Nuova Casa di comunità di Vecchiano, opposizioni invitate in ritardo
Lo dicono i consiglieri Sbragia e Carnì
All’indomani dell’inaugurazione della nuova Casa di comunità a Vecchiano, intervengono i consiglieri comunali di minoranza Roberto Sbragia e Vincenzo Carnì, che sollevano criticità sulle modalità di comunicazione dell’evento, ritenute non adeguate a garantire una piena partecipazione della cittadinanza.
Hanno scritto Roberto Sbragia (onsigliere comunale Vecchiano Civica) e Vincenzo Carnì (consigliere comunale Un Cuore per Vecchiano).
Il 25 marzo si è celebrata l'inaugurazione «della Casa di comunità» istituita, come primo presidio toscano, allo scopo di esaltare i servizi sanitari presenti sul territorio.
L'evento è stato arricchito dalla presenza del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani che ne ha esaltato giustamente il valore.
Peccato però, che l'informazione di tale evento, non sia stata adeguatamente trasmessa a tutti i cittadini vecchianesi che avrebbero partecipato volentieri. Un'altra occasione persa di affermare che tutti noi viviamo in un unico luogo di cui, temi come l'avanzamento della sanità, rappresentano un miglioramento collettivo che va aldilà di qualsiasi colore politico. Il Consigliere Roberto Sbragia, ed il consigliere Vincenzo Carni, insieme a tutto il gruppo di minoranza sono stati informati solamente nel tardo pomeriggio del giorno precedente all'inaugurazione.
“La tempestiva informazione è essa stessa informazione ed è alla base dei valori della nostra comunità”, sostiene Roberto Sbragia. Come ben sappiamo, un cittadino informato sul reale andamento delle vicende che si svolgono a un passo dalla propria casa è un cittadino consapevole, è in grado di apprezzare e valorizzare tutte quelle che sono le evoluzioni ed i servizi offerti dal proprio territorio. “Reputiamo fondamentalmente inalienabile il valore della tempestiva informazione, intesa come senso civico” aggiungono Roberto Sbragia insieme a Vincenzo Carmi “In un momento in cui, la politica intesa come vivibile quotidianità, assume la stessa connotazione sonora, lo stesso rumore, dovremmo essere noi, come consiglieri, a custodirne la melodia. Noi stessi ci siamo sempre impegnato al meglio a “tenere la cittadinanza informata e aggiornata” per far sapere ai cittadini cosa succede sul nostro territorio, perché si forse la gente aveva smesso di ascoltare, e forse è proprio quando il rumore impervia che diventa necessario, per chi come me ha il dovere morale di rappresentare al meglio ogni singolo cittadino ed essere custode della melodia, assicurandomi che si senta, anche più forte del monotono rumore della solita politica” - conclude Roberto Sbragia.


