Masterplan della costa, interventi anti-erosione anche a San Rossore

Cronaca
PISA e Provincia
Giovedì, 27 Agosto 2026

Negli ultimi 40 anni persi fino a 100 metri di arenile. Il presidente del Parco Bani: «Segnale importante per la spiaggia naturale dove l'erosione minaccia ecosistemi di valore inestimabile»

PISA - «Un importante segnale di attenzione alla spiaggia naturale di San Rossore dove l'erosione sta mettendo a rischio ecosistemi di assoluto pregio ambientale come le dune e le lame». Con queste parole il presidente del Parco Lorenzo Bani commenta il Masterplan della costa presentato dalla Regione Toscana per proteggere il litorale toscano dall'erosione, un pacchetto di azioni dal valore complessivo di 500 milioni di euro, di cui 166 milioni già previsti nei prossimi dieci anni.

«A fianco degli interventi che si concentrano sulle zone abitate e dove insistono le attività economiche, come Marina di Pisa e Tirrenia – continua Baniè positivo che il piano preveda iniziative anche per le zone di alto valore naturale: proteggendo l'ambiente proteggiamo il territorio in cui viviamo, il nostro benessere e la nostra qualità della vita».

Il documento strategico mette in luce le forti criticità del tratto compreso tra Boccadarno e Bocca di Serchio, una delle poche spiagge toscane non alterate dalla presenza di stabilimenti balneari e lasciata in evoluzione naturale. Oltre dieci chilometri di costa che negli ultimi quarant'anni sono arretrati, a seconda dei punti, tra gli 85 e i 105 metri. Oggigiorno l'ampiezza media dell'arenile si attesta sui 20 metri con minimi inferiori ai 10 metri, tanto che in alcune zone l'erosione è arrivata a tagliare e a far crollare la linea dunale. Al contrario, il tratto a nord di Bocca di Serchio mostra un'ampiezza media di 50 metri, mentre l'arenile sopra Torre del Lago registra il fenomeno opposto dell'avanzamento della linea di costa.

Per contrastare il fenomeno, la Regione ha pianificato interventi di ripascimento – utilizzando anche parte dei sedimenti raccolti al porto di Viareggio gestendone così l'insabbiamento – e la realizzazione di opere sommerse a protezione della costa, recependo le sollecitazioni dell'Ente Parco e degli esperti del settore.

«I lavori aiuteranno a proteggere dune e lame, ambienti naturali caratteristici del Parco ricchi di biodiversità e capaci di accogliere tantissime specie vegetali e animali, tra cui gli arbusti della macchia mediterranea, il fratino e decine di migliaia di uccelli migratori – conclude Bani –. Le risorse attualmente permettono una parte di questi interventi, ma serve realizzare tutto quanto è stato individuato come necessario. Per questo è fondamentale che insieme alle risorse già messe in campo dalla Regione si aggiungano i finanziamenti governativi legati alla nuova programmazione europea dal 2028. Anche a Roma devono rendersi conto che il contrasto ai cambiamenti climatici è una priorità».


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massimo.corsini