Ricorso in Cassazione per Biancoforno: «Ignorate le necessità produttive»
L'azienda contesta la sentenza d'Appello sulla gestione dell'orario di lavoro e attacca la CGIL: «In gioco ci sono 350 posti di lavoro»
PISA – La nota azienda dolciaria Biancoforno è pronta a dare battaglia legale in sede suprema. L'azienda sta infatti predisponendo, con
l'ausilio dei propri legali, il ricorso per Cassazione contro la sentenza emessa dalla Corte d'Appello di Firenze, che ha confermato la decisione di primo grado scaturita da una causa intentata da un lavoratore in merito alla gestione dell'orario di lavoro.
«Non siamo riusciti a far comprendere fino in fondo le necessità produttive e organizzative che consentono alla nostra azienda di operare», spiega la direzione aziendale attraverso una nota ufficiale. «Abbiamo rappresentato vincoli concreti e imprescindibili: gli ordini dei clienti, i tempi delle lavorazioni e le scadenze delle consegne determinano un’organizzazione dalla quale dipende il funzionamento stesso della produzione». L'azienda esprime un profondo dissenso nei confronti di una pronuncia che avrebbe valutato «come una scelta ciò che, per la nostra realtà produttiva, costituisce una necessità».
Nel comunicato, Biancoforno punta il dito anche contro il sindacato: «Riteniamo altrettanto incomprensibile che la CGIL continui ad alimentare uno scontro permanente che rischia di compromettere la continuità stessa dell’impresa». L'azienda ricorda i numeri della propria forza lavoro, evidenziando che dà occupazione a quasi 200 dipendenti diretti – con retribuzioni medie nette intorno ai 1.800 euro mensili – a circa 30 addetti di imprese esterne e a un indotto che complessivamente sostiene 350 posti di lavoro.
«Chi parla di sfruttamento deve confrontarsi anche con questi numeri, con le buste paga e con le concrete condizioni di lavoro», prosegue la nota. L'invito finale è rivolto alle parti sociali affinché si apra un confronto responsabile volto a tutelare il futuro occupazionale e produttivo del territorio.


