Università di Pisa, Zucchi inaugura l'anno accademico: "Più risorse per gli atenei pubblici e impegno per la pace"
Alla Sapienza la cerimonia di apertura dell'anno accademico 2026/2027. Il rettore chiede finanziamenti adeguati all'inflazione e ribadisce la contrarietà allo sviluppo di armi da guerra. Testimonianze dall'Afghanistan e musica per la pace
Pace, diritto allo studio e futuro dell'università pubblica al centro dell'inaugurazione dell'anno accademico 2026/2027 dell'Università di Pisa, celebrata martedì 27 ottobre nell'Aula Magna Nuova della Sapienza.
Nel suo intervento, il rettore Riccardo Zucchi ha richiamato l'impegno dell'Ateneo contro la guerra e sollecitato la politica a garantire maggiori risorse al sistema universitario, adeguando i finanziamenti all'aumento del costo della vita.
Alla cerimonia hanno partecipato anche Alberto Cairo e Susanna Fioretti, dell'associazione NOVE Caring Humans, con le loro testimonianze sulle attività umanitarie in Afghanistan.
Ha scritto l'Università di Pisa.
La scelta della pace e un appello alla politica per il futuro dell’università pubblica. Sono stati questi i temi centrali della relazione del rettore Riccardo Zucchi, che ha inaugurato l’anno accademico 2026/2027 dell’Università di Pisa martedì 27 ottobre, nell’Aula Magna Nuova del Palazzo “La Sapienza”. Ospiti della cerimonia Alberto Cairo e Susanna Fioretti, rispettivamente presidente e vicepresidente di NOVE Caring Humans, che hanno raccontato il loro impegno in Afghanistan per i diritti delle persone con disabilità e delle donne. Presenti anche l’assessora regionale all’università e alla ricerca Cristina Manetti e il sindaco Michele Conti, che hanno portati i saluti della Regione Toscana e del Comune di Pisa.
Nella sua relazione il rettore Riccardo Zucchi ha ribadito l’impegno dell’Università di Pisa, primo ateneo in Italia a inserire la parola pace nel proprio Statuto, insieme alla scelta di non intraprendere attività volte allo sviluppo o al perfezionamento di armi da guerra, esprimendo preoccupazione per la spinta internazionale al riarmo. Ha poi denunciato il progressivo impoverimento dell’università pubblica, paragonandolo a uno scompenso cardiaco: il mancato adeguamento dei finanziamenti all’inflazione ha infatti innescato un deterioramento dei bilanci che i soli interventi temporanei non riescono ad arrestare. Da qui la richiesta a tutte le forze politiche di agganciare il Fondo di Finanziamento Ordinario all’incremento del costo della vita, per garantire le risorse necessarie alla formazione, alla ricerca e al diritto allo studio.
Dopo il discorso del rettore sono intervenuti Giuseppe Bagnato, rappresentante del personale tecnico amministrativo, che ha richiamato il valore del lavoro e della solidarietà nella comunità universitaria, soffermandosi sulle difficoltà legate a risorse, retribuzioni e precarietà, e Iris D’Alessandro, presidente del Consiglio Studentesco, che ha denunciato le conseguenze del sottofinanziamento dell’università sul diritto allo studio, arrivando poi ad una riflessione su cosa sia la violenza, dall’esclusione sociale alla violenza di genere, fino alla repressione del dissenso e alla guerra.
Susanna Fioretti, cofondatrice e vicepresidente di NOVE Caring Humans, ha raccontato l’impegno per i diritti e l’autonomia economica delle donne in Afghanistan, attraverso progetti di formazione e sostegno all’imprenditoria negoziati con le autorità talebane. Esperta di cooperazione internazionale con oltre vent’anni di esperienza, nel 2026 è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia.
Alla riabilitazione e all’inclusione delle persone con disabilità attraverso istruzione, lavoro e sport è stata dedicata la prolusione di Alberto Cairo, presidente di NOVE Caring Humans. Residente a Kabul e cittadino afghano, ha diretto fino al 2022 il Programma Ortopedico del Comitato Internazionale della Croce Rossa e ha ricevuto la Medaglia Henry Dunant e il Nansen Refugee Award.
La cerimonia si è conclusa con un momento musicale dedicato alla pace, introdotto dalla prorettrice Enza Pellecchia e curato dal Polo Musicale dell’Ateneo. Protagonista è stato il Violino dell’Orchestra del Mare, costruito dai detenuti del carcere di Opera con il legno delle imbarcazioni approdate a Lampedusa. Pellecchia ha richiamato il duplice significato del progetto della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti: dare voce a chi fugge da guerre e persecuzioni e testimoniare la funzione rieducativa della pena prevista dall’articolo 27 della Costituzione.
A suonare il violino è stata Maristella Patuzzi. Ha completato il programma musicale l'esibizione del Coro dell’Università di Pisa, diretto da Stefano Barandoni, insieme a Lorenzo Tambasco al piano, Maria Biagioni alla viola e Giada Campanelli al violoncello. Sono stati eseguiti brani di Astor Piazzolla e Manfred Giampietro, due spiritual e, in chiusura, i tradizionali inni universitari Di canti di Gioia e Gaudeamus igitur.
Ha scritto Cristina Manetti, assessora regionale alla cultura della Toscana.
La pace, il futuro delle giovani generazioni e l’importanza dell’ascolto. Sono i temi al centro dell’intervento dell’assessora regionale a cultura, università e ricerca Cristina Manetti, che questa mattina ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2026/2027 dell’Università di Pisa, nell’Aula Magna Nuova del Palazzo della Sapienza.
La cerimonia, dedicata quest’anno al tema della pace, si è aperta con i saluti istituzionali ed è proseguita con la relazione inaugurale del rettore Riccardo Zucchi e gli interventi dei rappresentanti del personale tecnico-amministrativo e degli studenti.
“Stiamo vivendo un momento particolare – ha sottolineato Manetti – e le piazze, così come i giovani che le riempiono, ci dicono con forza che c’è bisogno di ascolto. Il tema della pace scelto per questa inaugurazione assume quindi un significato ancora più importante, perché ci invita a guardare soprattutto alle nuove generazioni e a interrogarci sul futuro che siamo in grado di consegnare loro”.
“È una riflessione che assume un valore particolare proprio qui, in un’università e in una città che hanno fatto della conoscenza un elemento fondamentale della propria identità – ha proseguito l’assessora –. Dobbiamo chiederci non soltanto quale futuro stiamo costruendo per questi ragazzi, ma soprattutto se stiamo dando loro la possibilità di immaginarlo. Il disagio e le preoccupazioni che i giovani esprimono, anche attraverso le manifestazioni nelle piazze, devono trovare ascolto e risposte concrete da parte delle istituzioni”.
Manetti ha quindi richiamato il ruolo centrale dell’università come luogo di formazione, confronto e crescita, sottolineando l'importanza di mettere le nuove generazioni nelle condizioni di guardare al domani con fiducia.
La cerimonia ha visto anche gli interventi di Susanna Fioretti, cofondatrice e vicepresidente di Nove Caring Humans, e di Alberto Cairo, presidente dell’organizzazione, al quale è stata conferita la prolusione. A concludere l’inaugurazione, un omaggio musicale del Polo Musicale insieme al Violino dell’Orchestra del Mare.
Ha scritto Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana.
«Nelle parole di Iris D’Alessandro ho sentito una preoccupazione profonda: quella di una generazione che teme di vedere restringersi le proprie possibilità, mentre le viene chiesto di costruire il futuro. La condivido e credo che chi ha responsabilità pubbliche debba raccoglierla, anche quando mette in discussione le nostre scelte».
Lo dichiara Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, presente all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Pisa.
«La presidente del Consiglio studentesco ha posto questioni concrete: diritto allo studio, caro affitti, precarietà della ricerca. Interrogano tutte le istituzioni, ciascuna per le proprie responsabilità. Pisa deve essere una città in cui gli studenti possano vivere, oltre che frequentare le lezioni».
«Sostengo la richiesta del rettore Riccardo Zucchi di adeguare il Fondo di finanziamento ordinario all’inflazione. Se i costi crescono e le risorse non tengono il passo, l’università si impoverisce e il conto ricade su servizi, ricerca e studenti. Servono finanziamenti stabili, che consentano agli atenei di programmare il proprio futuro».
«Apprezzo la scelta di dedicare questa inaugurazione alla pace. L’università è un luogo in cui si impara a confrontarsi e a costruire convivenza. Difenderne la funzione pubblica significa garantire a ogni giovane la possibilità di studiare, sviluppare un pensiero libero e scegliere il proprio futuro, indipendentemente dal reddito della famiglia».
Ha scritto Matteo Trapani, consigliere regionale del Partito Democratico.
«Partecipare per la prima volta all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Pisa nel ruolo di consigliere regionale è stata un’emozione particolare e, insieme, una precisa assunzione di responsabilità. L’Ateneo non è soltanto un’istituzione centrale per la Toscana: è la mia comunità, il luogo in cui insegno, faccio ricerca e continuo ogni giorno a imparare. La cerimonia di quest’anno ha lanciato un messaggio limpido: la conoscenza raggiunge il suo scopo più alto solo se resta ancorata alla dignità della persona, alla giustizia e alla pace».
Così Matteo Trapani, consigliere regionale del Partito Democratico, a margine dell’apertura dell’anno accademico dell’Ateneo pisano.
«Il richiamo del Rettore Riccardo Zucchi tocca il cuore del nostro tempo — sottolinea Trapani —: il sapere non è neutrale. Se si scolla dai valori umani può trasformarsi in strumento di sopraffazione, specialmente in una fase storica in cui la guerra torna a dominare il dibattito e il riarmo viene narrato come una scelta obbligata. Scegliere la pace, rifiutando ogni forma di violenza, è invece l'atto di coraggio che le istituzioni educative devono continuare a rivendicare. Questo impegno ha trovato testimonianza concreta negli interventi di Susanna Fioretti e Alberto Cairo sul dramma dell’Afghanistan, ricordandoci il costo umano dei conflitti su donne, minori e persone con disabilità».
Un passaggio centrale della riflessione del consigliere riguarda la libertà accademica e la tutela del dibattito: «La presidente del Consiglio studentesco ha opportunamente posto l’accento sulla tragedia in corso in Palestina e sulla tradizione di rigore e presa di posizione dell'Università di Pisa. L’università deve rimanere il luogo primario dell’ascolto, del confronto ma anche del dissenso. Preoccupa la tendenza a criminalizzare le voci critiche attraverso lo strumento dei decreti: una democrazia matura non silenzia la protesta, ma ne comprende le ragioni e ne garantisce gli spazi».
Trapani si sofferma quindi sull'allarme lanciato dal Rettore circa la tenuta finanziaria dell'istruzione superiore: «L’immagine dell’"insufficienza cardiaca" usata da Zucchi descrive con precisione il rischio sistemico che corre l’università pubblica: la forbice tra il Fondo di finanziamento ordinario e l'impennata dei costi per energia, adeguamenti e contratti mina la sostenibilità degli atenei se le risorse non tengono il passo dell'inflazione e del costo del lavoro. Una comunità come quella pisana — con 46 mila studenti e oltre 52 mila persone complessive — richiede risposte urgenti su alloggi, caro vita, precariato, ricambio del personale, parità di genere e trasporti. Fanno bene le rappresentanze degli studenti e del personale tecnico-amministrativo a vigilare contro l’eccessiva ingerenza dei privati: il valore pubblico dell’istruzione superiore non è negoziabile».
«Notevole, infine, l’omaggio musicale con il Violino dell’Orchestra del Mare nell'ambito del progetto "Metamorfosi": da un percorso di fuga e sofferenza nasce bellezza e riscatto sociale. È questa l'idea di società a cui l'università e la politica devono tendere: — conclude il consigliere regionale Pd — far dialogare sapere e responsabilità per difendere la dignità di ogni persona».



