Occupazioni a Pisa, danni fino a 70 mila euro. Angori a Punto Radio: "Chi danneggia il patrimonio pubblico deve risponderne"
Terminate le occupazioni del Pacinotti, del Fascetti e del Santoni. Il presidente della Provincia: "Necessario individuare le responsabilità, ma anche ascoltare il disagio degli studenti". Previsto un confronto con le istituzioni scolastiche
Le occupazioni negli istituti superiori di Pisa sono terminate, ma resta aperta la questione dei danni provocati durante le proteste studentesche. La prima stima parla di una cifra compresa tra 60 e 70 mila euro, destinata a essere aggiornata dopo una ricognizione più approfondita.
A fare il punto è Massimiliano Angori, presidente della Provincia di Pisa, intervistato da Carlo Palotti per Punto Radio Cascina Notizie nella giornata di sabato 24 ottobre.
"Attualmente tutti e tre gli istituti sono stati liberati dalle occupazioni", spiega Angori, riferendosi al Pacinotti, al Fascetti e al Santoni. La ripresa delle lezioni, tuttavia, non è ancora avvenuta ovunque: mentre al Pacinotti l'attività didattica è ripartita, negli altri due istituti sono necessari ulteriori interventi di ripristino.
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Danni ad arredi, infissi e attrezzature
Il bilancio economico è ancora provvisorio. Secondo quanto riferito dal presidente della Provincia, i danneggiamenti riguardano banchi, sedie, porte, finestre e pareti, oltre a diverse attrezzature scolastiche.
Tra i beni interessati figurano anche computer, fotocopiatrici, distributori automatici e parti degli impianti elettrici.
"Tra tutti e tre gli istituti arriviamo a una cifra compresa fra 60 e 70 mila euro, sicuramente importante", sottolinea Angori, precisando che soltanto una valutazione tecnica completa consentirà di quantificare esattamente i costi degli interventi.
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Responsabilità e possibili provvedimenti
La Provincia, competente per l'edilizia degli istituti superiori, è in contatto con i dirigenti scolastici e con l'Ufficio scolastico territoriale per valutare i prossimi passaggi.
Secondo Angori, grazie all'attività dei presidi sarebbero già stati individuati alcuni studenti coinvolti nei danneggiamenti. Le famiglie sarebbero state invitate a prendere visione delle condizioni degli edifici.
Le scuole, attraverso i rispettivi organi collegiali, stanno valutando quali provvedimenti adottare nei confronti dei responsabili.
"Non deve passare il concetto che si possa danneggiare il patrimonio pubblico senza conseguenze", osserva il presidente della Provincia.
Angori distingue però gli episodi di vandalismo dalle ragioni della mobilitazione studentesca, riconoscendo il valore della partecipazione e dello spirito critico delle nuove generazioni.
"Rivendicare e chiedere fa parte della crescita dei ragazzi, è importante che ci sia uno spirito critico. Però questi gesti indeboliscono il messaggio che vogliono dare", spiega.
Nuovi spazi di confronto con gli studenti
Accanto alla valutazione delle responsabilità, la Provincia intende approfondire le cause del malessere che emerge dalle proteste.
Angori annuncia un prossimo confronto con i vertici dell'amministrazione scolastica per individuare ulteriori occasioni di dialogo con gli studenti.
La Provincia dispone già di tavoli dedicati all'edilizia scolastica, nei quali anche i rappresentanti degli studenti possono intervenire sulle priorità e sulla programmazione degli interventi. Strumenti che, secondo il presidente, potrebbero non essere sufficienti.
"Vogliamo capire anche il disagio e mettere in piedi ulteriori occasioni nelle quali i ragazzi possano avere voce e farsi sentire. Questa è anche una richiesta fortissima di attenzione", spiega Angori.
"Servono più risorse per le scuole, non soltanto misure punitive"
Nell'intervista si è parlato anche della mobilitazione annunciata per sabato 24 ottobre in piazza Dante a Pisa, nell'ambito delle proteste giovanili contro il carovita e il disagio sociale.
Angori riferisce che, sulla base delle informazioni disponibili al momento dell'intervista, non risultavano ulteriori iniziative organizzate all'interno degli istituti superiori pisani.
Il presidente auspica che le manifestazioni possano svolgersi senza nuovi danneggiamenti, richiamando il dibattito nazionale sulle possibili risposte agli episodi di violenza.
La priorità, a suo giudizio, dovrebbe essere però quella di rafforzare gli investimenti nell'edilizia scolastica e ampliare gli spazi di partecipazione giovanile.
"C'è bisogno di ampliare le scuole, dare risorse a Province e Comuni per realizzare edifici più nuovi e mantenerli in maniera più efficace", sottolinea.
Tra le ipotesi indicate da Angori anche la possibilità di destinare ambienti scolastici ad attività autonome degli studenti, al di fuori delle normali lezioni.



