Terricciola, non solo terra del vino: un viaggio tra sapori, arte, musica e cultura

Cronaca
Terricciola
Venerdì, 18 Settembre 2026

Il sindaco Matteo Arcenni ospite de “Il Punto sui Comuni”: dalle radici etrusche alle eccellenze agricole, dagli atelier degli artisti al Tersenum Festival e ai “Dialoghi in Borgo”

 

Dire Terricciola significa inevitabilmente pensare al vino. Ma fermarsi lì significherebbe raccontare soltanto una parte di un territorio che proprio attraverso il vino prova invece ad aprire le porte alla propria storia, all'agricoltura, all'arte, alla musica e alla cultura.

È questo il filo conduttore della tappa del 16 luglio de “Il Punto sui Comuni”, la rubrica di Mezzogiorno in Punto condotta da Michele Del Ben su Punto Radio. Ospite Matteo Arcenni, sindaco di Terricciola, chiamato a presentare un'estate particolarmente ricca di appuntamenti.

Il punto di partenza non poteva che essere il rapporto tra Terricciola e il vino. Un legame che, nelle parole del sindaco, va ben oltre la produzione e l'aspetto commerciale. Terricciola è infatti uno dei territori vitivinicoli più importanti della provincia di Pisa e della Toscana, ma quella cultura affonda le proprie radici molto più indietro nel tempo, fino agli Etruschi.

Dietro ogni bicchiere ci sono la storia delle famiglie, il lavoro e la fatica di generazioni. E accanto al vino c'è un'agricoltura che ha prodotto e continua a produrre olio, fragole, pesche e numerose altre eccellenze.

Terricciola resta dunque un Comune profondamente agricolo, ma vuole mostrare anche un altro volto: quello dell'arte e della cultura. Numerosi artisti vivono e lavorano sul territorio e aprono i propri atelier ai visitatori, aggiungendo così un altro tassello al racconto del paese. 

Un incontro tra mondi diversi che trova una delle sue espressioni in “Piatto di Vino”, l'evento in programma proprio nella serata del 16 luglio. Grazie anche alla collaborazione con l'artista Vanni Cuoghi, l'enogastronomia si unisce all'arte: chi partecipa non porta con sé soltanto il ricordo di una cena o di una degustazione, ma anche un'opera destinata a diventare testimonianza dell'esperienza vissuta a Terricciola.

La stessa filosofia accompagna Cantine in Musica, iniziativa partita a maggio e destinata a proseguire fino alla fine di luglio, e soprattutto il Tersenum Festival, nato dalla collaborazione con il Conservatorio Mascagni.

Per il secondo anno ville e luoghi privati del territorio vengono aperti al pubblico e trasformati in spazi nei quali ascoltare musica e, al termine dei concerti, degustare vini e prodotti locali. Il progetto, sviluppato insieme al direttore del Conservatorio Federico Rovini e al maestro Marco Vanni, permette così di scoprire ambienti normalmente non accessibili e contemporaneamente di recuperare anche una parte della memoria agricola locale.

Tra le degustazioni trovano infatti spazio varietà di uva oggi meno diffuse, come la Colombana, il Moscato d'Amburgo e il Bordeaux: uve da tavola che un tempo erano molto più comuni e che fanno parte della storia di questa terra. 

Ma cultura a Terricciola significa anche libri, confronto e memoria. Torna infatti “Dialoghi in Borgo”, rassegna arrivata alla terza edizione e in programma tra luglio e settembre.

Arcenni non ha voluto svelare tutti gli ospiti, lasciando volutamente un po' di suspense, ma ha anticipato il primo nome: Mario Giordano, atteso a fine luglio.

La rassegna punta però soprattutto a costruire un percorso attraverso la storia italiana, affrontando temi legati all'Unità d'Italia, al ruolo delle donne e alla conquista della libertà. Nell'edizione di quest'anno particolare attenzione sarà riservata agli ottant'anni dal voto alle donne, passaggio fondamentale nel cammino verso una democrazia pienamente partecipata e una società nella quale tutti possano esprimere liberamente le proprie opinioni. 

Ne emerge così l'immagine di una Terricciola che utilizza le proprie eccellenze non come punto d'arrivo, ma come porta d'ingresso.

Il vino rimane uno dei suoi simboli più conosciuti, ma accanto a un calice possono esserci un'opera d'arte, un concerto dentro una villa normalmente chiusa al pubblico, un vitigno quasi dimenticato, un libro o una conversazione sulla storia del Paese.

Ed è forse proprio questa la chiave del racconto proposto dal sindaco Arcenni: non invitare semplicemente qualcuno a visitare Terricciola, ma offrirgli l'occasione di viverla.

Perché un territorio si ricorda ancora di più quando, oltre ad averlo visto, si ha la sensazione di averne conosciuto almeno un pezzo della sua anima.

 

 



 

luca.barboni