Non si ferma all’alt e fugge mettendo a rischio gli agenti: scatta il nuovo reato stradale
A Pontedera applicata per la prima volta la norma che punisce penalmente la fuga dai controlli quando comporta pericolo per le persone
Primo caso di applicazione sul territorio della nuova fattispecie penale prevista dal Codice della Strada per chi non si ferma all’alt delle forze dell’ordine mettendo a rischio l’incolumità altrui. L’episodio si è verificato nel tardo pomeriggio del 27 marzo a Pontedera, in Largo Pier Paolo Pasolini.
Durante un controllo, una pattuglia della Polizia Locale dell’Unione Valdera ha intimato l’arresto a un’autovettura che procedeva contromano. Il conducente era stato inoltre notato mentre utilizzava il telefono cellulare alla guida. Alla richiesta di esibire i documenti, l’uomo ha improvvisamente deciso di allontanarsi, risalendo sul veicolo e dandosi alla fuga.
Nel tentativo di sottrarsi al controllo, ha effettuato una manovra rischiosa, invertendo la marcia e perdendo il controllo dell’auto, finendo per dirigersi verso uno degli agenti, costretto a spostarsi rapidamente per evitare l’impatto.
La condotta ha portato all’applicazione dell’articolo 192, comma 7-bis del Codice della Strada, introdotto dal Decreto Legge 24 febbraio 2026 n. 23, che configura come reato la fuga da un posto di controllo quando avviene con modalità tali da rappresentare un pericolo concreto. La norma prevede, in questi casi, la reclusione da sei mesi a cinque anni, oltre a sanzioni accessorie come la sospensione della patente e la possibile confisca del veicolo.
Secondo le indicazioni operative, la rilevanza penale scatta in presenza di comportamenti pericolosi, tra cui la guida in senso vietato, manovre improvvise verso gli operatori o la perdita di controllo del mezzo: circostanze che sarebbero state riscontrate nell’episodio.
Il conducente è stato individuato e identificato poco dopo. Oltre al procedimento penale, nei suoi confronti sono state elevate sanzioni amministrative per le violazioni al Codice della Strada commesse prima e durante la fuga.
Il dirigente Francesco Frutti ha espresso il proprio ringraziamento agli agenti intervenuti: "Li ringrazio per l’ottimo intervento e per essere riusciti in poco tempo a rintracciare il soggetto e fermarlo in condizioni di sicurezza, nonostante il tentativo di fuga che aveva messo a rischio la loro incolumità. È bene ricordare che, con l’entrata in vigore dell’ultimo decreto sicurezza, non fermarsi a un posto di controllo creando pericolo è reato. In casi come questo si procede penalmente e non più solo in via amministrativa, con pene che possono arrivare fino a cinque anni di reclusione, oltre alla sospensione della patente e alla confisca del veicolo".


