Studentati privati a Pisa, Diritti in Comune attacca la giunta Conti

Politica
PISA e Provincia
Sabato, 5 Settembre 2026

Una città in comune e Rifondazione Comunista intervengono dopo l'inaugurazione della Tower Student House di via Della Spina, contestando il modello delle residenze universitarie private e chiedendo più alloggi pubblici

Diritti in Comune torna sul tema dell'emergenza abitativa per gli studenti a Pisa dopo l'inaugurazione della Tower Student House di via Alessandro Della Spina. Il gruppo, composto da Una città in comune e Rifondazione Comunista, contesta la posizione dell'amministrazione Conti, secondo cui l'aumento dell'offerta privata potrebbe contribuire a migliorare e calmierare il mercato degli affitti.

Secondo Diritti in Comune, i nuovi studentati privati, insieme agli altri interventi programmati o in corso in città, rischiano invece di spingere ulteriormente verso l'alto il costo dei posti letto e di ridurre l'accessibilità agli studi universitari.

 

Ha scritto Diritti in Comune (Una città in comune - Rifondazione Comunista).

L’inaugurazione del nuovo studentato privato in via Alessandro Della Spina è l'occasione per il Sindaco Michele Conti di rilanciare la narrazione secondo cui l’iniziativa privata "alza l'asticella della qualità" e "calmiera il mercato". Si tratta di un teorema economico totalmente smentito dai fatti, che maschera la resa delle istituzioni pubbliche e la totale complicità con la speculazione immobiliare. La tesi della Giunta, secondo cui l'aumento dell'offerta privata aiuterebbe a regolare i prezzi dell'abitare universitario, si scontra infatti frontalmente con la realtà dei numeri ufficiali.

Mentre in Italia il costo medio di una stanza singola registra una contrazione del -6,2% (dati Immobiliare.it Insights), a Pisa i prezzi schizzano all'insù con un aumento del +10,7% su base annua, posizionando la città tra quelle con i rincari più alti del Paese. L'ingresso di grandi operatori privati e fondi d'investimento non riduce i canoni, ma produce un immediato "effetto ancoraggio" verso l'alto: fissare parametri di prezzo di fascia alta spinge i piccoli proprietari ad adeguarsi al rialzo, inflazionando l'intero mercato della locazione cittadina. Questo caro-affitti, con una singola schizzata a 364 euro di media (spese escluse), sta già provocando l'allontanamento degli studenti fuorisede e il crollo delle immatricolazioni nei corsi di laurea d'eccellenza del sistema universitario toscano, dove a Medicina si registra una contrazione fino al -20%. Lo studio sta tornando a essere un mero privilegio di classe.

La Tower Student House inaugurata oggi in via Della Spina è l'emblema di questo modello. Con un marketing patinato e prezzi che arrivano a 785 euro al mese per una camera doppia, pari a 392,50 euro a testa per un singolo posto letto, condividere una stanza in uno student hotel costa oggi più di quanto costasse una stanza singola sul mercato privato appena un anno fa. L'operazione svela inoltre un profondo intreccio tra politica locale e speculazione immobiliare. La struttura è infatti di proprietà della Real Tower Estate, società del Gruppo Musta storicamente attivo con la CO.MA.E. Sas nelle costruzioni tradizionali, che con questo intervento compie il salto dal mattone alla gestione diretta del real estate speculativo ricettivo. Alla guida dell'azienda figura Aleks Kapllaj, già candidato al Consiglio Comunale nel 2023 nella lista di Fratelli d'Italia a sostegno della rielezione del Sindaco Conti. Ecco svelata la "svolta" celebrata dalla Giunta: una convergenza di interessi dove l'amministrazione Conti stende tappeti rossi alle operazioni immobiliari promosse da propri candidati e alleati politici, permettendo di trasformare il quartiere della Stazione — da sempre dipinto dalla destra come degradato — in un'enclave privata ad alta rendita finanziaria.

Basta percorrere la città per imbattersi nei grandi cantieri aperti che la Giunta Conti rivendica come trofei di rigenerazione urbana: dall'Ex Caserma Artale nel centro storico (200 posti letto) fino alla Paradisa a Pisanova (circa 500 posti) con consegna prevista a marzo 2027, passando per l'area di Porta a Mare (372 posti) programmata per luglio 2027. Vedere riaprire gru e ponteggi in luoghi rimasti abbandonati per decenni può trarre in inganno e generare l'illusione che la città stia recuperando i suoi spazi, ma questa non è riqualificazione pubblica, bensì la posa dei cantieri del profitto privato. Luoghi che erano o dovevano essere patrimonio collettivo sono stati consegnati alle mani di fondi d'investimento e finanziarie nazionali e internazionali: l'Ex Caserma Artale è finita nelle mani della multinazionale svizzera Real Asset Capital con sede a Ginevra; Porta a Mare è un'operazione gestita dal Gruppo Banca Finint attraverso il Fondo Pitagora; la Paradisa, complesso nato con soldi pubblici e per anni presidio DSU, è stato svenduto e acquistato da Sagitta SGR, società milanese di gestione del risparmio immobiliare legata al gruppo finanziario internazionale Arrow Global. I lavori in corso in questi cantieri non servono a garantire alloggi pubblici a canone sociale per gli studenti privi di mezzi, ma unicamente ad alimentare la rendita finanziaria di multinazionali e SGR.
Mettendo insieme la mappa di questi progetti con i nuovi cambi di destinazione d'uso previsti, la speculazione privata arriverà a mettere a valore oltre 1.300 posti letto. A fronte di questo imponente assalto finanziario, l'Azienda regionale DSU garantisce a Pisa appena 1.680 posti letto pubblici: un dato drammatico, che dimostra come l'offerta privata a scopo di lucro stia ormai saturando la città e insidiando numericamente la capienza dell'intero sistema pubblico del Diritto allo Studio. Rispondere a questa carenza consegnando la città ai fondi d'investimento significa abdicare alla funzione pubblica della politica.

La nostra proposta richiede un'urgente inversione di rotta che parta dallo stop ai cambi di destinazione d'uso nel Piano Operativo Comunale (POC), bloccando i nuovi student hotel privati previsti nel centro storico all'Ex AOUP di via Zamenhof (150 posti), a Palazzo Leoncini, all'Ex Intendenza della Guardia di Finanza in piazza Carrara, all'Ex Dipartimento di Chimica e nell'Ex Caserma San Vito. Crediamo sia necessario procedere alla requisizione e al recupero pubblico del patrimonio immobiliare sfitto, svenduto o abbandonato per destinarlo alla residenzialità pubblica DSU a canone sociale, accompagnato dal calmieramento dei prezzi e da una rigida regolamentazione degli affitti brevi, con il blocco dei canoni selvaggi e vincoli severi sulla proliferazione di Airbnb. Il Diritto allo Studio è un diritto costituzionale e non una merce di lusso: Pisa deve tornare a essere una città accogliente e accessibile per chi ci vive e per chi viene a studiare, non un campus privato per soli facoltosi.

 

 



 

redazione.cascinanotizie