Omicidio di Barbara Capovani, definitiva la condanna all'ergastolo per Gianluca Paul Seung
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della difesa, confermando la responsabilità dell'ex paziente per l'uccisione della psichiatra avvenuta nell'aprile 2023 all'ospedale Santa Chiara di Pisa
È diventata definitiva la condanna all'ergastolo per Gianluca Paul Seung, riconosciuto colpevole dell'omicidio della psichiatra Barbara Capovani, avvenuto il 21 aprile 2023 all'esterno del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell'ospedale Santa Chiara di Pisa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla difesa, confermando la sentenza emessa dalla Corte d'Assise d'Appello di Firenze e, in precedenza, dalla Corte d'Assise di Pisa.
Barbara Capovani, direttrice del reparto di Psichiatria dell'ospedale pisano, fu aggredita alle spalle mentre lasciava il luogo di lavoro. Secondo quanto ricostruito nel processo, l'ex paziente la colpì ripetutamente alla testa con una spranga. Ricoverata in condizioni gravissime, la dottoressa morì due giorni dopo, all'età di 55 anni.
Nel corso delle indagini l'imputato ha ammesso di aver compiuto l'aggressione, sostenendo tuttavia di non aver avuto l'intenzione di uccidere la psichiatra, ma di volerla colpire per motivi riconducibili al proprio percorso terapeutico. Gli accertamenti investigativi hanno inoltre evidenziato un forte risentimento nei confronti della professionista e del sistema psichiatrico, espresso anche attraverso contenuti pubblicati sui social network.
Nel ricorso in Cassazione i difensori avevano chiesto l'annullamento della condanna, contestando il riconoscimento della premeditazione e la piena capacità di intendere e di volere dell'imputato, sollecitando una nuova perizia psichiatrica. La Suprema Corte ha però confermato le valutazioni espresse nei precedenti gradi di giudizio, ritenendo che, pur in presenza di un disturbo della personalità, Seung fosse pienamente capace di comprendere le proprie azioni al momento dei fatti.
Con il passaggio in giudicato della sentenza diventano definitive anche le condanne al risarcimento delle parti civili, tra cui i familiari della dottoressa Capovani, l'Ordine dei Medici di Pisa, l'Azienda Usl Toscana Nord Ovest e la Regione Toscana.
La famiglia della psichiatra e l'associazione costituita in sua memoria hanno scelto di non rilasciare dichiarazioni dopo la decisione della Cassazione. A commentare l'esito del processo è stato invece il presidente dell'Ordine dei Medici di Pisa, Giuseppe Figlini, che ha definito la sentenza una risposta di giustizia per la comunità sanitaria, ribadendo al tempo stesso la necessità di rafforzare le misure di prevenzione e sicurezza per tutelare medici, infermieri e operatori sanitari, affinché episodi analoghi non si ripetano.

