"Non più CTP ma reali forme di rappresentanza" lo chiede il Coordinamento dei Comitati cittadini di Pisa

Politica
PISA e Provincia
Lunedì, 30 Settembre 2019

Un tempo c'erano le Circoscrizioni, poi vennero i CTP (Consiglio Territoriali di Partecipazione), adesso il tutto è contoranto da un interrogativo sul loro superamento

Tutti i candidati a Sindaco e tutte le forze politiche che si presentarono alle scorse elezioni amministrative del 2018 si espressero per ul loro superamento, con varie sfumature e indicazioni. Martedì 1 ottobre, nella seduta del Consiglio Comunale, se ne discuterà, forse per giungere finalmente sia ad una sintesi politica condivisa e all'istituzione di reali organi di rappresentanza dal basso che possano essere concreta espressione democratica dei cittadini. Sull'argomento si è espresso, con un lungo ed argomentato comunicato stampa, il Coordinamento dei Comitati cittadini.          

 

Martedì 1° ottobre verrà trattato in Consiglio comunale l’argomento “Istituti e forme della partecipazione nel Comune di Pisa”, su richiesta dei Capigruppo di minoranza (Giuliano Pizzanelli del PD, Gabriele Amore del Movimento 5Stelle, Francesco Auletta di Diritti in Comune), ad esclusione del Capogruppo di Patto Civico (Antonio Veronese) assente giustificato.
            Il Coordinamento dei Comitati cittadini ritiene molto importante questa occasione per affrontare finalmente e in termini concreti l’attuazione della partecipazione dei cittadini con un loro coinvolgimento diretto nel governo della cosa pubblica intesa come bene comune, perché questo aumenta la legittimità, rafforza la lealtà, argina la defezione dall’attivismo politico e responsabilizza tutte le forze politiche sugli impegni in tal senso assunti con i cittadini elettori. Infine, questi strumenti collaborativi riducono sensibilmente i conflitti sociali esistenti nei quartieri e nell’intera città.
            Il Coordinamento fa un appello al Sindaco, alla Giunta e a tutti i Consiglieri comunali perché la discussione non si limiti sterilmente alla richiesta di ri-attivazione dei vecchi CTP (Consigli territoriali di partecipazione) secondo criteri di ripartizione partitica, basandosi su un puro scontro politico, ma chiede che si apra un serio confronto sulla individuazione di nuovi organismi di partecipazione, che potrà proseguire nella competente Commissione consiliare, con il contributo anche del Coordinamento, par dare alla città, in forma nuova, quegli istituti di democrazia previsti dallo Statuto, con le modifiche necessarie soprattutto dei regolamenti di funzionamento.
            Molti elementi vanno in direzione di questa possibile soluzione. Tutti i gruppi firmatari dell’iscrizione dell’argomento all’Ordine del giorno hanno espresso  sostanzialmente, in campagna elettorale per bocca dei loro candidati a sindaco, un preciso orientamento per il superamento dei CTP, anche con il ricorso a sistemi elettivi diretti, su modello di altre città italiane della dimensione di Pisa, con il coinvolgimento di comitati e di associazioni.
            La maggioranza, nell’iniziale programma del Sindaco Conti (candidato per Lega, Forza Italia e  Noi Adesso Pisa/Fratelli d’Italia), si era espressa in maniera ancor più decisa sulla necessità del “Superamento dei fallimentari CTP e sostituzione con organismi di reale partecipazione che coinvolgano comitati di quartiere e associazioni”, poi parzialmente attenuata nel Programma di mandato del sindaco con la formula “Riorganizzazione dei CTP prevedendo intanto una loro riduzione e perseguendo l’obiettivo di ricercare una nuova formula per eliminare i meccanismi di cooptazione e ridare la facoltà di scelta ai cittadini. Prevedere una riduzione e sostituzione con organismi di reale partecipazione che coinvolgano comitati di quartiere e associazioni e cittadini desiderosi di partecipare.” 
            Il candidato Latrofa (Pisa nel cuore), poi alleatosi con Conti, nel suo programma, constatata l’inutilità dei CTP legata ad un uso distorto da parte della Giunta precedente, ha dichiarato di volere non solo la “Creazione di nuovi organismi di partecipazione con organi elettivi (in ciascun quartiere si voteranno i rappresentanti di quartiere)”, ma anche che “Una quota degli investimenti del bilancio comunale, commisurata ai residenti in ciascun quartiere, sarà destinata secondo le indicazioni dei suddetti organismi ad investimenti in ciascun quartiere.”
            Non ci sono dubbi che tutte le forze politiche, nelle intenzioni programmatiche, non vogliono più ricostituire i vecchi CTP con le modalità adottate in precedenza. Per questo il Coordinamento, che condivide questa impostazione generale, insiste nella richiesta dell’apertura di un tavolo di confronto per esaminare l’intera problematica, integrando anche le altre forme di democrazia diretta che sono in gioco (referendum consultivi, assemblee, petizioni, etc.).
            Il Coordinamento nel frattempo sta organizzando un incontro sul tema con i capigruppo in Consiglio comunale. Chiederà altresì nuovamente di essere ricevuto dal Sindaco Conti per conoscere modalità e tempi della loro attivazione.
            I Comitati cittadini, che hanno recepito da tempo le esigenze dei loro aderenti, approvate in assemblee cittadine, confermano i punti fondamentali del loro programma:
-          il numero dei Consigli deve rimanere invariato, perché la loro eventuale riduzione o rimodulazione (si è parlato di passare da sei a tre) determinerebbe perdita dell’identità territoriale, diversità di interessi, sproporzione numerica, difficoltà di gestione di una popolazione di oltre 90.000 persone che va equamente distribuita in modo veramente rappresentativo.
-          I Consigli sono organismi territoriali che svolgono funzioni consultive, propositive e di promozione di cittadinanza attiva per favorire la partecipazione civica ed il coinvolgimento dei cittadini e delle cittadine nelle scelte dell’Amministrazione comunale e sono “luoghi di socialità”.
-          I componenti degli organismi, tutti volontari e senza forme di compenso, devono essere rigorosamente di natura elettiva, con un sistema di presentazione di liste di candidati provenienti dai comitati e dalle associazioni che hanno finalità sociali. Sono eleggibili ed elettori i cittadini residenti nel territorio del Consiglio, a partire da chi ha compiuto 16 anni, con parità uomo/donna. Ai componenti dei Consigli non compete alcuna indennità o compenso.
Gli aderenti ai Comitati cittadini sono disponibili a contribuire, in forma volontaria, alla costituzione dei seggi elettorali per la riduzione dei costi.
            Infine, come è emerso nel Seminario sulla partecipazione organizzato dal Coordinamento nel gennaio scorso, il riconoscimento del ruolo dei Comitati cittadini esistenti deve avvenire mediante la creazione di una specifica Consulta appositamente costituita, in base allo Statuto, quale organo di partecipazione e rappresentanza nei confronti dell’amministrazione comunale.
            Al Coordinamento dei Comitati cittadini di Pisa, nato nel 2015, aderiscono attualmente sei comitati, con l’aggiunta recentissima del Comitato “Porta Fiorentina” ai Comitati “Residenti del Quartiere di S.Maria”, “Mezzogiorno”, “La Cittadella, Muretto/Porta a mare” e “Quartiere I Passi”.
            Il Coordinamento, a quindici mesi dai risultati elettorali, si attende una decisione a favore dell’ascolto della voce dei cittadini, come è stato ampiamente promesso in campagna elettorale, che, qualora non avvenisse, configurerebbe un tradimento della fiducia degli elettori e avrebbe conseguenze nella recrudescenza dei conflitti sociali in città.

 

redazione.cascinanotizie