Cascina si veste dei colori della pace: oltre 1.400 studenti sotto la bandiera arcobaleno più grande del mondo

Cronaca
Cascina
Martedì, 3 Novembre 2026

Una straordinaria distesa di colori ha invaso Corso Matteotti per il primo Festival della Pace. Bambini, ragazzi, musica e un messaggio che da Cascina vuole arrivare lontano: basta guerre, sì alla pace

Ci sono immagini che, da sole, valgono più di mille parole. E quella che questa mattina, martedì 3 novembre, si è presentata agli occhi di chi si trovava nel centro storico di Cascina è certamente una di queste.

Un immenso arcobaleno lungo oltre 400 metri e largo più di 15 ha ricoperto completamente Corso Matteotti, trasformando il cuore della città in uno straordinario messaggio di pace. Una distesa di colori, sorrisi, musica e soprattutto tantissimi bambini e ragazzi: oltre 1.400 studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, protagonisti assoluti di una mattinata che difficilmente dimenticheranno.

L'occasione era il primo Festival della Pace, organizzato dall'Amministrazione Comunale di Cascina attraverso l'Assessorato alla Cultura e alla Pace, che ha portato in città quella che viene presentata come la bandiera della pace più grande del mondo.

E vederla distesa per tutta la lunghezza del corso, circondata da centinaia e centinaia di giovanissimi, è stato davvero uno spettacolo emozionante.

Non una manifestazione nel senso tradizionale del termine, ma quasi un grande happening collettivo, nel quale il messaggio contro la guerra si è accompagnato alla gioia di stare insieme.

Dopo la stesura dell'enorme bandiera arcobaleno, i ragazzi delle prime classi della scuola media hanno dato vita a un coinvolgente flash mob sulle note di "Buon vento" di Jovanotti. Un'esibizione preparata con entusiasmo e accolta da un applauso talmente caloroso da richiedere addirittura il bis.

Poi è stata la volta della Corale Polifonica Cascinese, che ha aggiunto un ulteriore momento musicale a una mattinata già ricca di emozioni.

Infine gli interventi istituzionali, con il sindaco, gli assessori del Comune di Cascina e rappresentanti del Consiglio Regionale della Toscana.

Ma i veri protagonisti, ancora una volta, sono stati loro: i bambini e i ragazzi, con la loro spontaneità e con quella capacità, che spesso gli adulti sembrano aver dimenticato, di trasmettere messaggi importanti attraverso gesti semplici.

 

Particolarmente soddisfatta Francesca Mori, assessora alla Cultura e alla Pace del Comune di Cascina, che ha fortemente voluto questa iniziativa.

«Nell'ambito della mia delega quest'anno abbiamo scelto di organizzare il primo Festival della Pace – ci ha spiegato – e abbiamo pensato che il modo migliore per iniziarlo fosse quello di portare a Cascina la bandiera più grande del mondo».

Una scelta che ha voluto mettere al centro proprio le nuove generazioni.

«Il messaggio migliore poteva essere dato soltanto dagli studenti. Oggi sul corso ci sono tra i 1.300 e i 1.400 ragazzi che ci hanno aiutato a stendere questa enorme bandiera. Lo scopo è dare un messaggio chiaro: il Comune di Cascina è per la pace, vuole costruire ponti e non muri, partendo proprio dai nostri studenti, che rappresentano il presente».

Un messaggio che assume un significato ancora più importante alla luce delle tante guerre che continuano a insanguinare il mondo.

«La scelta di organizzare questa manifestazione nasce proprio da questo – ha aggiunto Mori –. Ci sono tantissimi conflitti e noi vorremmo che si riuscisse a risolverli con la diplomazia, non con le armi».

 

Anche il sindaco Michelangelo Betti ha sottolineato il valore dell'iniziativa, ricordando come l'impegno per la pace rappresenti una precisa scelta dell'Amministrazione Comunale.

«È stato un impegno importante come amministrazione e voglio ringraziare l'assessora Mori per tutto il lavoro svolto in queste settimane e in questi mesi».

Il primo cittadino ha poi ricordato la grande manifestazione del 18 settembre dello scorso anno, con la quale Cascina aveva già voluto esprimere la propria posizione rispetto ai conflitti internazionali.

«Già allora avevamo cercato di far capire quale fosse la posizione del nostro Comune e della nostra comunità rispetto a quello che sta accadendo nel mondo. Oggi questa bandiera, con il coinvolgimento delle scuole e dei bambini, rappresenta un altro passo in quella direzione».

Betti ha quindi sottolineato l'importanza della partecipazione popolare e del valore educativo dell'iniziativa.

«Quando i popoli si muovono, anche i governanti li ascoltano. Magari non sempre di buon grado, ma si sentono obbligati a farlo. Per questo è importante lanciare messaggi come quello di oggi, soprattutto attraverso i bambini, perché in questo modo la manifestazione assume anche un significato educativo e formativo».

 

Alla fine, quando la grande bandiera è stata raccolta e Corso Matteotti ha lentamente ripreso il suo aspetto abituale, è rimasta soprattutto un'immagine: quella di centinaia di bambini e ragazzi riuniti sotto gli stessi colori, senza distinzioni, per chiedere un mondo nel quale le guerre lascino finalmente spazio al dialogo.

È difficile pensare che una manifestazione, per quanto partecipata e suggestiva, possa cambiare da sola le sorti del mondo.

Ma forse il suo significato più profondo è proprio un altro: insegnare ai più giovani che la pace non è soltanto una parola da pronunciare nelle occasioni ufficiali, ma un valore da coltivare ogni giorno.

E se questa mattina, tornando a casa, anche soltanto qualcuno di quei 1.400 bambini avrà raccontato ai propri genitori di aver partecipato a qualcosa di importante, allora il Festival della Pace avrà già raggiunto uno dei suoi obiettivi.

Per qualche ora Cascina si è vestita dei colori dell'arcobaleno.

E sarebbe bello se quei colori, almeno idealmente, non lasciassero mai più Corso Matteotti.

 


Ha scritto Irene Galletti, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle.

 

«Trovo particolarmente significativo che siano proprio i ragazzi i protagonisti di questa iniziativa. Parlare di pace nelle scuole implica anche affrontare ciò che accade oggi nel mondo, a cominciare dalla Palestina, dove il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale continua a essere una questione drammaticamente aperta»: così la consigliera regionale del M5S Irene Galletti all'apertura del Festival della Pace 2026 di Cascina, che ha previsto lo srotolamento della più grande Bandiera della Pace del mondo e a cui hanno preso parte circa mille studenti delle scuole del territorio.

Venerdì scorso, durante la manifestazione livornese per lo sciopero generale, Galletti ha consegnato insieme al collega Luca Rossi Romanelli un dossier a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, che documenta il lavoro svolto dal M5S in Consiglio regionale: dalla collaborazione con la Hind Rajab Foundation alla mozione contro l'impunità dei crimini internazionali, fino alle iniziative sulle imprese coinvolte nelle attività economiche degli insediamenti israeliani.

«Siamo al lavoro per tradurre il sostegno al popolo palestinese in atti concreti, usando gli strumenti che abbiamo a disposizione in Consiglio regionale: è un impegno che ci vede in prima linea e che consideriamo imprescindibile di fronte a un’Europa e a un Governo che stanno preparando per i nostri ragazzi un futuro di guerra, tra riarmo e militarizzazione delle scelte politiche. Contrastare questa deriva richiede un'opposizione a tutti i livelli, dalle istituzioni nazionali a quelle regionali, perché non possiamo rassegnarci all'idea che la guerra diventi l'orizzonte inevitabile delle nuove generazioni».

 

galleria fotografica a cura di Greta Taylor Corsini

 

 



 

luca.barboni