Ossicombustore di Peccioli, Barontini: "Il confronto non può ridursi a uno scontro personale"

Politica
PISA e Provincia
Martedì, 1 Settembre 2026

L'assessore regionale all'Ambiente ribadisce le perplessità del Movimento 5 Stelle sul progetto dopo il rinvio della delibera. Sul tavolo tecnologia, raccolta differenziata, ruolo di RetiAmbiente e futuro del ciclo dei rifiuti in Toscana

Il rinvio alla prossima seduta della Giunta regionale della delibera sull'ossicombustore di Peccioli riporta al centro il confronto sul futuro dell'impianto.

L'assessore regionale all'Ambiente David Barontini respinge però una lettura della vicenda limitata alla contrapposizione tra Movimento 5 Stelle e il sindaco Renzo Macelloni e ribadisce la posizione contraria del M5S al progetto.

Secondo Barontini, prima di una scelta destinata a incidere per molti anni sul sistema toscano dei rifiuti occorre approfondire sostenibilità industriale, tecnologia e alternative disponibili, puntando contemporaneamente su riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riuso e recupero di materia.

 

Ha scritto David Barontini, assessore reigonale all'ambiente della Toscana.

La delibera sull’ossicombustore di Peccioli, rinviata alla prossima seduta della Giunta regionale, riporta al centro un confronto che nelle ultime settimane si è concentrato soprattutto sulla contrapposizione tra il Movimento 5 Stelle e il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni. Una lettura che, secondo l’assessore regionale all’Ambiente David Barontini, rischia però di semplificare una questione molto più complessa. La posizione del Movimento 5 Stelle, spiega Barontini, non è favorevole al progetto. «Non abbiamo mai negato che la Toscana debba affrontare il problema della chiusura del ciclo dei rifiuti. Il punto è capire se questa sia la soluzione più coerente con il modello che vogliamo costruire nei prossimi decenni». Il progetto dell’ossicombustore viene considerato come una possibile risposta a una parte del problema, ma secondo l’assessore rischia di aprire interrogativi che meritano di essere approfonditi prima di impegnare il sistema regionale per molti anni. «Non risulta operativo, nel trattamento dei rifiuti urbani residui, un impianto con caratteristiche e capacità industriali direttamente comparabili a quelle previste per Peccioli.  Questo non significa sostenere che la tecnologia non possa funzionare, ma ricordare che quando si parla di un investimento di questa portata il principio di prudenza deve accompagnare le scelte politiche». 

È anche per questo che l’assessore ha promosso il tavolo istituzionale sull’Economia circolare, annunciato circa un mese fa, che coinvolgerà le ATO toscane, ARPAT, ARRR, università e ricerca, gestori del servizio, enti locali, associazioni e rappresentanti del mondo economico e sociale. «Non è un tavolo per rinviare le decisioni – chiarisce Barontini – ma per costruirle su basi più solide. Dato che ci sono evidenti margini di miglioramento, dobbiamo capire come attuare tutte quelle scelte necessarie per la riduzione dei rifiuti, per la tariffazione puntuale, per la qualità della raccolta differenziata, per il riuso, il riciclo e il recupero di materia».

Una precisazione riguarda poi la polemica aperta da Macelloni all’inizio di agosto sul Waste to Chemical. Il sindaco di Peccioli aveva sostenuto che Barontini, in un incontro, avesse proposto di sostituire l’ossicombustore con un impianto basato su questa tecnologia. «Non è mai stata formulata una proposta di questo tipo – replica l’assessore –. Il Waste to Chemical è stato semplicemente menzionato nel corso di un ragionamento generale sulle diverse tecnologie che vengono discusse nel settore. Citare una tecnologia non significa proporre un progetto, tantomeno indicarlo come alternativa all’impianto di Peccioli».

Nella discussione entra anche il tema della raccolta differenziata. A Peccioli, per esempio, secondo i dati ISPRA relativi al 2024, la percentuale si è fermata al 36,17%, a fronte di una media regionale del 68,1%. Un dato che assume un rilievo particolare considerando che proprio nel territorio comunale è presente una delle principali discariche della Toscana. Il divario rispetto alla media regionale, superiore ai 30 punti percentuali, segnala certamente margini significativi di miglioramento nella prevenzione, nella raccolta e nel recupero di materia. Un percorso che non può essere rimandato anche alla luce degli obiettivi fissati dall’Unione europea e recepiti dalla normativa italiana, che prevedono per i rifiuti urbani almeno il 60% di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio entro il 2030 e il 65% entro il 2035. Sono obiettivi che richiedono di rafforzare ogni possibile filiera del recupero di materia e che rendono ancora più importante interrogarsi su quanto possa essere ulteriormente migliorato, a monte, il sistema di prevenzione, raccolta e riciclo.

C’è un elemento politico e industriale che merita attenzione: il nuovo Piano industriale di RetiAmbiente, approvato il 29 giugno, ha stralciato l’ingresso della società in Novatosc, la società chiamata a realizzare l’ossicombustore. Non è un dettaglio: se il gestore pubblico del ciclo dei rifiuti non ha concretizzato, almeno per ora, la propria partecipazione diretta a un investimento di queste dimensioni, è difficile sostenere che le perplessità sull’operazione siano improvvisamente comparse oggi. «È un dato che merita di essere considerato – osserva Barontini – perché racconta una realtà industriale più complessa di quella che viene rappresentata nel dibattito pubblico. Le questioni sull’ossicombustore non possono essere ridotte a una contrapposizione politica o personale: riguardano la sostenibilità industriale dell’operazione e le scelte sul futuro della gestione dei rifiuti in Toscana».

«Il procedimento autorizzativo dura da oltre mille giorni e le criticità sono state sollevate nel tempo da associazioni, amministratori, tecnici, Comuni e realtà del territorio. Ridurre tutto a un nome e un cognome può essere utile alla polemica, ma non risolve le questioni poste». Barontini rivendica quindi il ruolo della Regione nella ricerca di soluzioni per la chiusura del ciclo. «Stiamo lavorando per individuare soluzioni diverse e complementari, capaci di ridurre il ricorso alla discarica e di rafforzare un sistema fondato sul recupero di materia. Le infrastrutture servono, ma dobbiamo scegliere quelle coerenti con il modello di Toscana che vogliamo costruire».

Nella replica a Macelloni emerge infine anche una riflessione sul piano istituzionale. «In questa vicenda Renzo Macelloni interviene da più prospettive, avendo ricoperto e ricoprendo ruoli importanti per il territorio e per il sistema della gestione dei rifiuti, come sindaco di Peccioli e presidente dell’Assemblea dell’ATO Toscana Costa, oltre alla sua precedente esperienza alla guida di Belvedere. È naturale che ciascuno esprima le proprie valutazioni e porti il proprio contributo al confronto. Proprio per questo ritengo importante che le diverse competenze e responsabilità istituzionali possano dialogare nel rispetto dei rispettivi ruoli, con un unico obiettivo: individuare le soluzioni migliori per la Toscana».

L’assessore chiarisce comunque di non voler trasformare il confronto in una questione personale. «Il tema è troppo importante per essere ridotto a una contrapposizione tra singoli. Preferisco concentrarmi sui dati, sulle tecnologie, sugli investimenti e sul futuro della gestione dei rifiuti». La discussione tornerà dunque sul tavolo della Giunta regionale nei prossimi giorni. Per Barontini, però, il punto resta uno: «La Toscana deve risolvere i problemi di oggi senza costruire nuovi vincoli per i prossimi decenni. È questa la responsabilità che la politica deve assumersi».

 


Il progetto dell'ossicombustore di Peccioli, le divisioni nella maggioranza regionale e le prospettive del sistema toscano dei rifiuti sono state al centro della puntata di "Primo Piano" di Punto Radio andata in onda lo scorso 21 agosto. Ospiti di Massimo Marini il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni, tra i principali sostenitori dell'impianto, e il direttore de Il Tirreno Cristiano Marcacci.

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Nella foto in alto una immagine dell'ossicombustore di Peccioli realizzata con IA

 



 

redazione.cascinanotizie