Agrivoltaico e affari, il M5S chiede verifiche sulle società proponenti
Chiesti controlli regionali sulla titolarità effettiva e sulle catene societarie degli investimenti energetici
Il Movimento 5 Stelle torna sul tema dei grandi impianti agrivoltaici in Toscana e richiama l'attenzione sul progetto previsto in località Mortaiolo, nel Comune di Collesalvetti. Secondo i consiglieri regionali Luca Rossi Romanelli e Irene Galletti, l'intervento, formalmente presentato da Spv Energy 2 Srl, sarebbe riconducibile alla multinazionale israeliana Shikun & Binui.
I due consiglieri citano anche altri progetti che, secondo quanto ricostruito dal M5S, sarebbero riconducibili allo stesso gruppo, tra cui quello pisano di Lavaiano, oltre a Ribolla, Podere Cavazza e La Merlina nel Grossetano.
Rossi Romanelli e Galletti chiedono quindi alla Regione di introdurre un sistema stabile di verifica della titolarità effettiva e delle catene di controllo delle società che presentano progetti energetici di rilevanza regionale.
Ha scritto il gruoppo consiliare regionale del Movimento 5 Stelle.
«Dopo Ribolla, Podere Cavazza e La Merlina nel grossetano e Lavaiano nel pisano, abbiamo scoperto con i nostri uffici un ulteriore progetto agrivoltaico riconducibile alla multinazionale israeliana Shikun & Binui: quello previsto in località Mortaiolo, nel Comune di Collesalvetti»: lo dichiarano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Luca Rossi Romanelli e Irene Galletti.
Nei documenti ufficiali della Regione il progetto di Mortaiolo di circa 20 mw risulta formalmente presentato dalla Spv Energy 2 Srl, la riconducibilità dell'operazione al gruppo israeliano trova però un riscontro particolarmente netto nelle comunicazioni della stessa Shikun & Binui Energy (società segnalata dall’Alto Commissario Onu per i diritti umani in quanto operante negli insediamenti illegali nei territori palestinesi occupati), che ha annunciato l'acquisizione di progetti agrivoltaici a Collesalvetti e Ribolla; l'acquisizione del progetto di Collesalvetti compare inoltre tra le operazioni concluse nel 2024 dalla società internazionale di consulenza finanziaria Global Capital Finance.
«Il punto politico è ormai evidente. Dietro società italiane costituite specificamente per i singoli progetti possono trovarsi gruppi multinazionali la cui identità e le cui attività non emergono immediatamente dalla semplice denominazione del proponente.
Di fronte alla necessaria e rapida crescita degli investimenti nelle rinnovabili rischiamo che collegamenti problematici come questo emergano soltanto grazie alla stampa, ai comitati o a verifiche effettuate quando gli iter amministrativi sono già in corso, quando non addirittura conclusi. Per questo riteniamo necessario predisporre, nell'ambito dell'azione della maggioranza regionale, un sistema stabile di verifica della titolarità effettiva e delle catene di controllo societario dei soggetti che presentano progetti energetici di rilevanza regionale, con particolare attenzione alle controllanti estere e alle informazioni provenienti da organismi internazionali.
Una necessità resa ancora più evidente dall'atto che abbiamo fatto approvare in Consiglio regionale, che impegna la Toscana a valutare iniziative per ridefinire le relazioni commerciali ed economiche con aziende, enti e strutture che operino apertamente e dichiaratamente per favorire le politiche di apartheid e il blocco della Striscia di Gaza. È un indirizzo politico preciso, approvato dall'Aula e assunto dalla maggioranza: adesso dobbiamo tradurlo in applicazione concreta».



