Cordoglio a Cascina per la scomparsa di Amedeo Picchiotti

Cronaca
Cascina
Lunedì, 28 Settembre 2026

Aveva 61 anni e per tantissimi Cascinesi era semplicemente “Amedeo”. Per anni aveva percorso quasi quotidianamente Corso Matteotti. Schivo e riservato, regalava però a tutti quel piccolo cenno della mano che era diventato il suo inconfondibile saluto

 

Ci sono persone delle quali sappiamo poco o niente. Non conosciamo la loro storia, magari non abbiamo mai scambiato con loro più di qualche parola. Eppure, quando improvvisamente non ci sono più, ci accorgiamo che facevano parte anche della nostra vita.

A Cascina, Amedeo era una di queste persone.

La notizia della scomparsa di Amedeo Picchiotti, 61 anni, ha cominciato a circolare nelle scorse ore sui social cascinesi e sono bastate poche righe perché intorno al suo nome si raccogliessero decine di ricordi.

Per molti, in realtà, non c'era bisogno neppure del cognome. Era semplicemente Amedeo.

Chi negli ultimi anni ha frequentato il centro di Cascina difficilmente può non averlo incontrato. Corso Matteotti era quasi casa sua. Lo percorreva avanti e indietro, spesso insieme a qualche amico, in quelle lunghe passeggiate che erano diventate una presenza abituale nel cuore della città.

Era schivo, riservato. Non cercava facilmente il contatto con gli altri e non era uomo da lunghe conversazioni. Ma aveva un modo tutto suo di farsi conoscere: quel breve cenno della mano con il quale salutava chi incontrava. Qualche volta accompagnato da un sorriso.
Un gesto piccolo, quasi niente. Eppure è proprio quel gesto che ritorna continuamente nei tanti messaggi comparsi dopo la notizia della sua morte.

«Una persona gentile ed era sempre il primo che salutava». «Ogni volta ci salutavamo e si scambiava qualche battuta». «Rimane nel cuore il suo sorriso gentile». E ancora: «Passava da casa mia a piedi come sempre, ha alzato la mano come sempre, regalandomi anche un sorriso».

Parole semplici, come semplice era quel rapporto costruito negli anni fra Amedeo e tantissimi cascinesi.

Originario di Livorno, viveva in località Canniccia. Qualcuno ricorda anche sua madre, pastora prima della pensione, descritta come una donna dal sorriso e dalla battuta pronta. Di Amedeo, invece, molti sottolineano la gentilezza, l'educazione e una cultura che sorprendeva chi aveva avuto occasione di fermarsi a parlare con lui.

«Amedeo era di intelligenza non comune», ha scritto chi per primo ne ha annunciato pubblicamente la scomparsa, definendolo «l'amico di tutti».

Forse è proprio questa la definizione che più gli si addice.

Perché Amedeo probabilmente non conosceva davvero tutti. E tutti, certamente, non conoscevano davvero lui. Ma tutti conoscevano Amedeo.

Lo conoscevano i commercianti, gli avventori dei bar, chi abitava lungo il suo percorso, chi attraversava ogni giorno il centro. C'era chi scambiava con lui qualche parola e chi non gli aveva mai parlato. Ma quasi tutti avevano ricevuto, almeno una volta, quel suo saluto.

Nella mattinata di oggi sono state celebrate le esequie previste per chi non dispone di familiari o di mezzi per provvedervi e Amedeo è stato quindi sepolto nel cimitero di Visignano.

Anche questo particolare ha contribuito a rendere ancora più forte la commozione di tanti cascinesi.

«Mi dispiace tanto, se ne è andato un signore». «Una persona educatissima, gentilissima come pochi». «Lasci un vuoto, mi mancherà molto il tuo saluto». Qualcuno lo ha definito addirittura «l'uomo più gentile del mondo».

E poi c'è un messaggio che, forse più degli altri, riesce a raccontare ciò che Amedeo rappresentava per Cascina: «Non ho mai parlato con lui. Ogni volta che arrivava al bar sorrideva e salutava tutti. Mi è sempre sembrata una persona molto educata. Ci mancherà». Non averci mai parlato e sentire comunque che ci mancherà.

Forse sta tutta qui la storia di Amedeo.

Da domani qualcuno percorrerà Corso Matteotti e, quasi senza pensarci, cercherà con lo sguardo quella figura familiare che per tanti anni ne ha fatto parte. Non la troverà.

E forse soltanto allora si renderà conto di quanto possa diventare importante, nella vita quotidiana di una piccola città, anche un semplice cenno della mano.

 

 



 

luca.barboni