Impollinatori in declino, Alessandro Cini (Unipi): "I dati scientifici confermano il fenomeno"
Il docente dell’Università di Pisa a Punto Radio Cascina Notizie: tra le principali cause cambiamenti climatici, perdita degli habitat e pesticidi
Il declino degli insetti impollinatori non è soltanto una percezione, ma un fenomeno documentato dalla ricerca scientifica. A spiegarlo è Alessandro Cini, professore associato di Zoologia del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, intervistato venerdì 11 settembre da Carlo Palotti per Punto Radio Cascina Notizie.
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Secondo Cini, la diminuzione interessa non soltanto le api, ma anche farfalle, vespe e altre specie. In Italia, tra le oltre 280 specie di farfalle circa il 10% sarebbe in pericolo di estinzione o prossimo a esserlo; tra le specie di api monitorate, invece, la quota a rischio si attesterebbe tra il 15 e il 17%. Il fenomeno, precisa il docente, ha una dimensione mondiale.
Tra le cause principali vengono indicati cambiamento climatico, perdita e frammentazione degli habitat e utilizzo dei pesticidi. Questi ultimi, sottolinea Cini, possono produrre anche effetti non letali sugli insetti, compromettendo per esempio le capacità delle api di trovare il cibo o ritornare al nido.
Le conseguenze riguardano direttamente gli ecosistemi e l’agricoltura. L’impollinazione attraverso gli insetti coinvolge, secondo quanto spiegato nell’intervista, circa 180mila specie vegetali e una parte rilevante degli alimenti presenti sulle nostre tavole dipende da questo processo. La riduzione degli impollinatori può quindi contribuire a rendere gli ecosistemi più poveri e fragili.
Sul fronte delle possibili soluzioni, Cini evidenzia l’aumento dei programmi europei di monitoraggio e sensibilizzazione, ma richiama anche la necessità di considerare maggiormente la biodiversità nelle decisioni urbanistiche e agricole. Un contributo può arrivare anche dai cittadini, ad esempio riducendo prati ornamentali molto poveri di biodiversità.
Un ruolo possono averlo anche le aree verdi lasciate intenzionalmente meno sfalciate: se progettate correttamente, con piante adatte e una buona connessione tra gli spazi, possono offrire agli insetti risorse e punti di passaggio, oltre a svolgere una funzione di sensibilizzazione.



