Nuovi depositi di esplosivi a San Giusto: scontro a Pisa sul piano da 6 milioni
Il progetto dell'Aeronautica per realizzare riservette di materiale bellico nel sedime aeroportuale solleva la dura opposizione di "Diritti in Comune". Assemblea pubblica il 14 novembre
PISA – Un investimento da oltre sei milioni di euro per la realizzazione di due depositi di esplosivi e munizionamento all'interno del sedime
dell'aeroporto militare di Pisa, con la prospettiva futura di raddoppiare le strutture fino a una capacità complessiva di 60 tonnellate. È il piano svelato dalla documentazione del Ministero della Difesa e sollevato con forza dalla lista civica Diritti in Comune (Una città in comune e Rifondazione Comunista), che denuncia una progressiva e pericolosa militarizzazione del territorio pisano.
L'appalto, aggiudicato lo scorso 28 ottobre al raggruppamento temporaneo di imprese formato da Celi Energia e Costruzioni S.p.A. e Giambalvo Giuseppe, prevede la costruzione di due strutture protette in cemento armato – le cosiddette «riservette di tipo igloo» – destinate allo stoccaggio di materiale bellico, ciascuna con una capacità di dieci tonnellate di esplosivo netto equivalente. Le infrastrutture, collegate alle esigenze operative della 46ª Brigata Aerea e dei Fucilieri dell'aria, rientrano in un quadro più ampio che comprende anche la gestione di materiali definiti «Hot Cargo», ovvero merci pericolose, altamente esplosive e munizionamento speciale.
La notizia ha immediatamente innescato una dura reazione politica, sollevando interrogativi sulla sicurezza dei quartieri circostanti come San Giusto e San Marco, densamente popolati e situati a ridosso dello scalo civile del Galilei. «Questo progetto va fermato: la città ha il diritto di conoscere», tuonano da Diritti in Comune, puntando il dito contro l'assenza di trasparenza e le ricadute sulla mobilità e sulla sicurezza di una zona già interessata da grandi investimenti strategici, tra cui il programma di supporto logistico ai velivoli C-130J e la vicinanza con la base di Camp Darby. Per discutere della vicenda e mobilitare la cittadinanza, è stata convocata un'assemblea pubblica per venerdì 14 novembre al Circolo Arci Alberone.


