Montopoli, dal tartufo alla musica: un'estate per riscoprire il piacere di stare insieme
La sindaca Linda Vanni a “Il Punto sui Comuni”: enogastronomia come richiamo per valorizzare il territorio, ma anche archeologia, cinema, teatro e musica. «L'obiettivo è portare le persone a Montopoli»
Mangiare bene, bere bene e magari ascoltare anche della buona musica. Michele Del Ben, presentando l'intervista alla sindaca Linda Vanni, ci aveva scherzato sopra: a Montopoli in Val d'Arno sembrava quasi che l'estate fosse stata costruita intorno ai piaceri della tavola.
In realtà, dietro quel tono volutamente leggero, c'era una strategia piuttosto precisa: utilizzare l'enogastronomia come strumento per attirare persone sul territorio e, una volta arrivate, far conoscere loro anche tutto il resto.
È uno degli aspetti emersi dall'intervista realizzata all'inizio di luglio per Il Punto sui Comuni, la rubrica curata da Del Ben all'interno di Mezzogiorno in Punto su Punto Radio. Una conversazione che allora presentava gli appuntamenti ancora da vivere e che oggi permette invece di rileggere una parte dell'estate montopolese appena trascorsa.
Uno dei fili conduttori è stato certamente quello del gusto.
I martedì di luglio hanno visto il centro protagonista con “Degustiamo Montopoli”, iniziativa realizzata grazie al Centro Commerciale Naturale: strade chiuse al traffico, proposte enogastronomiche, musica e soprattutto occasioni di socialità.
Perché proprio quest'ultima parola sembra essere una delle chiavi dell'intera programmazione.
Non semplicemente organizzare una cena o una degustazione, ma creare un motivo per uscire di casa, ritrovarsi e vivere il centro del paese. E contemporaneamente offrire a chi arriva da fuori l'occasione per conoscere Montopoli.
Grande protagonista è stato anche il tartufo nero, al centro di una serata con show cooking, degustazioni e intrattenimento musicale e successivamente valorizzato attraverso le proposte dei ristoranti del territorio.
La stessa Vanni, durante l'intervista, aveva sintetizzato chiaramente l'obiettivo: «Far venire le persone a Montopoli».
Ma il gusto rappresentava soltanto il punto di partenza. L'intenzione era infatti quella di affiancare alle iniziative enogastronomiche anche attività culturali capaci di raccontare aspetti meno conosciuti del Comune.
E qui entra in scena persino una balena.
Tra gli appuntamenti estivi hanno trovato spazio le serate dedicate all'archeologia e l'apertura del Museo Civico, dove uno degli elementi più curiosi e capaci di attirare l'attenzione, soprattutto dei bambini, è proprio la balena conservata all'interno della struttura.
Un modo diverso per avvicinare il pubblico alla storia e al patrimonio locale, inserendo il museo all'interno di una programmazione che ha cercato di mescolare linguaggi e pubblici differenti.
Lo stesso è avvenuto con il teatro, grazie alla compagnia locale, e con il cinema all'aperto, portato nelle diverse frazioni per tutto il mese di luglio.
E poi la musica.
Montopoli ha ospitato concerti e appuntamenti musicali, ma anche un'esperienza particolare: una masterclass di una scuola di musica romana, con una settimana di permanenza sul territorio e un concerto conclusivo. Un'iniziativa che Linda Vanni aveva sottolineato con particolare soddisfazione, vedendovi la possibilità per Montopoli di diventare un piccolo punto di riferimento anche per la formazione musicale.
Enogastronomia, dunque, ma non soltanto.
Guardando oggi a quella programmazione, emerge soprattutto il tentativo di costruire un'estate nella quale le iniziative diventassero occasioni per vivere i luoghi: il centro storico, il museo, le frazioni, i ristoranti, gli spazi destinati agli spettacoli.
E forse la battuta che attraversa l'intera intervista finisce davvero per raccontare Montopoli meglio di tante definizioni più solenni.
Si mangia, si beve, si ascolta musica. Ma soprattutto ci si incontra.
Perché una manifestazione può attirare qualcuno per un piatto al tartufo, un concerto o un film sotto le stelle. La vera sfida comincia dopo: fare in modo che quella persona scopra il territorio, torni una seconda volta e magari racconti ad altri ciò che ha trovato.
È anche così che un piccolo Comune può trasformare una sera d'estate in uno strumento di promozione e, prima ancora, in un'occasione di comunità.


