Pisa, Gabbanini traccia la rotta dopo il mercato: "Presi gli obiettivi che volevamo, ora la squadra è competitiva"
Il direttore sportivo nerazzurro protagonista del Media Day all’Arena Garibaldi, trasmesso mercoledì 2 settembre in diretta da Punto Radio. Nell’intervista di Gabriele Bianchi e Paolo Sardelli il bilancio della sessione estiva, le scelte sulla rosa e i retroscena delle operazioni Rao e Pittarello
Mercato chiuso e primi verdetti rimandati al campo. Leonardo Gabbanini si dice soddisfatto del lavoro svolto dal Pisa Sporting Club durante l’estate, ma evita bilanci definitivi: saranno i risultati della stagione a stabilire la reale efficacia delle operazioni concluse dalla società nerazzurra.
Il direttore sportivo del Pisa è intervenuto ieri, mercoledì 2 settembre, durante il Media Day organizzato nella sala stampa "Passaponti" dell’Arena Garibaldi per presentare i protagonisti della sessione estiva di mercato 2026. L’appuntamento è stato trasmesso in diretta da Punto Radio, con le interviste di Gabriele Bianchi e Paolo Sardelli.
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"Sono soddisfatto di quello che è stato fatto – ha spiegato Gabbanini –. Il calciomercato è stato un po’ spettacolarizzato ed è diventato uno show nello show. Per me è importante che serva al Pisa per ottenere vantaggi economico-finanziari e soprattutto sportivi. A fine anno potrò dire se sono veramente contento. Adesso sono soddisfatto perché abbiamo raggiunto gli obiettivi che volevamo e fatto le operazioni necessarie per rendere l’ambiente sportivo competitivo".
Alla base delle scelte estive c’è stata anche la volontà di ridurre al minimo le incognite dopo una stagione precedente giudicata deludente. Da qui la costruzione di una rosa con alternative nei diversi ruoli e, soprattutto, la ricerca di calciatori già abituati al campionato italiano o comunque dotati di un bagaglio di esperienza sufficiente per inserirsi rapidamente.
"La stagione dello scorso anno può creare delle incertezze – ha sottolineato il direttore sportivo – e quindi bisognava tornare subito in linea, lasciando pochi punti interrogativi". Una filosofia applicata anche ai più giovani: Gabbanini ha citato Rao come esempio di un calciatore che, nonostante l’età, ha già accumulato esperienza in Serie B e mostrato qualità importanti.
Il dirigente nerazzurro ha posto l’accento anche sul contributo dei giocatori più esperti, soffermandosi in particolare sull’atteggiamento di Andrea Petagna. L’attaccante è stato indicato come esempio dello spirito richiesto per affrontare una stagione che Gabbanini considera una vera e propria "battaglia", nella quale serviranno qualità tecniche ma anche disponibilità al sacrificio.
Tra gli argomenti affrontati da Bianchi e Sardelli anche due delle operazioni più significative dell’ultima parte del mercato: Emanuele Rao e Filippo Pittarello. Sul primo, arrivato con una formula non abituale per il Pisa, Gabbanini ha spiegato che la società punta soprattutto sul potenziale del ragazzo.
"Rao è un giocatore molto giovane con una velocità fuori dalla norma – ha detto –. Crediamo in lui e pensiamo possa fare questo percorso". Il Pisa, secondo quanto spiegato dal direttore sportivo, lavorerà sulla sua crescita e tra le parti esiste un "gentleman's agreement" che potrebbe consentire in futuro di valutare ulteriori sviluppi dell’operazione.
Più complessa la trattativa che ha portato Pittarello dal Catanzaro al Pisa soltanto nelle battute conclusive della sessione. "Sono stati molto tosti, è stata una trattativa difficile – ha raccontato Gabbanini – ma il ragazzo ha veramente voluto venire a Pisa. La nostra società ha fatto quello che doveva fare e loro hanno combattuto per cercare di evitarlo perché credevano molto nel calciatore. È una cosa che gli fa onore. Non c’è stato niente di particolare, semplicemente andavano rispettati i tempi".
Gabbanini ha inoltre spiegato quanto siano stati importanti i due mesi trascorsi a Pisa nel finale della passata stagione, quando era arrivato in un momento particolarmente delicato. Un periodo che gli ha permesso di osservare dall’interno struttura, squadra e dinamiche dell’ambiente prima di affrontare il mercato estivo.
"Mi ha aiutato tantissimo. È stato importante vedere tutto e capire – ha ricordato –. Non ho ancora capito tutto, ma ho capito tanto. Ho visto un momento molto difficile e proprio nei momenti difficili si possono comprendere meglio tante cose". La possibilità di osservare la situazione con maggiore distacco gli avrebbe consentito, secondo il direttore sportivo, di individuare criticità e possibili soluzioni mantenendo un approccio il più possibile lucido.
Infine, una caratteristica evidente del nuovo Pisa: nonostante il lungo percorso professionale di Gabbanini all’estero, il mercato ha prodotto una squadra con una forte impronta italiana. Una scelta precisa più che una casualità.
"È il controsenso del pregiudizio – ha commentato –. La parte italiana era la scelta da fare in questo momento perché serviva qualcosa di più sicuro. Sicuro nel calcio non è niente, naturalmente, ma sappiamo di partire un po’ più compatti in questa maniera".
Per Gabbanini, dunque, il mercato rappresenta soltanto il punto di partenza. Il giudizio definitivo sulle scelte compiute durante l’estate arriverà più avanti: sarà il campo a stabilire se la nuova struttura della rosa avrà dato al Pisa la competitività cercata.



