Concia, pelle e cuoio esclusi dalle nuove regole europee sulla deforestazione
Il PD regionale e Forza Italia Pisa intervengono sulla modifica dell’EUDR. Al centro le conseguenze per il distretto di Santa Croce e del Valdarno Inferiore
Pelle e cuoio bovini escono dall’ambito di applicazione del regolamento europeo contro la deforestazione, l’EUDR.
La Commissione europea aveva adottato il 13 luglio l’atto delegato che elimina dall’elenco dei prodotti interessati pelli bovine grezze, conciate e ulteriormente lavorate.
La decisione interessa direttamente il distretto conciario di Santa Croce sull’Arno e del Valdarno Inferiore e viene commentata, con differenti rivendicazioni sul percorso che ha portato al risultato, dal Partito Democratico in Consiglio regionale e da Forza Italia Pisa.
Ha scritto il Partito Democratico in Consiglio regionale della Toscana.
«La Commissione europea ha adottato ufficialmente le modifiche all’ambito di applicazione delle nuove norme dell’Unione contro la deforestazione, escludendo la filiera della pelle dagli obblighi del Regolamento EUDR. È la notizia che aspettavamo: una vittoria del buon senso e di un comparto fondamentale per l’economia qual è il distretto conciario di Santa Croce sull'Arno e di tutto il Valdarno Inferiore».
Lo dichiara Matteo Trapani, consigliere regionale del Partito Democratico, commentando gli sviluppi arrivati da Bruxelles.
«Questa decisione sana un paradosso normativo che rischiava di penalizzare ingiustamente un comparto d'eccellenza. La pelle animale, infatti, è un sottoprodotto della filiera alimentare che l'industria conciaria recupera e trasforma, evitando così lo smaltimento di milioni di tonnellate di scarti altrimenti destinati alle discariche. Non si abbattono foreste per produrre pellame: la concia rappresenta storicamente la forma più autentica e matura di economia circolare. Questa modifica dimostra che è possibile coniugare concretamente gli obiettivi di sostenibilità e tutela ambientale dell'EUDR con la salvaguardia della produzione e del lavoro, liberando le nostre imprese da un carico burocratico sproporzionato che nulla avrebbe aggiunto alla lotta contro la deforestazione».
«Desidero rinnovare un sentito ringraziamento all'eurodeputato Dario Nardella per il grande lavoro svolto e per l'interlocuzione diretta con la Commissione europea, portando avanti con determinazione le istanze arrivate dal territorio e alla commissione Sviluppo economico del Consiglio regionale che, con la sua presidente Brenda Barnini, aveva lavorato a una risoluzione che è stata poi votata all’unanimità. Ma un ringraziamento altrettanto profondo e doveroso va a tutte le associazioni di categoria e ai sindacati per la stretta collaborazione, la disponibilità al confronto e l’impegno profuso senza sosta in questi mesi. È stato uno straordinario sforzo collettivo di tutto il territorio, nel quale ognuno ha dato il massimo e in cui noi, come istituzioni, abbiamo cercato di svolgere fino in fondo la nostra parte».
Il consigliere regionale richiama quindi la forza del percorso condiviso: «Il ciclo di confronti e tavoli di lavoro avviato nel Valdarno pisano con le imprese, i lavoratori, le organizzazioni datoriali e sindacali ha dimostrato quanto sia decisiva la coesione di tutta la filiera. È solo attraverso un dialogo costante con chi vive e lavora quotidianamente nel distretto che si possono costruire risposte efficaci alle sfide dei mercati globali e della transizione ecologica. Anche in Regione continueremo a sostenere con forza questo metodo e questo percorso unitario che non si esaurisce con la modifica delle norme europee, ma guarda al rilancio, alla competitività e alla tutela occupazionale dell'intero settore».
Ha scritto Forza Italia Pisa.
Da oggi è definitivo. La pelle bovina e il cuoio non rientrano più nel regolamento europeo contro la deforestazione (EUDR). Il termine entro cui Parlamento europeo e Consiglio potevano opporsi all'atto delegato adottato dalla Commissione a luglio è scaduto senza obiezioni e manca soltanto la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Si chiude una vicenda che per tre anni ha tenuto sotto minaccia un settore che vale un quarto della produzione mondiale di pelli finite, con 18.000 addetti in Italia e 5.600 nel solo comprensorio del Cuoio.
Il regolamento avrebbe imposto alle concerie di risalire al pascolo di origine di ogni singola pelle, dopo il passaggio per allevamenti, macelli e commercianti di decine di Paesi. Un obbligo materialmente impossibile su una materia prima che nessuno alleva per ricavarne la pelle, sottoprodotto della filiera della carne. A tutti gli effetti uno scarto di lavorazione che la nostra filiera trasforma in un prodotto invidiato da tutto il mondo. Lo studio della Scuola Superiore Sant'Anna aveva misurato il danno, fino al 15,5% di domanda in meno, senza trovare alcun legame diretto tra pelle e deforestazione.
Forza Italia ha seguito il dossier dall'inizio. Dal confronto con UNIC-Concerie Italiane nel comprensorio del Cuoio nella primavera del 2025 all'incontro alla Farnesina del giugno 2025, in cui il ministro Tajani ha ricevuto la delegazione del partito con i vertici delle concerie e ha poi scritto alla presidente von der Leyen e al vicepresidente Dombrovskis, fino ai contributi alla consultazione pubblica della scorsa primavera. Nel mezzo, l'eurodeputato De Meo ha portato i conciatori e i loro dati al Parlamento europeo, dove il Partito Popolare Europeo ha fatto la differenza.
«È un risultato che porta la firma di chi ci ha lavorato quando l'esito non era affatto scontato. Ringraziamo il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, che ha portato il caso delle concerie italiane direttamente ai vertici della Commissione; la vicesegretaria nazionale Deborah Bergamini, che ha accompagnato il lavoro del territorio fino a Roma; l'eurodeputato Salvatore De Meo, che ha seguito il fascicolo dalla prima ora, e con lui tutta la delegazione di Forza Italia a Bruxelles, in un Parlamento dove non tutti i gruppi hanno sostenuto questa revisione. Le concerie conoscono la cronologia di questa vicenda e sanno chi si è speso nelle sedi istituzionali quando il risultato era ancora lontano e chi lo rivendica a cose fatte. Il regolamento nasceva da buoni intenti e stava diventando una minaccia per una filiera che con la deforestazione non ha nulla a che vedere. Ha vinto il buon senso, e ha vinto perché qualcuno ha lavorato per farlo vincere», dichiarano Marco Stella, segretario regionale di Forza Italia Toscana, Lorenzo Paladini, segretario provinciale di Forza Italia Pisa, e Michele Altini, vice segretario responsabile per il comprensorio del Cuoio.



