiglie, a cui in precedenza erano state rassicurate prospettive di stabilità.
Oggi ne abbiamo la conferma: Takeda continua a mettere la logica della concorrenza interna tra i propri siti produttivi davanti alla responsabilità sociale d'impresa, ignorando il territorio, le istituzioni le lavoratrici ed i lavoratori.
Ribadiamo con forza che non si può fare impresa prescindendo dal rispetto della comunità, dalla responsabilità sociale e delle relazioni sindacali.
In linea con la mozione approvata all'unanimità dal Consiglio Comunale di Pisa, esprimiamo ancora la nostra totale vicinanza e pieno sostegno alle azioni di mobilitazione che decideranno di intraprendere le lavoratrici e i lavoratori nelle assemblee. Chiediamo al Sindaco, alla Giunta e alla Regione di intensificare ogni pressione politica ed istituzionale affinché l'azienda faccia un passo indietro e riapra il confronto."
Concludono Martinelli, Lacroce e Modica, "Pisa non può accettare che il profitto sfrenato si traduca nell'impoverimento del suo tessuto sociale ed economico. Saremo al fianco dei lavoratori fino a quando non saranno garantite risposte concrete e dignità per il lavoro."


