Biancoforno: è il giorno dello sciopero. Lavoratori in presidio a Fornacette

Cronaca
Calcinaia
Giovedì, 1 Ottobre 2026

Alta adesione alla mobilitazione indetta dalla Flai Cgil. In piazza anche i vertici nazionali del sindacato, M5S e Sinistra Italiana: «Servono dignità e confronto, reintegrare subito il lavoratore licenziato»

FORNACETTE - Braccia incrociate e cancelli presidiati fin dalle prime ore del mattino. Si accende la vertenza allo stabilimento alimentare Biancoforno di via Mazzei a Fornacette, nel comune di Calcinaia, dove è in corso oggi, giovedì 1° ottobre, lo sciopero generale delle lavoratrici e dei lavoratori proclamato dalla Flai Cgil, accompagnato da un partecipato presidio a partire dalle 9:30 davanti all'ingresso dell'azienda.

A guidare la protesta ci sono i vertici nazionali e regionali del sindacato: al fianco delle maestranze sono infatti presenti il segretario generale nazionale della Flai Cgil Giovanni Mininni e il segretario generale della Cgil Toscana Rossano Rossi.

Al centro della mobilitazione c'è una spaccatura ormai profonda con la proprietà. Il fattore scatenante è la richiesta del reintegro immediato di un dipendente licenziato dopo trent'anni di servizio, ma l'elenco delle contestazioni sindacali tocca l'intera organizzazione del lavoro nello stabilimento. I lavoratori denunciano orari comunicati con preavvisi minimi anche la sera prima via chat, un prolungato ricorso al precariato, l'uso forzato dei permessi retribuiti (ROL) nei periodi di scarico produttivo, ostacoli allo svolgimento delle assemblee e un clima di forte tensione interna alimentato da contestazioni disciplinari. La Cgil punta inoltre il dito contro la mancanza di un tavolo di confronto di merito sul piano industriale e sulle relative ricadute occupazionali.

«Chiediamo dignità, rispetto e diritti per chi lavora e il reintegro immediato del lavoratore licenziato dopo 30 anni – affermano in una nota congiunta Flai e Cgil –. La verità è una sola: chi decide di alzare la testa e rifiuta di subire pressioni diventa un elemento sgradito. Oggi siamo davanti ai cancelli perché questa vertenza riguarda il diritto di ogni lavoratrice e lavoratore a far valere i propri diritti senza paura di ritorsioni».

La replica della direzione di Biancoforno fa leva sui propri programmi di sviluppo: nei giorni scorsi l'azienda ha richiamato il proprio piano di investimenti e riorganizzazione, sottolineando di averlo presentato alle organizzazioni sindacali lo scorso 7 settembre e di essere in attesa di un riscontro scritto.

Attorno ai cancelli di Fornacette si registra anche un forte sostegno politico. Al presidio partecipa il Movimento 5 Stelle – rappresentato dall'assessore del Comune di Cascina Fausto Bosco e sostenuto dai deputati Chiara Appendino e Andrea Quartini insieme ai consiglieri regionali – che parla di «fatto grave per il licenziamento dopo trent'anni» e chiede di riaprire le trattative. Sulla stessa linea Sinistra Italiana - AVS, presente con il segretario regionale Dario Danti e la segretaria provinciale Anna Piu, che richiamano anche le interrogazioni parlamentari presentate dal deputato Marco Grimaldi: «Non vogliamo guerre tra lavoratori, ma gli investimenti annunciati non possono sostituire il confronto sulle condizioni di lavoro. Un'impresa forte non deve temere il sindacato».

ph. greta taylor corsini

 



 

massimo.corsini