Caso Moro, Carmen Lasorella a Punto Radio: "La verità giudiziaria non basta, troppe le contraddizioni ancora aperte"

Cultura
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Martedì, 1 Settembre 2026

La giornalista ospite di "Mezzogiorno in Punto", intervistata da Michele Del Ben, torna sulle zone d'ombra del sequestro e dell'uccisione dello statista: dall'agguato di via Fani alle presunte "terze presenze", fino alla proposta di utilizzare l'intelligenza artificiale per riesaminare la documentazione

A quasi mezzo secolo dal rapimento e dall'uccisione di Aldo Moro, restano interrogativi sui quali magistratura, commissioni parlamentari, storici e giornalisti continuano a confrontarsi. Del caso si è parlato martedì primo settembre a Punto Radio, durante la trasmissione Mezzogiorno in Punto, nell'intervista realizzata da Michele Del Ben a Carmen Lasorella, storica giornalista e volto del Tg2, che negli ultimi mesi ha dedicato alla vicenda una serie di approfondimenti pubblicati da Il Dubbio e La Gazzetta del Mezzogiorno.

Al centro del colloquio la recente riapertura delle indagini sulla strage di via Fani e alcuni degli aspetti controversi sui quali Lasorella ha concentrato il proprio lavoro: la dinamica dell'agguato del 16 marzo 1978, l'eventuale presenza sul posto di persone diverse dai brigatisti indicati nelle ricostruzioni giudiziarie, il luogo o i luoghi della prigionia e le circostanze dell'uccisione del presidente della Democrazia Cristiana.

Lasorella ha richiamato in particolare le testimonianze raccolte sulla scena dell'attacco e gli elementi balistici che, nella sua ricostruzione giornalistica, alimenterebbero l'ipotesi delle cosiddette "terze presenze". Secondo la giornalista, il numero delle persone indicate da diversi testimoni sarebbe superiore a quello degli assaltatori riconosciuti nella versione fornita dai brigatisti. Si tratta di elementi sui quali Lasorella ritiene necessario un ulteriore approfondimento investigativo, senza considerarli di per sé conclusivi.

RIASCOLTA L'INTERVISTA

 

Un altro passaggio dell'intervista ha riguardato la possibilità che Moro potesse essere salvato durante i 55 giorni del sequestro. Lasorella ha ricordato i tentativi di aprire una trattativa e il ruolo assunto da diversi soggetti, compresi ambienti vaticani, collegando la sorte dello statista anche al quadro politico nazionale e internazionale dell'epoca e alla strategia del compromesso storico. La tesi sostenuta dalla giornalista è che intorno alla liberazione di Moro si siano confrontati interessi e posizioni differenti.

Del Ben ha quindi posto la domanda che attraversa gli ultimi approfondimenti di Lasorella: chi uccise materialmente Aldo Moro? La versione giudiziaria attribuisce l'omicidio alle Brigate Rosse, ma la giornalista ha richiamato alcune incongruenze che, a suo giudizio, meritano di essere nuovamente esaminate. Nell'intervista ha distinto quanto accertato giudiziariamente dalle ipotesi emerse negli anni attraverso testimonianze, documenti e successive ricostruzioni, soffermandosi anche sulle modalità dell'esecuzione.

Nella parte conclusiva è arrivata anche una proposta rivolta agli investigatori: utilizzare gli strumenti dell'intelligenza artificiale per analizzare nuovamente l'enorme quantità di documenti accumulati sul caso Moro. Secondo Lasorella, un gruppo di investigatori digitali affiancato da competenze tecniche e giuridiche potrebbe mettere in relazione dichiarazioni, atti e risultanze investigative prodotte in quasi cinquant'anni, facendo emergere eventuali collegamenti o contraddizioni difficili da individuare attraverso una consultazione tradizionale.

Alla domanda sulla possibilità di trasformare la propria inchiesta giornalistica in un libro, Lasorella ha mostrato maggiore interesse per il proseguimento della ricerca che per una nuova pubblicazione sul caso. A suo giudizio, la priorità resta arrivare a una lettura condivisa e documentata degli elementi ancora controversi, partendo dalla convinzione che quanto stabilito sul piano giudiziario non abbia esaurito tutti gli interrogativi storici sulla vicenda.

 

 



 

redazione.cascinanotizie