Rivolta al carcere Don Bosco di Pisa: detenuti barricati e la protesta finisce in diretta su TikTok

Cronaca
PISA e Provincia
Mercoledì, 30 Settembre 2026

Momenti di altissima tensione nel penitenziario pisano. Circa 40 reclusi della sezione Giudiziario barricati contro gli agenti in assetto anti-sommossa: da Firenze arrivano i rinforzi

PISA - Serata di altissima tensione e scontro aperto all'interno della Casa circondariale Don Bosco di Pisa. Intorno alle 18:00 di oggi, mercoledì 30 settembre 2026, è scoppiata una violenta rivolta che ha visto coinvolti circa 40 detenuti della sezione "secondo giudiziario", i quali si sono barricati al piano rifiutando di far entrare il personale e dando vita a una fittta sassaiola con lancio di oggetti e acqua verso gli agenti della Polizia Penitenziaria.

I reclusi hanno chiesto un colloquio immediato con la direttrice della struttura e con il comandante della Polizia Penitenziaria per presentare le proprie rivendicazioni. La situazione è apparsa fin da subito criticità al punto da richiedere l'intervento di supporto da parte della Questura di Pisa e l'invio d'urgenza dei reparti speciali della Penitenziaria giunti da Firenze. Fuori dai cancelli della struttura di via Don Bosco si sono radunati diversi automezzi delle forze dell'ordine e dei soccorsi, mentre all'interno gli agenti, equipaggiati con scudi, caschi e manganelli, sono intervenuti in assetto anti-sommossa, facendo ricorso anche al lancio di fumogeni e lacrimogeni per cercare di riprendere il controllo del braccio e sbaragliare le barricate erette tra le inferriate e le scale di collegamento.

A rendere ancora più surreale e senza precedenti il quadro della protesta è stata la trasmissione in tempo reale degli scontri sui social network. Un detenuto di nazionalità albanese ha infatti avviato una diretta streaming su TikTok da una cella, mostrando i momenti concitati della sommossa a circa 15 mila spettatori collegati contemporaneamente. Nel video, oltre alle immagini degli agenti schierati lungo le scale oltre le sbarre, sono stati mostrati alcuni dispositivi elettronici, facendo intendere che la scintilla della rivolta sia scoccata proprio a seguito dei controlli e del sequestro di telefoni cellulari all'interno delle celle. Durante la trasmissione si sono distinti chiaramente attimi di panico e voci che richiedevano l'intervento del personale medico e delle ambulanze.

L'episodio odierno rappresenta l'ennesima ed ennesima spia d'allarme sulle criticità strutturali del penitenziario pisano. Da tempo la Camera Penale di Pisa, le associazioni di volontariato e la Garante dei diritti dei detenuti denunciano le condizioni insostenibili del Don Bosco, gravato da un forte sovraffollamento che conta oltre 300 reclusi — situazione peggiorata di recente anche a seguito della chiusura di una sezione del carcere di Sollicciano e del conseguente trasferimento di detenuti a Pisa — unitamente a gravissime carenze igienico-sanitarie, presenze di cimici nei letti e un numero del tutto insufficiente di docce a disposizione della popolazione carceraria.

 



 

massimo.corsini