Castelfranco di Sotto, industria, turismo e sociale: le sfide di un territorio che cambia

Cronaca
Cuoio
Lunedì, 28 Settembre 2026

Il sindaco Fabio Mini ospite de “Il Punto sui Comuni”: dalla crisi del comparto moda alla necessità di trovare nuove opportunità di sviluppo, fino alle crescenti richieste sul fronte sociale. «Il sindaco è la trincea della politica»

 

Un territorio che per decenni ha costruito una parte importante della propria identità e della propria ricchezza sul lavoro e sull'industria e che oggi deve confrontarsi con una fase di profonda trasformazione.

È la Castelfranco di Sotto raccontata dal sindaco Fabio Mini, ospite de “Il Punto sui Comuni”, la rubrica di Mezzogiorno in Punto condotta da Michele Del Ben su Punto Radio.

Il punto di partenza è ancora una volta il calendario delle iniziative. Dopo un anno particolarmente ricco, dal Palio alle sagre fino al Carnevale, la fine dell'estate e l'arrivo dell'autunno non significano affatto lo stop agli appuntamenti.

Ripartono le iniziative sportive, tra cui la Quattro Passi in Valdarno e il Memorial Sergio Mariotti, mentre tornano le sagre organizzate dalle contrade. A ottobre sarà poi la volta di un altro degli appuntamenti tradizionali, la Sagra del Porcino e della Chianina, prima di arrivare alle iniziative natalizie organizzate sia dalla Pubblica Assistenza che nel centro storico grazie al Centro Commerciale Naturale.

Ed è proprio parlando del centro storico che Mini introduce quasi incidentalmente uno dei problemi del paese, ricordando quei negozi, ormai purtroppo pochi, che continuano comunque a contribuire in maniera importante alla sua vitalità.

Ma Castelfranco di Sotto significa soprattutto Comprensorio del Cuoio, uno dei distretti produttivi più importanti della Toscana.

E qui il sindaco non nasconde le difficoltà.

La crisi generale del settore della moda ha avuto conseguenze anche sul territorio, provocando una perdita di posti di lavoro. Mini ricorda però contemporaneamente la straordinaria rilevanza economica di un comprensorio che, pur contando meno di centomila abitanti, secondo i dati da lui citati produce tra il 7 e l'8 per cento del PIL della Toscana.

La grande specializzazione raggiunta nel settore conciario e nelle altre lavorazioni ha permesso alle imprese locali di entrare nella filiera delle grandi firme internazionali, trasformando la pelle in prodotti di altissima qualità destinati ai mercati di tutto il mondo.

Ma proprio perché il mondo della moda sta attraversando una fase complicata, per Mini occorre cominciare a immaginare anche altre possibilità.

Una di queste è il turismo.

Castelfranco si trova in una posizione geografica particolarmente favorevole, nel cuore della Toscana e a distanza relativamente breve da numerose città d'arte. Una collocazione che, secondo il sindaco, potrebbe permettere al territorio di proporsi come punto di partenza per conoscere non soltanto le bellezze locali, ma una parte molto più ampia della regione.

Non significa abbandonare la vocazione produttiva che ha fatto la storia del Comprensorio, ma provare ad affiancarle nuove opportunità, diversificando un'economia che per molti anni ha potuto contare sulla forza di un settore trainante.

Accanto alla questione economica ce n'è però un'altra altrettanto complessa: quella sociale.

Mini descrive una realtà nella quale le richieste di sostegno alle famiglie sono cresciute notevolmente. Nel centro storico, secondo i dati citati dal sindaco, il 47 per cento dei residenti proviene dall'estero, mentre nell'intero Comune la popolazione straniera rappresenterebbe circa un quarto del totale.

Una presenza che ha contribuito alla vita e alla forza lavoro del territorio ma che, in presenza di nuclei familiari numerosi e spesso con un solo reddito, comporta anche una forte domanda di servizi e sostegni economici.

Il sindaco parla apertamente di una situazione difficile per il sistema sociale comunale e ricorda come problematiche analoghe interessino più in generale il Comprensorio del Cuoio, con particolare riferimento anche alla vicina Santa Croce sull'Arno.

È uno dei passaggi più delicati dell'intervista e anche uno di quelli che mostrano quanto sia cambiato, negli anni, il lavoro di un amministratore locale.

Quando infatti gli viene chiesto cosa significhi oggi essere sindaco di Castelfranco di Sotto, Mini utilizza un'espressione particolarmente efficace: «Il sindaco è praticamente la trincea della politica».

Il motivo è semplice. Il primo cittadino è la figura istituzionale che le persone incontrano per strada, quella alla quale raccontano direttamente un problema e dalla quale si aspettano spesso una soluzione.

Ed è proprio questo rapporto immediato con i cittadini a rappresentare, per Mini, uno degli aspetti più belli del proprio incarico.
Ma è anche qui che nasce una delle maggiori frustrazioni.

I Comuni, sostiene il sindaco, dispongono di risorse sempre più insufficienti rispetto alle necessità di manutenzione, dalle strade agli interventi più importanti. Allo stesso tempo, molte competenze che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini fanno riferimento ad altri livelli istituzionali o ad organismi sovracomunali.

Il risultato è quasi un paradosso: il sindaco rimane la persona alla quale il cittadino si rivolge per prima, ma non sempre possiede gli strumenti per intervenire direttamente sul problema che gli viene sottoposto.

Ed è forse proprio questa immagine a sintetizzare meglio la Castelfranco raccontata da Fabio Mini.

Una comunità abituata a produrre e lavorare, oggi costretta a misurarsi con una crisi che arriva da mercati molto più grandi dei propri confini; un territorio che cerca nuove strade senza rinnegare la propria identità industriale; un sistema sociale chiamato a rispondere a bisogni sempre più complessi.

Ma anche un paese nel quale il rapporto diretto tra amministratori e cittadini continua ad avere un peso particolare.

Perché amministrare un Comune significa certamente progettare il futuro, attrarre investimenti e trovare nuove occasioni di sviluppo. Ma significa anche uscire dal municipio, attraversare una piazza ed essere fermati da qualcuno che ha un problema da raccontare.

Ed è lì, in quella “trincea della politica” evocata da Mini, che spesso comincia — e qualche volta finisce — il lavoro quotidiano di un sindaco.

 

 



 

luca.barboni