Santa Luce, dove tradizione, ambiente e spiritualità raccontano un territorio dalle molte anime

Cultura
Santa Luce
Venerdì, 25 Settembre 2026

Il vicesindaco Patrizio Lo Prete ospite de “Il Punto sui Comuni”: dall'Eco Festival all'Agrifest e alle feste popolari, fino ai cinquant'anni dell'Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, capace di richiamare visitatori durante tutto l'anno

Un territorio profondamente legato alle proprie radici contadine, ma che nel corso degli anni ha saputo accogliere esperienze, culture e sensibilità molto diverse. A Santa Luce convivono agricoltura e turismo, feste popolari e attenzione all'ambiente, tradizione cattolica e spiritualità buddhista.

È questo il quadro emerso il 4 agosto durante la tappa de “Il Punto sui Comuni”, la rubrica di Mezzogiorno in Punto condotta da Michele Del Ben su Punto Radio. Ospite Patrizio Lo Prete, vicesindaco e assessore al Turismo del Comune di Santa Luce, chiamato a raccontare gli appuntamenti dell'estate e alcune delle caratteristiche che rendono particolare questo territorio.

Tra le iniziative più originali c'è sicuramente “A piedi nudi Eco Festival”, in programma dal 13 al 16 agosto.

La manifestazione nasce dall'impegno di un'associazione composta in gran parte da giovani particolarmente sensibili ai temi ambientali ed ecologici. Un lavoro che non si limita ai giorni del festival, ma prosegue durante l'anno attraverso iniziative dedicate alla sensibilizzazione sui grandi temi del nostro tempo, a cominciare dal cambiamento climatico.

Dal 13 al 16 agosto riflessione e divulgazione si uniranno però anche alla socialità: musica, divertimento e ristorazione accompagneranno gli incontri dedicati all'ambiente, con l'obiettivo di affrontare argomenti importanti senza rinunciare alla dimensione di festa e condivisione.
Un'altra anima di Santa Luce emerge invece attraverso l'Agrifest, appuntamento che riporta in primo piano la tradizione agricola del territorio.

Lo Prete ha ricordato come il Comune abbia attraversato negli ultimi anni le stesse trasformazioni vissute da molte piccole realtà toscane.

L'agricoltura continua ad avere un ruolo importante, ma accanto ad essa è cresciuta sempre di più la componente turistica.

L'Agrifest diventa quindi un'occasione per mantenere vivo il legame con il mondo contadino e per dare visibilità alle produzioni locali. Sul territorio opera anche un'importante cooperativa agricola, con produzioni che puntano fortemente sulla filiera locale e con il coinvolgimento diretto degli agricoltori.

Non soltanto una festa, dunque, ma un modo per ricordare da dove viene Santa Luce proprio mentre il territorio sta progressivamente modificando la propria vocazione economica.

Accanto all'Agrifest rimangono poi gli appuntamenti della tradizione, come le celebrazioni di San Bartolomeo.

Ed è proprio parlando delle feste locali che il vicesindaco sottolinea un aspetto particolarmente importante: il calendario estivo non è soltanto il risultato dell'attività dell'amministrazione comunale.

Dietro molte iniziative c'è una rete di associazioni e volontari che dedica tempo ed energie all'organizzazione di sagre e manifestazioni. E spesso ciò che viene raccolto durante questi appuntamenti torna direttamente alla comunità, contribuendo al miglioramento delle strutture e al sostegno delle attività locali.

Un meccanismo virtuoso nel quale la festa diventa quindi anche strumento di socialità e solidarietà: ciò che nasce nel paese, in qualche modo, rimane nel paese.

Ma c'è un'altra caratteristica che rende Santa Luce, e in particolare la frazione di Pomaia, un luogo decisamente particolare.

Qui ha sede l'Istituto Lama Tzong Khapa, centro legato alla tradizione del buddhismo tibetano che proprio nel 2026 celebra cinquant'anni di presenza sul territorio.

Mezzo secolo nel quale quella che poteva apparire inizialmente come l'arrivo di una realtà completamente estranea alla tradizione locale si è trasformata, secondo Lo Prete, in una vera esperienza di integrazione.

La vocazione agricola e contadina del territorio ha incontrato così una nuova dimensione spirituale e culturale. E gli effetti sono andati ben oltre l'aspetto religioso.

L'Istituto richiama infatti persone durante tutto l'anno, contribuendo in maniera importante anche alla crescita turistica di Pomaia. Non vi si svolgono soltanto attività strettamente legate al buddhismo tibetano: nel tempo il centro ha ospitato neuroscienziati, letterati e artisti, trasformandosi in un luogo di incontro tra discipline, esperienze e culture differenti.

Una presenza che ha contribuito a far conoscere il nome di Pomaia e Santa Luce ben oltre i confini della provincia e della Toscana.

E proprio questo rapporto sarà nuovamente protagonista a settembre con il Festival del Tibet, altro appuntamento richiamato durante l'intervista.

Ne esce il ritratto di un piccolo Comune nel quale convivono realtà apparentemente molto lontane fra loro.

Ci sono gli agricoltori che continuano a custodire la tradizione della terra e i giovani che discutono di cambiamento climatico; le feste di San Bartolomeo e una comunità buddhista radicata ormai da mezzo secolo; le sagre organizzate dai volontari e visitatori che arrivano a Pomaia da ogni parte del mondo.

Elementi diversi che, anziché cancellarsi a vicenda, sembrano essere diventati nel tempo parti della stessa identità.

Ed è forse proprio questa la caratteristica più interessante della Santa Luce raccontata da Patrizio Lo Prete: un territorio piccolo per dimensioni, ma sufficientemente aperto da riuscire a conservare le proprie radici e, contemporaneamente, accogliere qualcosa che cinquant'anni fa poteva sembrare lontanissimo.

Per scoprire, alla fine, che tradizione e cambiamento non devono necessariamente essere avversari.

 

 



 

luca.barboni