Casciana Terme Lari, la cultura abita nei borghi: tre teatri e tanti luoghi da vivere
Il sindaco Paolo Mori a “Il Punto sui Comuni”: dal Castello dei Vicari alle piazze, un'estate di musica e spettacoli. Ma sono soprattutto i teatri a raccontare un territorio nel quale cultura significa anche incontro e comunità
C'è il piccolo teatro che diventa luogo di incontro per gli abitanti del paese. C'è quello che richiama artisti anche dall'estero. E poi c'è un teatro con platea, galleria e buca per l'orchestra che, per dimensioni e caratteristiche, sembra quasi sorprendente trovare in un centro delle dimensioni di Casciana Terme.
Tre realtà diverse che raccontano bene una delle caratteristiche di Casciana Terme Lari: un Comune nato dall'unione di territori con identità forti, nel quale cultura e spettacolo trovano spazio non soltanto nei grandi eventi, ma all'interno della vita stessa dei borghi.
È uno degli aspetti più interessanti emersi dall'intervista al sindaco Paolo Mori, realizzata lo scorso 7 agosto da Michele Del Ben per Il Punto sui Comuni, all'interno di Mezzogiorno in Punto su Punto Radio. Una conversazione che partiva dagli appuntamenti dell'estate per arrivare a raccontare qualcosa di più profondo: il patrimonio di luoghi culturali che il territorio è riuscito a conservare e mantenere vivi.
L'estate appena trascorsa ne ha offerto numerosi esempi.
Il Castello dei Vicari di Lari, uno dei simboli più conosciuti del territorio, è stato utilizzato ancora una volta come palcoscenico, ospitando tra l'altro musica barocca e un appuntamento ispirato al viaggio di Ulisse. Un modo per proporre qualcosa di diverso sia ai residenti sia ai numerosi turisti che nei mesi estivi scelgono le strutture ricettive e le case vacanza del Comune.
Ma il viaggio musicale non si è fermato al castello.
Piazza Matteotti a Lari ha ospitato Raphael Gualazzi, in un concerto che Mori ha ricordato con particolare entusiasmo, mentre a Casciana Terme è arrivata una proposta dedicata ai grandi brani della tradizione italiana.
Generi differenti, pubblici differenti e luoghi differenti. Una varietà che sembra essere stata una scelta precisa della programmazione estiva.
Accanto agli spettacoli hanno continuato però a vivere anche le iniziative più semplici e popolari.
La tradizionale Cocomerata di Lari, con cena e cocomero in piazza Matteotti e lungo via della Rimembranza, e la festa patronale con la cena sotto le stelle hanno rappresentato occasioni nelle quali il valore dell'appuntamento non stava soltanto nel programma proposto.
Mori utilizza infatti due parole che tornano spesso quando si parla dei piccoli centri: comunità e accoglienza.
Stare insieme significa anche permettere a chi sta trascorrendo qualche giorno sul territorio di entrare, sia pure temporaneamente, nella vita del paese e scoprire quella capacità di accogliere che il sindaco considera tipica dei suoi borghi.
Ma è parlando dei tre teatri che l'intervista assume probabilmente il suo aspetto più originale.
Quello di Casciana Alta viene descritto da Mori come una «piccola bomboniera». Non è tanto un luogo destinato a grandi cartelloni teatrali o musicali quanto uno spazio della comunità: vi si tengono riunioni con i cittadini, feste e momenti di aggregazione.
In questo caso il teatro torna quasi alla sua funzione più elementare: un luogo nel quale le persone si incontrano.
Completamente diversa la realtà del Teatro di Lari, legata da anni all'attività del regista Loris Seghizzi e all'esperienza di Collinarea. Uno spazio che Mori descrive come costantemente popolato, d'estate come d'inverno, e capace di richiamare anche artisti e operatori stranieri. Intorno a questa esperienza ruotano professionalità importanti, tra le quali il sindaco cita anche il tecnico del suono Mirco Mencacci.
E infine il teatro di Casciana Terme, che Mori considera uno dei veri fiori all'occhiello del Comune.
Una struttura con caratteristiche non comuni per un piccolo centro: galleria, platea e buca per l'orchestra. Un patrimonio ricevuto dalle generazioni precedenti, nato dall'esperienza del mutuo soccorso e oggi ancora utilizzato grazie a una gestione che, secondo il sindaco, sta ottenendo buoni risultati nonostante le difficoltà che attraversano molti teatri, anche nelle città più grandi.
Tre teatri, dunque, ma soprattutto tre modi differenti di intendere uno spazio culturale: luogo di comunità, laboratorio artistico, teatro nel senso più classico del termine.
Ed è forse proprio questa diversità a raccontare meglio Casciana Terme Lari.
Un territorio nel quale il Castello dei Vicari può ospitare uno spettacolo, una piazza trasformarsi nel palcoscenico di un grande concerto e un piccolo teatro diventare semplicemente il posto nel quale gli abitanti si riuniscono.
Perché tenere vivo un luogo della cultura non significa soltanto aprirne le porte: significa continuare a trovare una ragione per entrarci.


