Cascina, una città “costellazione” che cambia senza dimenticare la propria identità

Cronaca
Cascina
Martedì, 29 Settembre 2026

Il sindaco Michelangelo Betti ospite in studio de “Il Punto sui Comuni”: dal lavoro che ha segnato la storia del territorio alle nuove imprese tecnologiche, dal futuro del commercio alle tante frazioni. E sul ruolo dell'informazione locale: «È una garanzia per notizie di qualità»

 

Questa volta non c'era un telefono a separare lo studio dall'ospite.

Per l'ultima tappa de “Il Punto sui Comuni”, la rubrica di Mezzogiorno in Punto condotta da Michele Del Ben su Punto Radio, il sindaco Michelangelo Betti ha infatti percorso i pochi passi che separano il municipio dagli studi dell'emittente ed è venuto direttamente a raccontare la sua Cascina.

Una tappa inevitabilmente particolare. Perché per Punto Radio, Cascina non è semplicemente uno dei Comuni della provincia di Pisa: è casa. Qui l'emittente è nata quasi cinquant'anni fa e da qui ha raccontato mezzo secolo di trasformazioni politiche, sociali ed economiche del territorio.

E allora, nell'intervista del 4 settembre, la domanda di partenza non poteva essere semplicemente cosa sta facendo oggi l'amministrazione. Si è cercato piuttosto di capire che cosa sia diventata Cascina e quale città voglia essere negli anni a venire.
Per Betti, se esiste una parola capace di sintetizzare l'identità più autentica del territorio, quella parola è lavoro.

Cascina è stata storicamente una realtà manifatturiera: i laterizi a San Frediano a Settimo, le tessiture a Navacchio, il mobile nel capoluogo, senza dimenticare un'agricoltura che ha avuto a lungo un peso importante.

Quel mondo nel tempo è profondamente cambiato.

Sono cresciuti il commercio e i servizi, ma soprattutto si sono affacciate nuove aziende impegnate nella ricerca, nell'innovazione tecnologica e nella ricerca applicata. Settori lontanissimi dalle vecchie botteghe artigiane, ma che secondo il sindaco mantengono un filo con la storia produttiva del territorio: la centralità delle piccole e medie imprese e del lavoro.

Basta tornare idealmente alla Cascina della metà degli anni Settanta per rendersi conto della trasformazione.

Allora il Corso e molte altre strade erano ancora popolati dalle botteghe artigiane. In cinquant'anni la città ha saputo modificare la propria struttura economica, diversificando i settori produttivi e facendo crescere la componente commerciale.

Ma è cambiata anche la popolazione.

Betti cita un dato particolarmente significativo: ogni anno arrivano a Cascina circa 1.500 nuovi residenti, mentre circa 1.300 lasciano il Comune. Un ricambio tale che, secondo il sindaco, nell'arco degli ultimi dieci anni è cambiato circa un terzo dei residenti.

Se nei decenni passati Cascina era stata meta soprattutto di migrazione interna italiana, attratta dalle opportunità di lavoro del territorio e delle vicine Pisa e Pontedera, oggi è diventata anche una realtà fortemente multiculturale, con 110 nazionalità presenti.

Una città che cambia, dunque, ma che mantiene una posizione geografica strategica.

Ed è qui che Betti utilizza un'altra immagine particolarmente efficace.

La valle dell'Arno rappresenta, nelle sue parole, la spina dorsale economica della Toscana. E se quella è la spina dorsale, Cascina è una delle sue vertebre.

Una posizione che non è soltanto geografica, ma che può determinare il ruolo futuro del Comune. La sfida consiste allora nel comprendere come sfruttarla e valorizzarla, facendo di Cascina un nodo sempre più importante di quell'area economicamente forte che attraversa la Toscana lungo l'Arno.

C'è però una questione con la quale la città si confronta ormai da anni: la vitalità del centro storico.

Il sindaco la inserisce in un fenomeno molto più ampio, quello della trasformazione del commercio tradizionale di fronte alla crescita degli acquisti online.

Alcune attività soffrono inevitabilmente più di altre. Crescono invece i servizi alla persona, che per loro stessa natura non possono essere trasferiti sul web: parrucchieri, estetica, bar e attività nelle quali il rapporto diretto continua ad essere indispensabile.

Ci sono poi commercianti che sono riusciti a combinare clientela locale e vendita online, adattandosi a un mercato completamente diverso.

L'amministrazione, ricorda Betti, ha provato negli anni ad accompagnare questa trasformazione attraverso contributi per favorire nuovi insediamenti commerciali, eventi sul corso e anche mantenendo Cascina tra i Comuni senza parcheggi a pagamento.

Ma nessun intervento comunale, da solo, può cancellare una trasformazione che riguarda il modo stesso nel quale oggi le persone acquistano e vivono i centri cittadini.

E poi ci sono le frazioni.

Anzi, forse sarebbe più corretto dire i tanti centri che compongono Cascina.

Betti sottolinea quanto sia ancora forte l'identità delle singole comunità: chi vive da sempre in una frazione sente profondamente la propria appartenenza. E il sindaco considera questa caratteristica non un problema, ma un valore.

Per descriverla recupera una definizione utilizzata anni fa da un suo predecessore: Cascina non è un “Comune cometa”, con un grande centro e una lunga coda di periferie.

È piuttosto un “Comune costellazione”.

Tanti centri, ciascuno con la propria storia e identità, che devono però riuscire a riconoscersi all'interno dello stesso territorio. E secondo Betti tenere presente questa immagine aiuta anche ad amministrare meglio un Comune così articolato.

L'ultima domanda, inevitabilmente, torna invece a Punto Radio.

Cinquant'anni di vita dell'emittente significano anche cinquant'anni trascorsi a raccontare Cascina. E nell'epoca dei social network, dell'informazione frammentata e delle notizie che circolano continuamente sugli smartphone, quale spazio rimane per una radio e per una testata giornalistica locale?

Per Betti il loro ruolo resta essenziale.

Le testate registrate hanno responsabilità e doveri rispetto alle informazioni che pubblicano e proprio questo, secondo il sindaco, rappresenta una garanzia che la semplice “autoinformazione” online non sempre riesce ad offrire.

Per questo è importante che continuino ad esistere molte voci dell'informazione locale: perché la pluralità, quando accompagnata dalla responsabilità giornalistica, contribuisce alla qualità delle notizie.

Ed è quasi inevitabile che “Il Punto sui Comuni” si chiuda proprio così.

Dopo aver attraversato per settimane borghi, città, territori agricoli, realtà industriali, località turistiche e piccoli Comuni dell'entroterra pisano, l'ultima tappa riporta Punto Radio nel luogo dal quale tutto è partito.

Una Cascina profondamente diversa da quella delle botteghe artigiane di cinquant'anni fa, attraversata da nuovi residenti, nuove imprese e nuove forme di commercio, ma ancora fortemente legata a un'identità costruita sul lavoro e sulle sue tante comunità.

Una costellazione, appunto.

E forse anche una radio locale, dopo cinquant'anni, serve a questo: tenere insieme quelle stelle, raccontandole una per una senza perdere mai di vista il disegno complessivo.

 

 



 

luca.barboni